<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695</id><updated>2012-01-16T20:04:41.865+01:00</updated><category term='Bambini'/><category term='Cristiani perseguitati'/><category term='Affettività'/><category term='Islam'/><category term='Famiglia'/><category term='Cucina'/><category term='Amicizia'/><category term='Stupore'/><category term='Cinema'/><category term='Festività religiose'/><category term='Julián Carrón'/><category term='Santi'/><category term='Carcere'/><category term='Pubblicità'/><category term='Donna'/><category term='Aborto'/><category term='Catastrofi naturali'/><category term='Preghiera'/><category term='Arte religiosa'/><category term='Lettura'/><category term='Vita'/><category term='Fede'/><category term='Costituzione'/><category term='Radici'/><category term='Musica e canto'/><category term='Affido familiare'/><category term='Educazione'/><category term='Carità'/><category term='Giustizia'/><category term='Eutanasia'/><category term='Arte'/><category term='Libri'/><category term='Giovani'/><category term='Obiezione di coscienza'/><category term='Gravidanza'/><category term='Matrimonio'/><category term='Politica'/><category term='Santo Padre'/><category term='Media'/><category term='Meeting'/><title type='text'>nonnainternauta</title><subtitle type='html'>Una nonna felice della vita in tutte le sue implicazioni</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-5759379692878081082</id><published>2011-12-25T22:36:00.000+01:00</published><updated>2011-12-25T22:36:31.814+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Julián Carrón'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festività religiose'/><title type='text'>La tentazione del Natale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-0jHMhlr35tg/TveXQPzfrlI/AAAAAAAAAE0/6QXlkMDKk48/s1600/visitazione-raffaello.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-0jHMhlr35tg/TveXQPzfrlI/AAAAAAAAAE0/6QXlkMDKk48/s640/visitazione-raffaello.jpg" width="441" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per descrivere la nostra umanità e per guardare in modo adeguato noi  stessi in questo momento della storia del mondo, difficilmente potremmo  trovare una parola più adeguata di quella contenuta in questo brano del  profeta Sofonìa: «Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele».  Perché? Che ragione c’è di rallegrarsi, con tutto quello che sta  accadendo nel mondo? Perché «il Signore ha revocato la tua condanna».&lt;br /&gt;Il  primo contraccolpo che hanno provocato in me queste parole è per la  sorpresa di come il Signore ci guarda: con uno sguardo che riesce a  vedere cose che noi non saremmo in grado di riconoscere se non  partecipassimo di quello stesso sguardo sulla realtà: «Il Signore revoca  la tua condanna», cioè il tuo male non è più l’ultima parola sulla tua  vita; lo sguardo solito che hai su di te non è quello giusto; lo sguardo  con cui ti rimproveri in continuazione non è vero. L’unico sguardo vero  è quello del Signore. E proprio da questo potrai riconoscere che Egli è  con te: se ha revocato la tua condanna, di che cosa puoi avere paura?  «Tu non temerai più alcuna sventura». Un positività inesorabile domina  la vita. Per questo - continua il brano biblico - «non temere Sion, non  lasciarti cadere le braccia». Perché? Perché «il Signore, tuo Dio, in  mezzo a te è un salvatore potente». Non c’è un’altra sorgente di gioia  che questa: «Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per  te con grida di gioia» (&lt;em&gt;Sof&lt;/em&gt; 3,14-17). &lt;br /&gt;Che queste non sono  rimaste solo parole, ma si sono compiute, è ciò che ci testimonia il  Vangelo; nel Bambino che Maria porta in grembo, quelle parole sono  diventate carne e sangue, come ci ricorda in modo commovente Benedetto  XVI: «La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma  nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti - un  realismo inaudito» (&lt;em&gt;Deus caritas est&lt;/em&gt;, 12). Ed è un fatto  talmente reale nella vita del mondo che non appena Elisabetta riceve il  saluto da Maria, il bambino che porta nel grembo – Giovanni – sussulta  di gioia.  Quelle del Profeta non sono più soltanto parole, ma si sono  fatte carne e sangue, fino al punto che questa gioia è diventata  esperienza presente, reale: «Ha sussultato di gioia nel mio grembo» (&lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 1,39-45).&lt;br /&gt;Domandiamoci:  il cristianesimo è un devoto ricordo o è un avvenimento che accade oggi  esattamente come è accaduto duemila anni fa? Guardiamo i tanti fatti  che i nostri occhi vedono in continuazione, che ci sorprendono e ci  stupiscono, a cominciare da quel fatto imponente che si chiama Benedetto  XVI e che ogni volta fa sussultare le viscere del nostro io. C’è Uno in  mezzo a noi che fa sussultare il “bambino” che ciascuno di noi porta in  grembo, nel nostro intimo, nella profondità del nostro essere. Questa  esperienza presente ci testimonia che l’episodio della Visitazione non è  soltanto un fatto del passato, ma è stato l’inizio di una storia che ci  ha raggiunto e che continua a raggiungerci nello stesso modo,  attraverso incontri, nella carne e nel sangue di tanti che incontriamo  per la strada, che ci muovono nell’intimo. &lt;br /&gt;È con questi fatti negli  occhi che possiamo entrare nel mistero di questo Natale, evitando il  rischio del “devoto ricordo”, di ridurre la festa a un puro atto di  pietà, a devozione sentimentale. In fondo, tante volte la tentazione è  di non aspettarsi granché dal Natale. Ma a chi è data la grazia più  grande che si possa immaginare - vederLo all’opera in segni e fatti che  Lo documentano presente - è impossibile cadere nel rischio di celebrare  la nascita di Gesù come un “devoto ricordo”. Non ci è consentito! E non  perché siamo più bravi degli altri fratelli uomini, non perché non siamo  fragili come tutti, ma perché siamo riscattati di continuo da questo  nostro venir meno per la forza di Uno che accade ora e che revoca la  nostra condanna. &lt;br /&gt;È solo con questi fatti negli occhi che potremo  guardare il Natale che viene: non con una nostalgia devota, non col  sentimento naturale che sempre provoca in noi un bambino che nasce e  neppure con un vago sentimento religioso, ma in forza di una esperienza  (perché tutto il resto non produce altro che una riduzione di “quella”  nascita). Dove si rivela veramente chi è quel Bambino è in questa  esperienza reale: il figlio di Elisabetta ha sussultato di gioia nel suo  grembo. È il rinnovarsi continuo di questo avvenimento che ci impedisce  di ridurre il Natale e che ce lo può fare gustare come la prima volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;em&gt;di don Julián Carrón&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;em&gt;pubblicato sull'&lt;a href="http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&amp;amp;p=0&amp;amp;id=2231"&gt;&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; del 24 dicembre 2011&lt;/em&gt; &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-5759379692878081082?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/5759379692878081082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/la-tentazione-del-natale.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/5759379692878081082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/5759379692878081082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/la-tentazione-del-natale.html' title='La tentazione del Natale'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0jHMhlr35tg/TveXQPzfrlI/AAAAAAAAAE0/6QXlkMDKk48/s72-c/visitazione-raffaello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4368558818408417450</id><published>2011-12-13T09:56:00.001+01:00</published><updated>2011-12-13T10:01:10.596+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carità'/><title type='text'>La carità di Santa Lucia</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/Santa_Lucia_CaravaggioR400.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/Santa_Lucia_CaravaggioR400.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;Caravaggio, Martirio di Santa Lucia &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;I più sanno che, seguendo una tradizione medioevale, nella notte di Santa Lucia, i bambini che li avranno meritati riceveranno dei doni. Meno noto ormai è il fatto che questa tradizione trova origine nel particolare martirio di Santa Lucia, avvenuto a Siracusa sotto Diocleziano e dovuto alla sua conversione al cristianesimo che la portò alla decisione di consacrarsi dopo aver convinto la madre, assai facoltosa, a devolvere tutti i beni di famiglia ai poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione fece infuriare il promesso sposo di Lucia e i governanti di Siracusa che fecero decapitare la futura Santa. Nel tempo nacque la tradizione di legare alla sua memoria il gesto dei regali ai bambini in una giornata dedicata alla gratuità. Come purtroppo spesso avviene, la festa viene vissuta senza grandi richiami al suo significato, ma almeno per Padova e tutto il Veneto la cena di Santa Lucia che si svolgerà oggi per presentare le molte iniziative di Avsi (Associazione volontari per lo sviluppo internazionale, ong che opera dal 1972 in tutto il mondo), si prefigge lo scopo di rendere presente questo significato perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come diceva don Luigi Giussani, la carità non è un gesto che si esaurisce con un'azione ultimamente estrinseca alla propria natura, che possa evitare un vero coinvolgimento di se stessi. La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, come sempre più spesso avviene in questo periodo di crisi, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l'intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l'educazione, l'istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo... Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l'egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato... Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita a opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po' dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese. Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;Come Santa Lucia vogliamo mettere in gioco qualcosa di noistessi, o meglio, tutto noi stessi. Riemerge così il desiderio che anche quelche è più nostro non sia solo per il nostro tornaconto, ma per il bene ditutti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;Soprattutto in momenti di crisi come questo, si capisce che non è giustoattribuire la responsabilità di cambiare innanzitutto agli altri, allapolitica, alla finanza, ai potenti. Si ricomincia a capire che dobbiamo viverequotidianamente di vera carità, di dono di noi stessi, di desiderio di beneanche nella vita e negli interessi quotidiani. Così, come recita un recentevolantino di Cl dal titolo "La crisi sfida per una cambiamento", siriscopre che questo desiderio di bene di nuovo in azione è il più potentefattore che fa rinascere ingegno, conoscenza, creatività, forza diaggregazione, speranza, nuova e più solida capacità di costruzione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;Questo si può imparare partecipando alla cena di Santa Lucia, che si svolgerà aPadova questa sera, o anche solo sapendo che c'è.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="font-size: 10pt;"&gt;Di Giorgio Vittadini, tratto da [&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2011/12/12/La-carita-di-Santa-Lucia/228336/"&gt;ilsussidiario.net&lt;/a&gt;] 12 dicembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4368558818408417450?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4368558818408417450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/la-carita-di-santa-lucia.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4368558818408417450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4368558818408417450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/la-carita-di-santa-lucia.html' title='La carità di Santa Lucia'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2045045864607584174</id><published>2011-12-01T16:29:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T16:40:46.443+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bambini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Educazione alla fede dei piccoli</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a class="cboxElement" href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2011/11/ABRAMO1.jpg" rel="lightbox[4655]" title="ABRAMO"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-4656" height="300" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2011/11/ABRAMO1-264x300.jpg" title="ABRAMO" width="264" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;libri per bambini delle elementari e delle medie. Essenziali nei contenuti e dalle immagini splendide. L’autore è &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;don Andrea Marinzi&lt;/b&gt;, mentre le illustrazioni sono di &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Anna Casaburi&lt;/b&gt; e &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Arcadio Lobato&lt;/b&gt;. I volumi sono i primi di una collana, &lt;i&gt;Storie di uomini, storia di Dio,&lt;/i&gt; pensata per parlare ai più piccoli della&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;b style="font-weight: normal;"&gt;fede&lt;/b&gt; in modo semplice, ma senza mancare in verità e profondità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;La storia di Abramo&lt;/b&gt; &lt;/i&gt;(ed. La scuola, 48 pagine, 5,5 euro), ad esempio, non sembra delle più lineari: parla del cinismo dell’uomo, di resistenze e dubbi, fino al suo abbandono a &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Dio&lt;/b&gt; senza che questo significhi un salto nel buio. E dell’amore che, quando è vero, richiede sacrificio. &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Marinzi&lt;/b&gt;, lasciando parlare i fatti, fa emergere la comprensibilità di tali dinamiche. Si legge: «Ma un giorno Dio mise alla prova &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Abramo&lt;/b&gt;. Lo chiamò pronunciando il suo nome: “Abramo, Abramo!”. Rispose: “Eccomi”. Gli disse: “Prendi &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Isacco&lt;/b&gt;, il tuo unico figlio che ami, e vai sul monte che io ti indicherò. Là offrilo a me in sacrificio”. Poteva esserci richiesta più terribile?». L’episodio termina con Abramo che pur non capendo si fida, senza appunto che il concetto sia spiegato con aggiunte o ragionamenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è il rischio che i ragazzi pensino a &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Dio&lt;/b&gt; come a un padrone che chiede rinunce incomprensibili? &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Don Andrea&lt;/b&gt; risponde sapendo bene che per i bambini&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt; sono normali molte cose che agli adulti sembrano difficili da comprendere: «Il &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;sacrificio di Isacco&lt;/b&gt; – spiega – è un avvenimento molto duro. Ma i ragazzini non si spaventano. Quando lo racconto in &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;prima media&lt;/b&gt;, dico che &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Abramo&lt;/b&gt; era pieno di gratitudine, sapeva che tutto ciò che aveva gli era dato da Dio. Dico che secondo me quel giorno piangeva, ma era troppo ragionevole fidarsi, dato che aveva visto tutta la bontà di Dio. Loro, al racconto, diventano seri, ma capiscono. Alcuni sanno già che poi Dio non toglierà il ragazzo ad Abramo. Chi invece non conosce la storia ha qualcosa dentro che gli fa dire: “È impossibile che Dio sia così crudele, ha in mente di sicuro qualche sorpresa”. Loro partono già da un’ipotesi positiva».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche nella &lt;b&gt;&lt;i&gt;storia di &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Maria e Giuseppe&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (ed. La scuola, 48 pagine, 5,5 euro) si parla della fiducia totale di una donna nell’amore di Dio e di un uomo nell’&lt;b&gt;&lt;/b&gt;amore della sua donna. E della bellezza nel seguire questo bene, senza negarne il dramma. Queste pagine, poi, educano i ragazzi alla scoperta del &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;centuplo&lt;/b&gt; a partire dal piccolo: «La storia che ha cambiato il mondo – si legge – comincia in un posto da nulla». Da nulla ma bellissimo, come dimostrano le illustrazioni. Non solo, il libro aiuta a riconoscere la &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;Madre di Dio&lt;/b&gt;, svelandone tutte le caratteristiche.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È solo l’inizio di una collana – conclude &lt;b style="font-weight: normal;"&gt;don Andrea&lt;/b&gt; – pensata per aiutare a educare alla fede i ragazzi, attraverso la bellezza delle immagini e il fascino del racconto».&lt;span style="color: #999999;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #444444; text-align: justify;"&gt;di Benedetta Frigerio, tratto da [tempi.it] 30/11/2011&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2045045864607584174?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2045045864607584174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/educazione-alla-fede-dei-piccoli.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2045045864607584174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2045045864607584174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/12/educazione-alla-fede-dei-piccoli.html' title='Educazione alla fede dei piccoli'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4830975006622068505</id><published>2011-10-23T11:48:00.000+02:00</published><updated>2011-10-23T11:50:03.819+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Nessun idolo ci salverà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci salverà la politica e nemmeno l’economia. Non solo perché le scelte politiche ed economiche sono in gran parte responsabili della grave crisi che stiamo vivendo, ma soprattutto perché politica ed economia sono strumenti, importanti, ma sempre strumenti, la cui efficacia dipende da chi li usa. Li usa l’uomo, ovvero quell’unico fattore, che può lavorare per la trasformazione positiva della realtà. Ma dell’uomo non ci si preoccupa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha detto il Papa al Bundestag: “Vorrei però affrontare con forza ancora un punto che oggi come ieri viene largamente trascurato: esiste anche un’ecologia dell’uomo. Anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli ascolta la natura, la rispetta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’errore dell’uomo è quando si considera superficialmente onnipotente. Oppure, che è il caso più frequente, pur considerandosi limitato, si affida a un suo prodotto, la scienza – della politica e dell’economia in questo caso – per affrontare problemi che egli non riesce a risolvere. Si affida, come dice la Bibbia, a un idolo e la sua impotenza diventa ancora maggiore. Deve invece affidarsi a ciò da cui dipende e, se non lo conosce, cercarlo, entusiasmarsi per esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può essere diversi da quello che si è, nemmeno impegnandosi. Possiamo costatare che gli sforzi strategici e “riorganizzativi” lasciano il tempo che trovano. Bisogna rendersi conto di quello che si è. Non che non si debba pensare o tentare, ma partendo dal proprio posto, dalle ragioni della propria storia e del proprio presente. Costruire in nome di quello che si è e si crede, senza ipocrite indignazioni nè violenze, consapevoli che in quello che viviamo ci sono i nostri limiti, ma soprattutto quel che ci è stato dato, come bene personale e collettivo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;A trovare quello che non va sono capaci tutti. La vera critica è nella intelligenza di individuare quello che va e di perseguirlo. Nella nostra vita, nella società, nei partiti, nelle aziende, nel lavoro, ci sono molte cose che vanno e spesso senza merito nostro. C’è qualcosa più grande di noi. Per questo abbiamo speranza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Giancarlo Cesana&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2011/10/20/SCENARIO-1-Cesana-nessun-idolo-ci-salvera/215698/"&gt;Nessun idolo ci salverà&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tratto da [ilsussidiario.net] 20 ottobre 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4830975006622068505?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4830975006622068505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/10/nessun-idolo-ci-salvera.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4830975006622068505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4830975006622068505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/10/nessun-idolo-ci-salvera.html' title='Nessun idolo ci salverà'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-452749022135954169</id><published>2011-09-18T20:24:00.011+02:00</published><updated>2012-01-16T20:02:51.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Affettività'/><title type='text'>C'era una volta la Costituzione...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Immaginatevi  una cosa bella a cui tenete tanto, qualsiasi cosa, date spazio alla  fantasia. Ad esempio una preziosa tovaglia riccamente ricamata  lasciatavi in dono dalla nonna da utilizzare per le grandi occasioni.  Arriva la grande occasione da festeggiare, prendete la tovaglia riposta  nell'armadio e, con grande dispiacere, scoprite che è stata assaltata da  animaletti striscianti che hanno creato buchi e falle ognidove nel  tessuto. Sconcerto, rabbia, dispiacere, tutte emozioni che in un baleno  attraversano la vostra mente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ecco questa è esattamente l'impressione che ho avuto nel vedere come l'Emilia Romagna ha ridotto la nostra &lt;a href="http://costituzioneillustrata.com/"&gt;Costituzione spiegata ai giovani&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Occorre qui una spiegazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La  Regione Emilia Romagna con l'intento di spiegare la costituzione ai  giovani, ha interpellato fumettisti famosi e non realizzando una mostra  che illustra alcuni articoli della costituzione. Ebbene, questa mostra  sta girando l'Italia in occasione dei 150 anni e la Giunta Regionale  dell'Emilia Romagna ha deciso di distribuirne il catalogo agli studenti  della Regione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fin  qui non ci sarebbe nulla da obiettare, l'intento è buono, ma il  risultato è più che deleterio, ovvero ci troviamo di fronte all'ennesima  trasformazione, altro che educazione civica, questa è vera e propria  dis-educazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il  solo fatto che vengono considerati solo alcuni articoli da da pensare:  estrazione al lotto, questo si quest'altro no? questo mi piace, questo  non mi piace... a mo' di sfoglia la margherita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Preso atto che non sono stati illustrati gli articoli, chissà perché tra quelli non considerati proprio gli artt. &lt;a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131307/131308/articolo.htm"&gt;29 e 31&lt;/a&gt;, forse perché parlano della famiglia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sono usciti articoli titolati "&lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-la-costituzione-per-i-bambinicancella-la-famiglia-3048.htm#.TnNywL4yynk.facebook"&gt;La Costituzione per i giovani cancella la famiglia&lt;/a&gt;",  ma fosse solo questo non mi preoccuperei, non è certo la non  illustrazione di qualche articolo che avrà il potere di cancellare la  famiglia, i giovani a cui il documento è rivolto sanno molto bene da  dove vengono, dove vivono, chi li ha generati e chi con amore li educa  ed alleva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma  il tutto è ancor più sottile e deleterio, se guardate qui sotto la  vignetta dell'art.30 sembra uno spot alla pornografia. Dico questo non  perché voglio fare la bacchettona bigotta, ma veramente l'immagine  raffigurata non ha alcun senso se non ribadire l'incapacità di alcuni  genitori di educare i lori figli, ma a dir il vero a me pare la  dimostrazione lapalissiana dell'incapacità di una certa politica di  promuovere proposte educative rivolte ai giovani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Purtroppo,  chi ci va di mezzo sono proprio loro, i giovani, i nostri figli, perché  questo documento finirà in mano proprio a loro, alle migliaia di  studenti che magari saranno costretti a studiarlo senza domandarsi  quanti sono effettivamente gli articoli della costituzione, o perché  sembra che alcuni siano più importanti di altri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Soprattutto,  non si domanderanno perché una Giunta Regionale spende una barca di  soldi pubblici per istruirli lacunosamente e male contribuendo ad  ingigantire le falle del sistema educativo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-r1HKc93P8rw/TnYo_1iFNEI/AAAAAAAAAEo/tUwN_e_aEL8/s1600/art30.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="226" src="http://4.bp.blogspot.com/-r1HKc93P8rw/TnYo_1iFNEI/AAAAAAAAAEo/tUwN_e_aEL8/s320/art30.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma l'Emilia non è la sola, &lt;b&gt;c'è anche chi fa di peggio&lt;/b&gt;, ad esempio Milano con Pisapia non è da meno, basti pensare ai pinguini bisex.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Pisapia  non è d’accordo con la costituzione italiana: «La Costituzione afferma  che la famiglia è fondata sul matrimonio. Io la penso diversamente»  sostiene il Sindaco neo-eletto. E allora che fa, decide di spiegare la "&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_giunta_pisapia_insegna_bambini_famiglia_gay/06-09-2011/articolo-id=544143-page=0-comments=1"&gt;famiglia gay&lt;/a&gt;"  e parte proprio dagli innocenti, dai piccoli che frequentano gli asili  milanesi. Presenta ai bambini un libro sulle avventure di &lt;b&gt;Piccolo Uovo&lt;/b&gt;,  un manualetto sui "diversi tipi di famiglia" dove due pinguini maschi  fanno da mamma e papà. E la famiglia tradizionale, quella tra un uomo e  una donna, quella dove abitano i piccoli che frequentano gli asili, dov  é? Avranno una bella confusione in testa quando a poco a poco gli  inculcheranno che stanno vivendo una trasgressione perché la loro  famiglia non è normale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non aggiungo altro, penso che basta avere un po' di buon senso e queste cose si commentano da sole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mi  duole però pensare che sono questi gli strumenti a disposizione degli  insegnanti per i loro studenti, affinché affrontino un percorso umano e  critico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Insegnanti svegliatevi! o meglio, usando le parole del &lt;a href="http://graciete.splinder.com/post/21200862/gli-studenti-sfidano-la-gelmini-una-scuola-che-educhi-alla-liberta"&gt;prof. Nembrini&lt;/a&gt; «Se tu non ti occupi della politica, è la politica che si occupa di te».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-452749022135954169?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/452749022135954169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/09/cera-una-volta-la-costituzione.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/452749022135954169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/452749022135954169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/09/cera-una-volta-la-costituzione.html' title='C&apos;era una volta la Costituzione...'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-r1HKc93P8rw/TnYo_1iFNEI/AAAAAAAAAEo/tUwN_e_aEL8/s72-c/art30.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1067141628899763748</id><published>2011-08-21T11:34:00.002+02:00</published><updated>2011-08-21T11:42:17.497+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meeting'/><title type='text'>E l'esistenza diventa una immensa certezza</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da pochi minuti è partita ufficialmente la più grande kermesse estiva il Meeting dell'amicizia che si svolge ogni anno a Rimini verso fine agosto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sentiamo come ne parla oggi John Waters su il.sussidiario.net .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zKQsg_P27u0/TlDSCHNYo1I/AAAAAAAAAEc/YIzhRdR-4KY/s1600/meeting+2011.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-zKQsg_P27u0/TlDSCHNYo1I/AAAAAAAAAEc/YIzhRdR-4KY/s320/meeting+2011.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Il Meeting che "si respira"&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;E' difficile descrivere il Meeting a qualcuno che non lo abbia visto  personalmente, ma è quasi altrettanto difficile tradurlo in parole  parlando con qualcuno che c’è stato. Si può, infatti, parlare dei  contenuti: gli incontri, le discussioni, le mostre, la combinazione di  arte, politica, musica, filosofia, tutte queste cose che sembrano, a  prima vista, rendere il Meeting unico, ma nel senso della sua varietà e  grandezza. O si può parlare dello “spirito” del Meeting, del suo ethos  di educazione e riconciliazione, dell’entusiasmo e del senso di  coinvolgimento che lo caratterizza, l’intensità delle persone che  lavorano e si incontrano in questo eccezionale ambiente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E tuttavia, vi è ancora qualcosa  d’altro. L’essenza dell’avvenimento aleggia provocante attorno e dentro  queste descrizioni, ma al di fuori della portata delle semplici parole. E  davvero qualcosa che “si respira”. Forse non lo si può riscontrare  nelle singole cose, ma diventa palpabile in una serie di incontri,  suscitando un senso di benessere, di scopo, di scoperta e avventura,  soprattutto un’eccitazione quasi da bambini, una sensazione dimenticata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Espressa in modo negativo, è la  dissoluzione della noia che accompagna l’uomo in quella che chiamiamo  società “moderna”, la sensazione che tutto sia già deciso e che ci sia  ben poco da scoprire. Sembra che non importi dove uno vada, c’è già  stato e non ha niente da mostrare se non la t-shirt.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggigiorno siamo chiamati il più delle  volte a “imparare” senza conoscere. Qualcosa può essere trattenuto,  capito, registrato, ma, anche se rimaniamo saldi nella nostra sensazione  di poter governare i “fatti”, il significato finale è tenuto in  sospeso, come se stessimo aspettando una qualche comprensione definitiva  prima di poter essere sicuri di qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La curiosità dell’uomo si è separata dal  suo desiderio di fondo, cosicché non si sente più spinto a un confronto  globale tra sé e ciò che incontra. Non avendo fiducia nell’affermazione  delle nostre più profonde aspirazioni, cerchiamo conferme “oggettive”e,  dato che si dimostrano elusive, rimaniamo come bambini gettati in una  folla lontano dai genitori, con le nostre esistenze diventate  provvisorie, incerte e piene di paure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Meeting, quindi, è come un rewind,  fatto magari per indagare su qualche dettaglio del racconto che non  quadra. Cos’è che ho scorto? Ho forse sentito male? Con la possibilità  che tutto possa essere rivisitato alla luce di queste nuove impressioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al  Meeting si può sperimentare il conoscere come una situazione di puro  risveglio. Si possono anche comprare t-shirt, ma questo promette di  essere piuttosto l’inizio che la fine di qualcosa. Qui la conoscenza non  è conquistata, ma penetrata e celebrata come il nutrimento più vitale  della soggettività umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dentro il cuore umano è scatenata la  curiosità senza confini che, altrove, ha paura a dichiararsi per il  timore di rivelare ciò che sembra qualcosa di vergognoso, ignoranza o  stupidità, ma che in realtà è un ritorno alla capacità di stupirsi. Se  il cristianesimo inizia con un evento nella storia, esso inizia anche  con un evento nel cuore delle persone, il desiderio di conoscere  qualcosa che, nella cultura che abbiamo costruito per proteggerci dai  nostri dubbi e dalle nostre paure, non è più visibile a occhio nudo.  Dietro i significati che abbiamo dedotto e introdotto, c’è una verità  più profonda di ogni cosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parole allora vengono, pur inadeguate  e parziali: il Meeting è una deliberata costruzione di un tipo di  percezione della realtà ora nascosto, percepibile a malapena, che non è  in superficie ma nel profondo, sotto ciò che riconosciamo dalle  descrizioni che ci sono date: la familiare versione della “realtà”fatta  dall’uomo, che ci calma e ci annoia al contempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo, e non meno di questo, è quanto  il Meeting offre: l’universo restituito al mistero, ma reso conoscibile  in un nuovo modo. Ci porta, nei suoi molteplici modi, nella profondità  delle cose, vertiginoso ed esaltante, ma con una insistenza ferma e  coerente. I suoi eventi non sono casuali presentazioni messe insieme  all’insegna della molteplicità, ma un preciso sguardo nella direzione di  “ciò che è”, che muove verso la profondità più profonda delle cose,  nella certezza che ciò che verrà scoperto sarà una conferma del  desiderio più profondo di chi viene per avere il proprio cuore  spalancato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;                                 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1067141628899763748?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2011/8/21/Il-Meeting-che-si-respira-/201756/ttp://' title='E l&apos;esistenza diventa una immensa certezza'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1067141628899763748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/e-lesistenza-diventa-una-immensa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1067141628899763748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1067141628899763748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/e-lesistenza-diventa-una-immensa.html' title='E l&apos;esistenza diventa una immensa certezza'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zKQsg_P27u0/TlDSCHNYo1I/AAAAAAAAAEc/YIzhRdR-4KY/s72-c/meeting+2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-561165591080763170</id><published>2011-08-16T11:03:00.001+02:00</published><updated>2011-08-16T11:18:16.099+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Preghiera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>L'invasione del divino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente navigando in rete mi capita di imbattermi in mostruose schifezze, come ad esempio la nonciclopedia, che mi fanno sentire impotente di fronte al male che seminano.&lt;br /&gt;Ma grazie al cielo ho qualcuno a cui guardare, che mi fa volgere lo sguardo verso la vera Bellezza celata nei piccoli fatti di ogni giorno; amici come don Gabriele Mangiarotti che segnalando la testimonianza di Luisella Saro "L'invasione del divino" così scrive: "... e mi accorgo che il migliore antidoto alla violenza che ci circonda, alla banalizzazione della vita e dell’amore, alla crescita di una umanità senza volto né speranza sia proprio la testimonianza di un modo altro di vivere. Quel modo che trova nella testimonianza dei santi (quelli di cui la Didachè diceva di cercarne ogni giorno il volto per trovare conforto nel loro conversare) un alleato potente e infallibile".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In questa calda giornata d'agosto desidero donarvela, a me ha dato molta gioia e sono certa renderà lieti anche voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;L'invasione del divino&lt;/b&gt; di Luisella Saro&lt;br /&gt;tratto da [&lt;a href="http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&amp;amp;id_n=28167"&gt;Cultura Cattolica.it&lt;/a&gt;] 2 agosto 2011&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-sAQIIKR8Tmc/Tko1LqCydvI/AAAAAAAAAEU/23-tScqjUYE/s1600/Terrazza+del+caff%25C3%25A8+in+Place+du+Forum+ad+Arles+la+sera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-sAQIIKR8Tmc/Tko1LqCydvI/AAAAAAAAAEU/23-tScqjUYE/s320/Terrazza+del+caff%25C3%25A8+in+Place+du+Forum+ad+Arles+la+sera.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Van Gogh, Terrazza del caffè in Place du Forum ad Arles la sera&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;E’ bello il tempo dell’estate: è un tempo lento. Puoi guardare le cose e le persone con più attenzione, puoi fermarti a scambiare quattro chiacchiere senza la dittatura dell’orologio, vera o presunta che sia.&lt;br /&gt;Ed è in questo tempo lento, in questo sguardo meno frettoloso e superficiale, che puoi scoprire, se lo vuoi, i dettagli. Nelle cose, nelle situazioni, nelle persone. Come l’altro giorno, al bar.&lt;br /&gt;Mentre, sola, stavo sfogliando il quotidiano, in attesa del caffè, è entrato il titolare del negozio di giocattoli che si trovava in piazza, accanto a casa mia, e che è ormai chiuso da anni. Al suo posto, ora, una banca.&lt;br /&gt;Con lui, la moglie e l’ultimo dei quattro nipotini. Tra poco compirà tre anni.&lt;br /&gt;Ho posato il giornale ed abbiamo iniziato a parlare. Come se io fossi ancora la bambina che ero, quando, nasetto all’insù, entravo a fantasticare tra i giochi. E con la stessa confidenza di sempre, anche se ci si incrocia solo di rado.&lt;br /&gt;Raccontavo di me, della mia vita ora, e intanto osservavo questi nonni sorridenti e premurosi verso il nipotino, vispo e curioso com’è giusto che sia alla sua età.&lt;br /&gt;Abbiamo bevuto, insieme, il caffè, ed è stato allora che ho notato, all’anulare sinistro di questo signore, una “decina” del rosario. Non un anello. Una coroncina che teneva stretta e che ogni tanto, col pollice, faceva avanzare di un passetto.&lt;br /&gt;L’ho guardata e l’ho guardato.&lt;br /&gt;“Ce l’ho sempre con me”, mi ha detto, “perché l’Ave o Maria, l’invocazione alla Vergine accompagna tutti i momenti di tutte le mie giornate. Non so quanti rosari recito, in un giorno… Prego mentre sono in bicicletta, mentre faccio la fila alla posta o al supermercato, mentre cammino… Prego perché non posso stare senza sentire, qui, accanto a me, la presenza della Madonna. Perché è la preghiera che ci tiene in comunione con il Cielo e con la terra…”.&lt;br /&gt;Mentre la moglie lo ascoltava, nelle labbra, appena accennato, lieve le è comparso un sorriso, e i suoi occhi emanavano una pace e una luce che non diresti possibile in una madre che un giorno di tanti anni fa ha perso, in un incidente in moto, un figlio diciassettenne, all’epoca appena più giovane di me.&lt;br /&gt;Nel poco tempo trascorso insieme, un po’ ascoltavo lui, un po’ gli guardavo la mano sinistra e questa sua inseparabile decina del rosario, un po’ incrociavo lo sguardo dolce e sereno della moglie (eppure il cuore, mi dicevo… chissà come continua a sanguinarle, in mezzo al petto, il cuore…).&lt;br /&gt;E intanto che li osservavo e ascoltavo la delicata tenacia di quest’uomo nel ripetermi che “però c’è modo e modo di pregare, che non serve a niente sgranare Ave o Maria pensando ad altro, e che la preghiera vera è quella fatta col cuore”, mi rendevo conto che solo in quel momento stavo comprendendo davvero, e cioè nel profondo, le parole di papa Paolo VI, che amava ricordare che “il tempo della preghiera non è evasione, ma ‘in-vasione’ del divino nella vita”. Guardandoli, ho compreso: solo quando la fede diventa esperienza capace di dare senso a tutto, perché “tiene insieme tutto”, proprio come quella coroncina, è possibile guardare al passato, al presente e al futuro con la certezza di un disegno misterioso eppure “buono”. Non esistono in commercio rimmel, o eye liner, o lenti a contatto in grado di rendere “così” gli occhi di una madre che abbia perso un figlio!&lt;br /&gt;Abbiamo bevuto insieme il caffè e poi ciascuno si è apprestato a continuare la sua strada. Il piccolo è salito in bicicletta, nel seggiolino dietro, e ci siamo salutati.&lt;br /&gt;“Racconta alla signora Luisella dove andiamo adesso”, ha detto la nonna rivolgendosi al nipotino. “Andiamo a salutare lo zio Giovanni!”, ha risposto lui: occhi furbissimi e un sorrisone.&lt;br /&gt;Lo zio Giovanni: questo zio che non c’è più, perché gli hanno spiegato che è in Cielo, in braccio alla Madonna, ma che tutti i giorni si può andare a salutare. Non è nascosto, dimenticato, come si fa con i brutti pensieri dai quali cercare in ogni modo di distrarsi. Continua ad essere presente in tutti e una compagnia per tutti. Nei genitori e per i genitori; nelle due sorelle. Anche per i quattro nipotini che mai l’hanno visto. Presente in quella misteriosa eppur concretissima “comunione tra Cielo e terra”, possibile solo grazie alla preghiera.&lt;br /&gt;Li saluto con la mano e seguo con lo sguardo le bici che partono. Ciascuno andrà a fare le cose che deve fare, penso. A vivere la vita che non siamo noi a scegliere, ma che ci è data.&lt;br /&gt;Le nostre biciclette prendono strade diverse, eppure il cuore mi dice che la meta è la stessa.&lt;br /&gt;In questo tempo lento dell’estate, nel dettaglio di una “decina” del rosario, inseparabile compagna di cammino, ho visto che “si può vivere così”: come questo papà e questa mamma. Come questo nonno e questa nonna. In pace con la vita e con la morte. Conviene.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-561165591080763170?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/561165591080763170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/linvasione-del-divino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/561165591080763170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/561165591080763170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/linvasione-del-divino.html' title='L&apos;invasione del divino'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-sAQIIKR8Tmc/Tko1LqCydvI/AAAAAAAAAEU/23-tScqjUYE/s72-c/Terrazza+del+caff%25C3%25A8+in+Place+du+Forum+ad+Arles+la+sera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4644302743370151588</id><published>2011-08-13T12:51:00.001+02:00</published><updated>2011-08-13T13:12:26.949+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Julián Carrón'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Incontrare qualcosa che corrisponda alla nostra attesa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-L4keqMbMojY/TkZcB2CLJII/AAAAAAAAAEQ/fXKaPJS-a04/s1600/infiniti+cuori+in+un+unico+cuore.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-L4keqMbMojY/TkZcB2CLJII/AAAAAAAAAEQ/fXKaPJS-a04/s320/infiniti+cuori+in+un+unico+cuore.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando penso a un giovane di oggi che si sta aprendo alla vita, sono  invaso da una tenerezza infinita: come si orienterà in questa babele  piena di opportunità e di sfide in cui gli tocca vivere? Basta vedere la  televisione, o accostarsi a un’edicola o a una libreria per vedere la  varietà di opzioni che si trova davanti. Scegliere quella giusta è  un’impresa ardua.&lt;br /&gt;Ma se da una parte è commovente pensare a un  ragazzo che si trova davanti a una simile sfida, mi meraviglia ancor di  più il fatto che colui il quale ci ha posto nella realtà non abbia avuto  alcun ritegno nel correre un simile rischio. Fino al punto di  scandalizzare coloro che vorrebbero risparmiarlo a se stessi e agli  altri, figli, amici o alunni che fossero.&lt;br /&gt;Il Mistero, tuttavia, non  ci ha lanciato nell’avventura della vita senza fornirci di una bussola  con cui potessimo orientarci. Questa bussola è il cuore. Nella nostra  epoca il cuore è stato ridotto a un sentimento, a uno stato d’animo. Ma  tutti noi possiamo riconoscere nella nostra esperienza che il cuore non  si lascia ridurre, non si conforma a nessuna cosa. «L’uomo è veramente  creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è  insufficiente», dice il Papa nel suo Messaggio. E noi lo sappiamo bene.&lt;br /&gt;Perciò,  chi prende sul serio il suo cuore, fatto per ciò che è grande, comincia  ad avere un criterio per comprendere se stesso e la vita, per giudicare  la verità o la falsità di qualunque proposta che spunti all’orizzonte  della sua vita. «Vi vengono presentate continuamente proposte più  facili, ma voi stessi vi accorgete che si rivelano ingannevoli, non vi  danno serenità e gioia».&lt;br /&gt;C’è qualcosa che sia all’altezza delle  nostre esigenze più profonde, che possa rispondere al nostro anelito,  grande come l’infinito? Molti risponderanno che una cosa simile non  esiste, vista la delusione che in tante occasioni hanno sperimentato  riponendo la loro speranza in qualcosa che era destinato a deluderli. Ma  nessuno di noi può fare a meno di sperare. È irrazionale questa  aspettativa? E allora, perché speriamo? Perché è la cosa più razionale:  nessuno di noi può affermare con certezza che non esiste.&lt;br /&gt;Ma  scopriremo che esiste solo se avremo l’opportunità di incontrare  qualcosa che corrisponda veramente alla nostra attesa. Come i primi che  incontrarono Gesù: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!»&lt;br /&gt;Da quando  questo fatto è entrato nella storia, nessuno che ne abbia avuto notizia  ha più potuto o potrà stare tranquillo. Tutto lo scetticismo del mondo  non potrà eliminarlo dalla faccia della terra. &lt;br /&gt;Resterà là,  sull’orizzonte della sua vita, come una promessa che rappresenta la più  grande sfida che abbia dovuto affrontare. «Chi mi seguirà riceverà cento  volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». Solo chi ha il coraggio  di verificare nella vita la promessa contenuta nell’annuncio cristiano  potrà scoprire che esso è capace di rispondere alla sua attesa. Senza  questa verifica non potrà esistere una fede all’altezza della natura  razionale dell’uomo, vale a dire, capace di continuare a essere  interessante per lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-weight: normal;"&gt;di Julián Carrón tratto da &lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;Alfa y Omega&lt;/i&gt;, 28 luglio 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4644302743370151588?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tracce.it/default.asp?id=411&amp;id_n=23508' title='Incontrare qualcosa che corrisponda alla nostra attesa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4644302743370151588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/incontrare-qualcosa-che-corrisponda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4644302743370151588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4644302743370151588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/incontrare-qualcosa-che-corrisponda.html' title='Incontrare qualcosa che corrisponda alla nostra attesa'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-L4keqMbMojY/TkZcB2CLJII/AAAAAAAAAEQ/fXKaPJS-a04/s72-c/infiniti+cuori+in+un+unico+cuore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7649610928255741347</id><published>2011-08-13T10:26:00.002+02:00</published><updated>2011-08-13T10:28:23.739+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santo Padre'/><title type='text'>YouCat: il catechismo dei giovani alla GMG di Madrid</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.madrid11.com/images/stories/en_camino/es/benedictoxvi/1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="1" border="0" class="margenderecha" height="221" src="http://www.madrid11.com/images/stories/en_camino/es/benedictoxvi/1.jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="subtitle_abajo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="subtitle_abajo" style="text-align: justify;"&gt;YouCat è un regalo personale di Benedetto XVI per i pellegrini della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Madrid nei prossimi giorni.&lt;/div&gt;&lt;div class="subtitle_abajo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensando  sempre ai giovani e cosciente che in loro è il futuro della Chiesa e  della società, Papa Benedetto XVI, in questa Giornata Mondiale della  Gioventù, ha voluto far loro un regalo molto speciale: lo YouCat (Youth  Catechism). Questo libro che tutti i pellegrini troveranno nei loro &lt;a href="http://madrid11.com/it/noticias/1340-la-mochila-del-peregrino"&gt;zaini&lt;/a&gt;  è un chiaro strumento affinché i giovani possano vivere il lemma di  questa GMG: “&lt;b&gt;Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede&lt;/b&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo  compendio della fede è formato da 280 pagine nelle quali si cerca  rispondere, in modo semplice e adatto ai giovani, alle principali  domande della fede cattolica. Tratta le inquietudini e i dubbi che sono  presenti nella gioventù di oggi, perché, come afferma il Papa: “&lt;b&gt;I giovani di oggi non sono tanto superficiali come si dice di loro. &lt;/b&gt;Vogliono sapere che cosa è veramente importante nella vita.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo  libretto è un gioco continuo di domande e risposte dinamico e brioso.  In questa maniera i giovani potranno trovare le risposte che cercano in  un modo nuovo, affascinante e divertente. Dice il Papa nel &lt;a href="http://madrid11.com/it/in-cammino/testi-del-papa/480-youcat"&gt;prologo&lt;/a&gt; dello  Youcat: “Questo libro è avvincente perché ci parla del nostro stesso  destino. Vi presenta &lt;b&gt;il messaggio del Vangelo come ‘la perla preziosa&lt;/b&gt;’ (Mt 13, 46), per la quale bisogna dare ogni cosa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha  un design semplice e attraente in cui si intercalano fotografie e  spiritose illustrazioni al fine di renderlo più visuale e vicino ai  giovani. &lt;br /&gt;È molto facile da utilizzare, poiché è chiaramente &lt;b&gt;diviso in quattro parti: la prima, intitolata “Che cosa crediamo”, &lt;b&gt;parla di Dio&lt;/b&gt; e delle Scritture; la seconda parla &lt;b&gt;dei sacramenti&lt;/b&gt;; la terza riguarda la vita in Cristo, parlando dei &lt;b&gt;10 comandamenti&lt;/b&gt;,&lt;b&gt; la vocazione&lt;/b&gt;… e infine, &lt;b&gt;come bisogna pregare.&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;Da Madre Teresa a Dostoevskij&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una  delle cose più interessanti e innovative di questo libro piccolo, ma  con un grande contenuto, è che nelle colonne laterali delle pagine si  aggiungono citazioni di santi e maestri della fede, e anche di letterati  e pensatori di tutti i tempi. Nell'edizione in spagnolo per la GMG ci  sono citazioni da Madre Teresa di Calcutta a Gandhi, passando per alcuni  dei patroni di questa GMG - come Giovanni Paolo II, Santa Teresa di  Ávila, San Giovanni della Croce o San Ignazio di Loyola - fino ad  Aristotele, Dostoevskij, Lewis, Cervantes o Lope de Vega. &lt;br /&gt;“Non aver  paura che un giorno finirà la tua vita! Temi piuttosto di perdere  l'occasione di cominciarla correttamente”, è una delle citazioni del  Beato Henry Newman.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche le fotografie cambiano da un'edizione all'altra: nell'edizione  in spagnolo per la GMG ci sono foto delle opere di Gaudí, un cruzeiro  del Cammino di Santiago di Compostela o Nostra Signora di Guadalupe.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7649610928255741347?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7649610928255741347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/youcat-il-catechismo-dei-giovani-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7649610928255741347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7649610928255741347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/08/youcat-il-catechismo-dei-giovani-alla.html' title='YouCat: il catechismo dei giovani alla GMG di Madrid'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-3365724536088074209</id><published>2011-07-13T16:52:00.002+02:00</published><updated>2011-08-16T12:30:29.370+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stupore'/><title type='text'>leggere ai bimbi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pEsC2UXcc9s/TkpGjTM1MYI/AAAAAAAAAEY/I09u9aFkGLo/s1600/il+mio+lettore+preferito.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="297" src="http://1.bp.blogspot.com/-pEsC2UXcc9s/TkpGjTM1MYI/AAAAAAAAAEY/I09u9aFkGLo/s320/il+mio+lettore+preferito.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' fantastico leggere ai bimbi, godi di quello 'stupore' che gli adulti ormai hanno perso. Per il mio piccolo nipotino che ha da poco compiuto tre anni, sono da tempo il suo gioco preferito, vorrebbe sentirsi leggere i libri in continuazione. &lt;br /&gt;Quando non lo si sente più scorrazzare per casa, è seduto in qualche angolo con uno dei libri preferiti sulle ginocchia, se lo gira e rigira in continuazione cercando di ripetere, a modo suo, alcuni pezzi della storia che gli è stata raccontata.&lt;br /&gt;Non ama molto gli audiolibri, preferisce sfogliare i libri e sentire la storia letta dal vivo, ha anche gusti difficili, se una storia non è bella e non gli piace, stoppa subito la lettura dicendo: questa no, non è bella. Mentre gli leggevo Toy story mi ha pure corretto qualche parola inglese, che lui invece conosceva bene avendo visto il DVD. &lt;br /&gt;Certo che gli editori per ragazzi pubblicano testi bellissimi e molto curati, sia come illustrazioni che come contenuto, a volte un po' costosi.&lt;br /&gt;Grazie al cielo ci sono le biblioteche pubbliche, che offrono gratis alle famiglie un ampio panorama di ciò che viene pubblicato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-3365724536088074209?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/3365724536088074209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/07/leggere-ai-bimbi.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/3365724536088074209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/3365724536088074209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/07/leggere-ai-bimbi.html' title='leggere ai bimbi'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pEsC2UXcc9s/TkpGjTM1MYI/AAAAAAAAAEY/I09u9aFkGLo/s72-c/il+mio+lettore+preferito.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-468130446386466394</id><published>2011-07-02T16:59:00.002+02:00</published><updated>2011-07-13T16:00:34.536+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><title type='text'>Sognando il mare</title><content type='html'>Ecco dove vorrei essere in questo momento, sdraiata ad ammirare la stupenda penisola sorrentina al posto di questa fanciulla.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s6kLuolZkX4/Th2k8y2U_SI/AAAAAAAAADw/i2pqfBG5i5E/s1600/Filippo+Palizzi+Fanciulla+sulla+roccia+a+Sorrento.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://1.bp.blogspot.com/-s6kLuolZkX4/Th2k8y2U_SI/AAAAAAAAADw/i2pqfBG5i5E/s320/Filippo+Palizzi+Fanciulla+sulla+roccia+a+Sorrento.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/images/upload/large/2/1239270101383_filippi_m.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-468130446386466394?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/468130446386466394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/07/sognando-il-mare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/468130446386466394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/468130446386466394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/07/sognando-il-mare.html' title='Sognando il mare'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-s6kLuolZkX4/Th2k8y2U_SI/AAAAAAAAADw/i2pqfBG5i5E/s72-c/Filippo+Palizzi+Fanciulla+sulla+roccia+a+Sorrento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2501213634116260653</id><published>2011-06-15T15:11:00.000+02:00</published><updated>2011-06-15T15:11:10.474+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cucina'/><title type='text'>Lasagne leggere ricotta e zucchine</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;E' proprio vero che si gusta prima con gli occhi che con il palato, date un occhiata a Fiordirosmarino, un nuovo sito che ho appena scoperto, vi propongo una ricetta trovata li.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0e6U1hLXKsg/Td6K8zbXKyI/AAAAAAAAAo0/DmX6gexJO0w/s1600/lasagne+leggere+4.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-0e6U1hLXKsg/Td6K8zbXKyI/AAAAAAAAAo0/DmX6gexJO0w/s640/lasagne+leggere+4.jpg" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Ingredienti per 6 persone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;250 g di&lt;b&gt; lasagne fresche&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;200 g di &lt;b&gt;zucchine&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;10 &lt;b&gt;fiori di zucca &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;&lt;b&gt;Basilico &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;200 g di &lt;a href="http://fiordirosmarino.blogspot.com/2011/05/ricotta-casalinga.html"&gt;&lt;b&gt;ricotta&amp;nbsp; vaccina &lt;/b&gt;casalinga&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;½ &lt;b&gt;cipolla di Tropea&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;250 g di &lt;b&gt;mozzarella fior di latte&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Parmigiano grattugiato&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Sale alle erbe&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Pepe&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Olio evo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Per il sugo:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;1 piccola &lt;b&gt;carota&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;½&lt;b&gt; costa di sedano&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;½ &lt;b&gt;cipolla di Tropea&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;500 g di &lt;b&gt;passata di pomodoro &lt;/b&gt;(conserva casalinga)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Basilico &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Olio evo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Sale&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Preparare il sugo:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Soffriggere  in poco olio il trito di carota, sedano e cipolla, aggiungere la  passata di pomodoro, salare e cuocere per un'ora circa. Verso fine  cottura profumare con il basilico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Preparare le zucchine:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;in  una padella con due cucchiai di olio far appassire per un paio di  minuti la cipolla affettata, aggiungere le zucchine tagliate a dadini,  salare, pepare e cuocere per una decina di minuti. Aggiungere i fiori di  zucca tagliati grossolanamente e il basilico spezzettato con le mani e  continuare la cottura per uno o due minuti al massimo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Quando le zucchine saranno raffreddate completamente unirle alla ricotta.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Assemblare:&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Ungere  una pirofila da forno con dell'olio, mettere un pò di sugo sul fondo e  sistemare uno strato di lasagne, cospargere con un pò del composto di  zucchine e ricotta, mozzarella tagliata a dadini, sugo e parmigiano.  Continuare a strati fino ad esaurimento degli ingradienti. Terminare con  sugo e parmigiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;Coprire con carta alluminio e infornare a 200° per 30 minuti. Gli ultimi 5 minuti scoprire la pirofila per dorare la superficie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2501213634116260653?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://fiordirosmarino.blogspot.com/2011/05/lasagne-leggere-ricotta-e-zucchine.html' title='Lasagne leggere ricotta e zucchine'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2501213634116260653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/06/lasagne-leggere-ricotta-e-zucchine.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2501213634116260653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2501213634116260653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/06/lasagne-leggere-ricotta-e-zucchine.html' title='Lasagne leggere ricotta e zucchine'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0e6U1hLXKsg/Td6K8zbXKyI/AAAAAAAAAo0/DmX6gexJO0w/s72-c/lasagne+leggere+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4411383121310892659</id><published>2011-06-03T18:09:00.000+02:00</published><updated>2011-06-03T18:09:15.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Donna'/><title type='text'>Sposati e sii sottomessa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"Sposati e sii sottomessa": una raccolta di lettere di amicizia  sulla vocazione matrimoniale. Dietro al titolo provocatorio, tra  tachipirina, smalto e lavoro, ci sono storie di «chi sta sotto e regge  il mondo»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tracce.it/img/news/22000.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img align="middle" alt="La copertina del libro." border="0" name="att1_22000" src="http://www.tracce.it/img/news/22000.jpg" title="La copertina del libro." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Costanza Mirano&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sposati e sii sottomessa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vallecchi, Firenze 2011&lt;br /&gt;p. 258&lt;br /&gt;12,50€&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L'emancipazione per donne senza paura&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Ines Maggiolini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tratto da [Tracce.it] 1 giugno 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Irritante. La prima sensazione, a leggere il titolo, è netta: mi fa  innervosire. Almeno così accade a me, che ho detto sì, davanti a Dio,  oltre venticinque anni fa. &lt;em&gt;Sposati e sii sottomessa&lt;/em&gt; è quanto di  più lontano vi possa essere, in tema di amore e matrimonio, dalla  cultura dominante, ovvero da quella che ci è penetrata nei polmoni  insieme con l’aria che respiriamo. È vero, il Vangelo, almeno una volta  l’anno, ci ripropone il messaggio paolino sul matrimonio, ma gli stessi  preti si esercitano a smussare, mitigare, diluire il cuore di questo  messaggio. Invece Costanza Miriano fa l’esatto opposto e non a caso si  rivolge a “donne senza paura”. Sì perché, superata l’irritazione  iniziale, ci vuole del coraggio a scegliere la strada indicata  dall’autrice. Per 248 pagine, sotto forma di lettere ad amiche ed amici,  descrive la convenienza umana dell’obbedienza leale e generosa e della  sottomissione nel matrimonio.  Perché, spiega, «sotto si mette chi è più  solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo». &lt;br /&gt;Non  è né vuole essere una riflessione teologica, neppure un trattato  sociologico: è solo un’amica che racconta verità scritte nel nostro  cuore, anche se spesso trascurate e neglette. E cioè che maschio e  femmina sono diversi, l’uno incarna la guida e l’autorità, lei il  servizio e l’accoglienza, a cominciare dai figli che Dio vorrà  concederle, che sposarsi significa iniziare un’avventura destinata alla  felicità, ma non estranea alla fatica e al sacrificio, che la maternità è  la prima vocazione, anche se non l’unica, della donna. &lt;br /&gt;Riflessioni  che spuntano fra un «dosaggio di Tachipirina» e l’insopprimibile  «necessità di una cabina armadio», dallo smalto Chanel alla borsa  all’ultima moda. In fondo è una nuova forma di emancipazione quella  perseguita da Costanza Miriano, se è vero che emancipazione ha a che  fare con libertà. E allora si giudicano i tempi e le condizioni di  lavoro («si parla solo di aumentare gli asili nido, mai di politiche di  vera flessibilità» o ancora «servono dei cospicui assegni familiari, o  il famoso quoziente»), la scuola e l’emergenza educativa, il rapporto  fra carriera e potere («una donna è accogliente e il comando ha altre  logiche»).&lt;br /&gt;La fede, la dottrina cristiana sul matrimonio si  vivificano nell’esperienza quotidiana, tanto da poter dire all’amica  Margherita: «È Luigi la via che Dio ha scelto per amarti, ed è lui la  tua via per il cielo… La nostra vocazione, qualunque sia, è sempre per  farci felici».&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4411383121310892659?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tracce.it/default.asp?id=331&amp;id_n=22000' title='Sposati e sii sottomessa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4411383121310892659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/06/sposati-e-sii-sottomessa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4411383121310892659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4411383121310892659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/06/sposati-e-sii-sottomessa.html' title='Sposati e sii sottomessa'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-6015985729956645056</id><published>2011-05-29T12:33:00.000+02:00</published><updated>2011-05-29T12:33:56.920+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica e canto'/><title type='text'>Canti popolari russi</title><content type='html'>Ieri sera ho ascoltato un concerto di canti popolari russi, ho ancora negli occhi e nel cuore la bellezza di quella triste melodia, è stata un'occasione inaspettata e non prevista ringrazio chi mi ha invitato.&lt;br /&gt;Vi segnalo l'acquisto di un bellissimo cd che spesso ascolto&lt;br /&gt;&lt;div class="autore"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="font-family: Verdana,sans-serif; font-weight: normal; margin-top: 4px; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Spirto Gentil, n. 4 - Canti popolari russi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="padding-bottom: 20px; padding-top: 20px;"&gt;&lt;img alt="Spirto Gentil, n. 4 - Canti popolari russi vol. 1" border="0" height="350" src="http://www.itacalibri.it/System/13663/EAN028945383729.jpg" width="351" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I canti popolari russi appartengono a una tradizione la cui origine si  perde nella notte dei tempi anche se le prime raccolte manoscritte  risalgono al XVII secolo: questo divario non deve stupirci considerando  il fatto che per tanti secoli tale vastissimo patrimonio è stato  tramandato di padre in figlio attraverso la sola memoria, personale e  collettiva.&lt;br /&gt;Il canto ha da sempre accompagnato ogni gesto del popolo russo, da  quello più umile e consuetudinario, come il lavoro dei campi, agli  avvenimenti solenni della sua vita, come le nozze o i funerali.  Attraverso il canto venivano espressi sinteticamente lo stupore, la  paura, le speranze dell'uomo di fronte al mistero della realtà: tutto  questo fascio di attese assunse, nei tempi pagani, caratteristiche  ancestrali, magiche, mitologiche.&lt;br /&gt;L'arrivo dell'annuncio cristiano (X secolo) non distrusse i tentativi  precedenti, ma valorizzò la tradizione e propose un rapporto nuovo con  il Mistero.(...).&lt;br /&gt;La musica dei canti popolari russi riveste i testi spalancandone gli  orizzonti e introducendo spesso elementi contrastanti: in questo modo  emerge, anche in argomenti di per sé banali, una profondità impensata.  Per questo, canti dal contenuto triste possono presentare un ritmo  energico, vivace e una melodia agile che fanno guardare alle vicende  dolorose con rassegnazione o con un sorriso, e viceversa, canti dal  contenuto allegro hanno spesso una melodia malinconica e un ritmo lento,  invitando a meditare sulla fugacità delle cose.&lt;br /&gt;Le melodie, soprattutto dei canti solistici, hanno un'estensione  notevole, sfruttano gli intervalli ampi, riportando alla mente la  vastità dei paesaggi russi che si aprono su sterminati orizzonti: lo  sguardo, invitato ad affondare nella loro profondità sconfinata, è  introdotto nel presentimento della misteriosità del reale, nella  nostalgia d'Infinito.(...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-6015985729956645056?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/6015985729956645056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/canti-popolari-russi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6015985729956645056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6015985729956645056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/canti-popolari-russi.html' title='Canti popolari russi'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4979001792536510359</id><published>2011-05-28T09:14:00.000+02:00</published><updated>2011-05-28T09:14:09.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><title type='text'>Un punto rosso alla Puerta del Sol</title><content type='html'>&lt;em&gt;Migliaia di persone, ogni sera, riempiono la  piazza-simbolo di Madrid. Sono gli "&lt;b&gt;indignados&lt;/b&gt;": un fenomeno che  interroga gli analisti. E noi. Perché è «un invitato a sorpresa» che  spiazza la politica. E smuove la routine di ciascuno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="img_blocco"&gt;&lt;ul class="gallery clearfix"&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img align="middle" alt="L'occupazione di Puerta del Sol. " border="0" name="att1_22301" src="http://www.tracce.it/img/news/22301.jpg" title="L'occupazione di Puerta del Sol. " /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="didascalia" style="text-align: center;"&gt;L'occupazione di Puerta del Sol &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;In università, un gruppo di amici esce dalla lezione e si dà  appuntamento alla Puerta del Sol. Il giorno dopo non tornano nemmeno a  lezione. La gente che cambia canale quando si parla di elezioni adesso  vuole essere informata su quello che succede a Madrid. L’agenda politica  cambia: tutti devono dire qualcosa su questo fenomeno così complesso.  Finalmente molti trovano uno sfogo alla loro insoddisfazione. Valido o  no. E guardano con simpatia a questo avvenimento, che esprime qualcosa  già di per sé. E tutte le sere la piazza si riempie. Sta succedendo  qualcosa. "Siamo protagonisti della storia", dice qualche cartello. E  chi non vuol essere protagonista? Chi non desidera che una novità, una  sorpresa entri nella sua vita? In sintesi: chi non desidera essere  felice, uscire dalla routine, respirare un po’ d’aria fresca?&lt;br /&gt;&lt;img alt="foto Icaro di Henri Matisse" src="http://files.splinder.com/6b20534f222b8e73bd1b241a708f1a6f.jpeg" style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px;" /&gt;&lt;br /&gt;Dice, opportunamente, il &lt;a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/volClSpa_elez0511.pdf" target="_blank" title="Vai all'articolo"&gt;manifesto&lt;/a&gt;  che Comunione e Liberazione ha pubblicato prima delle elezioni comunali  e regionali autonome: «Gran parte del malessere sociale, in questo  periodo di crisi, ha a che vedere con questa censura del desiderio  infinito che ci costituisce. Quando i desideri e i bisogni reali delle  persone sono estromessi dal dibattito pubblico, cresce l’ideologia. E  genera violenza, per quanto tacita».&lt;br /&gt;In questa campagna elettorale è  subentrato un fattore che non era previsto, un invitato a sorpresa: il  “desiderio illimitato di realizzazione che è parte di noi”, che Matisse  ha genialmente rappresentato come un punto rosso all’altezza del cuore  del suo Icaro. I politici non lo capiscono. Sono inquieti. Come molta  gente perbene e conformista...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/icPagDig240511.htm" target="_blank" title="Vai al sito"&gt;LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SUL SITO DI CL&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt; Ignacio Carbajosa, tratto da [Tracce.it] 25 maggio 2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4979001792536510359?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tracce.it/?id=376&amp;id_n=22301' title='Un punto rosso alla Puerta del Sol'/><link rel='enclosure' type='text/html' href='http://www.clonline.org/articoli/ita/icPagDig240511.htm' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4979001792536510359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/un-punto-rosso-alla-puerta-del-sol.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4979001792536510359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4979001792536510359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/un-punto-rosso-alla-puerta-del-sol.html' title='Un punto rosso alla Puerta del Sol'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1598397646739603644</id><published>2011-05-26T11:59:00.002+02:00</published><updated>2011-05-26T14:03:24.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Moratti o Pisapia? Un aiuto a scegliere.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i11.tinypic.com/4h21kci.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://i11.tinypic.com/4h21kci.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moratti o Pisapia, il ballottaggio a cui siamo chiamati questo fine settimana è fondamentale per tutti, e ancor più per i cristiani in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è stato di grande aiuto leggere l'articolo &lt;b&gt;"&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2011/4/27/ELEZIONI-Vittadini-un-criterio-per-scegliere/171477/"&gt;Un criterio per scegliere&lt;/a&gt;"&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;di Giorgio Vittadini - presidente della Fondazione per la Sussidiarietà - che ci &lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;offre tanti piccoli spunti che ci aiutano ad orientarci, che ci aiutano a scegliere chi votare, leggetelo ne vale la pena.&lt;/span&gt; Parla di cosa ha fatto grande Milano nel tempo, partendo dalle grandi realtà nate dal privato sociale come la Ca' Granda,la Banca Popolare di Milano, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, l’Umanitaria, le Società di mutuo soccorso, il Don Gnocchi, oppure realtà culturali nate non pubbliche come la Scala o il Piccolo Teatro, e realtà universitarie come la Bocconi o la Cattolica, si sono affiancate agli imprenditori “storici” che hanno fatto le grandi imprese milanesi, fino ad arrivare alle realtà di oggi, alle piccole grandi opere che&amp;nbsp;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt; permettono quella solidarietà nella sussidiarietà senza cui ci sarebbe molta più ingiustizia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Interessantissimo poi&amp;nbsp; &lt;/span&gt;l'editoriale pubblicato su Tracce &lt;b&gt;"&lt;a href="http://www.tracce.it/default.asp?id=376&amp;amp;id_n=22177"&gt;Che cosa c'è in gioco&lt;/a&gt;" &lt;/b&gt;piccoli fatti a cui guardare nel marasma del gossip imperante, la percezione di essere realmente guardati per quel che siamo, con i nostri bisogni, desideri e obiezioni e, tutto si trasforma perché quel ragazzo che volantinando al mercato prende nota del nostro numero di telefono per aiutarci, non lo fa per un voto, lo fa perché tiene al nostro bene, tiene a noi come a se stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Milano in cui voglio vivere e abitare è quella che parte dalla centralità della persona, come è indicato nel programma della CdO &lt;b&gt;"&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Filorosso/2011/4/18/Costruire-luoghi-di-vita/168519/"&gt;Costruire luoghi di vita&lt;/a&gt;"&lt;/b&gt;, una Milano viva e ricca d'iniziative che nascono dal basso:&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt; «Il bene per tutti si crea facendo delle nostre città luoghi per una convivenza fra persone libere e interessate al bene comune».&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziative come quella della cooperativa Cura e Riabilitazione nata nel 1989, che porta avanti la sua azione di sostegno ai disabili e alle loro famiglie in modo innovativo, attraverso il riconoscimento della dignità della persona, ruotando intorno alla libertà del soggetto e favorendone quindi l’iniziativa. Il direttore Antonello Bolis, afferma in un'intervista:&lt;b&gt;"&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2011/5/26/DISABILI-Bolis-grazie-alla-Moratti-siamo-sopravvissuti-ai-tagli/179386/"&gt;grazie alla Moratti siamo sopravvissuti ai tagli&lt;/a&gt;"&lt;/b&gt;.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ed infine lasciamo parlare lei, l'attuale primo cittadino &lt;b&gt;Letizia Moratti&lt;/b&gt; in un'intervista al sussidiario.net "&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleTitle"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2011/5/13/ELEZIONI-MILANO-1-Moratti-Expo-Pgt-e-piu-societa-difendiamo-il-nostro-cantiere-/176688/"&gt;&lt;b&gt;ELEZIONI MILANO/ 1. Moratti: Expo, Pgt e più società, difendiamo il nostro "cantiere&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Milano in cui non voglio vivere è una Milano di falsi diritti sbandierati solo per permettere a tutti di vare quel cavolo che gli pare senza alcun criterio, anche farsi del male, come ad esempio è indicato nella &lt;b&gt;&lt;a href="http://legislature.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk4500/articola/4301.htm"&gt;proposta di legge di Pisapia&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; intesa a modificare la disciplina sanzionatoria in materia di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti per uso personale, che all'art.5-bis recita:&lt;i&gt; "&lt;/i&gt;Non è punibile chi riceve, detiene, coltiva, offre o cede, a titolo gratuito, sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spiega molto bene a quali diritti si riferisce il programma di Pisapia, l'articolo di Assuntina Moressi &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Milano/2011/5/23/ELEZIONI-1-La-citta-dei-diritti-della-sinistra-Un-attacco-alla-Costituzione/179808/"&gt;&lt;b&gt;La "città dei diritti" della sinistra? Un "attacco" alla Costituzione&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; pubblicato su ilsussidiario.net.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito poi ai suggerimenti di alcuni preti della curia milanese tra cui don Colmegna di votare Pisapia, eccovi la risposta di altrettanti &lt;a href="http://www.tempi.it/moratti-o-pisapia-preti-ambrosiani-richiamano-i-criteri-il-voto"&gt;&lt;b&gt;preti ambrosiani che richiamano i criteri per il voto&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; in un'intervista pubblicata su Tempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per concludere siete tutti invitati in Piazza Duomo, giovedì 25 maggio alla grande festa popolare di piazza, sotto il titolo &lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=209352639105546&amp;amp;notif_t=event_invite"&gt;&lt;b&gt;Luce sulla Città&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la vostra,  la nostra Milano, a partire dalle ore 19.30 chiuderà la campagna elettorale di &lt;b&gt;Letizia  Moratti&lt;/b&gt;: uno spettacolo di voci, suoni, musica e immagini che  coinvolgerà tutta la cittadinanza in un racconto degli ultimi 5 anni  della città. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleTitle"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1598397646739603644?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1598397646739603644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/moratti-o-pisapia-un-aiuto-scegliere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1598397646739603644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1598397646739603644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/05/moratti-o-pisapia-un-aiuto-scegliere.html' title='Moratti o Pisapia? Un aiuto a scegliere.'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i11.tinypic.com/4h21kci_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1310665023398623975</id><published>2011-04-25T18:12:00.000+02:00</published><updated>2011-04-25T18:12:54.229+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festività religiose'/><title type='text'>E' veramente una vita nuova la nostra. Siamo fatti creature nuove</title><content type='html'>Cari amici, augurandovi una Felice e Santa Pasqua vi dono uno stralcio dell'omelia del giorno di Pasqua del card. Angelo Scola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3NdOZM5Zuxo/TbWdUm1RjrI/AAAAAAAAADs/WF-M67d4dr4/s1600/Cristo+%25C3%25A8+risorto.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-3NdOZM5Zuxo/TbWdUm1RjrI/AAAAAAAAADs/WF-M67d4dr4/s320/Cristo+%25C3%25A8+risorto.bmp" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] "La resurrezione è un seme fecondo che  entra nel mondo, silenziosamente attecchisce per poi fiorire attraverso  la catena dei testimoni. «&lt;em&gt;E noi siamo testimoni di tutte le cose da  lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero  appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e  volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni  prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la  sua risurrezione dai morti&lt;/em&gt;» (At 10, 38-41). &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché Dio volle che si manifestasse non  a tutto il popolo ma a testimoni prescelti? Qual è la ragione di questo  metodo con cui il Risorto sceglie di manifestarsi al mondo? Perché  dobbiamo fidarci di un piccolo gruppo di discepoli? Benedetto XVI ci  offre una convincente risposta. Scrive il Papa: «&lt;em&gt;La domanda  riguarda, però, non soltanto la risurrezione, ma l’intero modo in cui  Dio si rivela al mondo. … non è forse proprio questo lo stile divino?  Non sopraffare con la potenza esteriore, ma dare libertà, donare e  suscitare amore&lt;/em&gt;» (J. Ratzinger-Benedetto XVI, &lt;em&gt;Gesù di Nazaret&lt;/em&gt;, 305-306).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Emerge qui il grande valore del nostro  essere in relazione. Il Risorto ci fa comprendere che la vera, più  profonda conoscenza passa attraverso l’altro, anzi attraverso l’amore  dell’altro. Solo l’amore è credibile e dà ragione di ogni cosa. Dal dono  amoroso dei testimoni passa l’evidenza della fede. La loro esperienza è  contagiosa, proprio come quella che ogni uomo sperimenta nei rapporti  di autentico amore: «&lt;em&gt;Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande le donne corrono a dare l’annuncio ai suoi discepoli&lt;/em&gt;» (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 28, 8). L’amore è fonte privilegiata di evidenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come non riconoscere con umiltà, colmi  di gioia pasquale, che da questo continuo rinnovarsi di rapporti non  possiamo più prescindere? Se siamo soltanto un poco sinceri con noi  stessi non è di questo che abbiamo ogni giorno bisogno? Anzitutto ognuno  di noi, singolarmente preso, ha sete di buone relazioni a cominciare da  chi gli è prossimo. Ma anche nella società civile in tutte le sue  espressioni, massimamente in ambito politico, sentiamo la necessità di  rapporti rinnovati costruttivi e reciprocamente rispettosi". [...] segue [Leggi l'intera &lt;a href="http://angeloscola.it/2011/04/24/e-veramente-una-vita-nuova-la-nostra-siamo-fatti-creature-nuove-lomelia-del-giorno-di-pasqua/"&gt;omelia&lt;/a&gt;]&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1310665023398623975?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://angeloscola.it/2011/04/24/e-veramente-una-vita-nuova-la-nostra-siamo-fatti-creature-nuove-lomelia-del-giorno-di-pasqua/' title='E&apos; veramente una vita nuova la nostra. Siamo fatti creature nuove'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1310665023398623975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/04/e-veramente-una-vita-nuova-la-nostra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1310665023398623975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1310665023398623975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/04/e-veramente-una-vita-nuova-la-nostra.html' title='E&apos; veramente una vita nuova la nostra. Siamo fatti creature nuove'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3NdOZM5Zuxo/TbWdUm1RjrI/AAAAAAAAADs/WF-M67d4dr4/s72-c/Cristo+%25C3%25A8+risorto.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-6261522419505160606</id><published>2011-03-20T11:37:00.001+01:00</published><updated>2011-03-20T11:38:35.355+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aborto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Obiezione di coscienza'/><title type='text'>Farmacisti, no legittimo a pillola del giorno dopo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img align="left" alt="farmacia_2.jpg" border="0" src="http://www.salutefemminile.it/public/7774/farmacia_2.jpg" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;Il  Comitato nazionale di bioetica ha espresso in maggioranza un  orientamento favorevole al riconoscimento del diritto all’obiezione di  coscienza ai farmacisti rispetto alla vendita dei &lt;i&gt;“contraccettivi di emergenza”, &lt;/i&gt;la cosiddetta &lt;i&gt;“pillola del giorno dopo”: &lt;/i&gt;lo si può leggere nella &lt;i&gt;“Nota in merito alla obiezione di coscienza del farmacista alla vendita di contraccettivi di emergenza”, &lt;/i&gt;approvata dal Cnb il 25 febbraio scorso in risposta a un quesito dell’on. Luisa Santolini. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;La deputata aveva chiesto al Cnb di pronunciarsi &lt;i&gt;“in  ordine alla correttezza deontologica e/o comunque etica del farmacista  che, invocando la clausola di coscienza prevista peraltro dal proprio  Codice Deontologico all’art.3, comma 1 lett. C), rifiuti di vendere  prodotti farmaceutici per i quali non si esclude la possibilità di un  meccanismo d’azione che porti all’eliminazione di un embrione umano”. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;I fatti sono noti: la&lt;i&gt; “pillola del giorno dopo”&lt;/i&gt;  è un prodotto che, somministrato entro 72 ore da un rapporto sessuale  che potrebbe aver dato luogo a un concepimento, può impedire la  gravidanza. Nella letteratura scientifica c’è dibattito sul suo  effettivo meccanismo di funzionamento: agisce solo da contraccettivo,  impedendo la fecondazione, oppure può avere anche un effetto  antinidatorio, cioè può impedire a un embrione già formato di annidarsi  in utero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;Il foglietto illustrativo che accompagna il prodotto  non esclude questa seconda possibilità, che vorrebbe dire un  precocissimo aborto chimico, tra l’altro mai verificabile: perché sia  efficace, infatti, questa pillola deve essere presa quando ancora è  impossibile sapere se un embrione si è formato o meno. Incertezza sulla  presenza di un embrione, quindi, e anche sul meccanismo di azione del  prodotto chimico. Ma proprio perché è in gioco una vita umana, pur nelle  prime ore della sua esistenza, la questione è delicatissima. In questi  anni alcuni farmacisti hanno chiesto, in analogia a quanto concesso ai  medici per l’aborto, di poter fare obiezione di coscienza: come i medici  possono rifiutarsi di attuare una legge dello Stato, la 194, che ha  legalizzato l’aborto in Italia, e quindi non partecipare alle procedure  abortive, così alcuni farmacisti chiedono di sottrarsi all’obbligo di  consegnare questo specifico prodotto a chi lo chiede, pure se con la  prevista ricetta medica.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/2009/02/19/2074472.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/2009/02/19/2074472.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;La consegna di un farmaco in presenza  di ricetta è infatti obbligo di legge, ed è una disposizione che tutela i  cittadini: è solo il medico a stabilire di cosa ha bisogno il suo  paziente, e nessun altro. Ma questa norma – sacrosanta – è stata  introdotta nell’ordinamento quando l’aborto era un reato, e non potevano  essere commercializzati prodotti esplicitamente abortivi. Il  farmacista, tra l’altro, non è un commesso specializzato, ma fa parte  del sistema sanitario nazionale con un suo ordine professionale, e tanto  di codice deontologico. Se consegna un farmaco anche solo  potenzialmente abortivo, diventa, di fatto, l’ultimo attore decisivo in  un percorso che porta alla soppressione di una vita umana.[...segue] Leggi tutto su &lt;a href="http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&amp;amp;IDOggetto=7774"&gt;SAFE&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;di Assuntina Moressi, tratto da [SAlute FEmminile] 18 marzo 2011 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-6261522419505160606?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&amp;IDOggetto=7774' title='Farmacisti, no legittimo a pillola del giorno dopo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/6261522419505160606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/farmacisti-no-legittimo-pillola-del.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6261522419505160606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6261522419505160606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/farmacisti-no-legittimo-pillola-del.html' title='Farmacisti, no legittimo a pillola del giorno dopo'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8935815219833718974</id><published>2011-03-18T18:02:00.000+01:00</published><updated>2011-03-18T18:02:32.444+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catastrofi naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><title type='text'>11 marzo 2011 il terremoto in Giappone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2011/03/12/images/terr-giapp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2011/03/12/images/terr-giapp.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il nucleare, per parlar d'altro. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Un numero imprecisato di vittime. Un fragore che inghiotte città, vite,  speranze. Uno spettacolo tremendo della nostra piccolezza. Una lezione  che gli antichi e i nuovi saggi ci ripetono, in opere profonde di  filosofia, in bellezze strazianti di poesie e fino in proverbi popolari:  siamo qui provvisori, siamo "&lt;i&gt;quasi&lt;/i&gt;" niente come diceva Leopardi.&lt;br /&gt;Sgomento  che può indurre a due atteggiamenti: disperazione o senso religioso  dell'esistenza. Rifiuto della vita come bene o senso del mistero.&lt;br /&gt;E  invece si mettono tutti a parlar d'altro. Del nucleare. Come se fossero  tutti ingegneri. Tutti, giornalisti, opinionisti, baristi, politici...  Non che il problema non sia serio, e anche strumentalizzato. Ma così si è  trovata nel grande disagio la via per uscire, per distrarsi, per parlar  d'altro. Per non guardare in faccia la nostra piccolezza, e che cosa  questa chiede alla nostra coscienza normale. Si è preferito ancora una  volta la  distrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di Davide Rondoni, tratto da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.clandestinozoom.it/arretrati.htm"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;clanDestino Zoom numero 382 - 16 Marzo 2011&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8935815219833718974?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8935815219833718974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/11-marzo-2011-il-terremoto-in-giappone.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8935815219833718974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8935815219833718974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/11-marzo-2011-il-terremoto-in-giappone.html' title='11 marzo 2011 il terremoto in Giappone'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7537992971683892613</id><published>2011-03-10T09:47:00.003+01:00</published><updated>2011-03-10T10:27:10.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stupore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Affettività'/><title type='text'>Regno Unito: educazione sessuale anche all'asilo, rivolta dei genitori</title><content type='html'>&lt;div class="paratext-page" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-page-paratext"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Leggendo questa notizia sono rimasta esterefatta!!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Un tempo si arrivava quasi al matrimonio in situazioni in cui i futuri sposi ricevevano dai genitori, nel migliori casi - perché spesso neppure questo avveniva - una spiegazione dei rapporti sessuali con esempi di api che impollinano i fiori, ma realistici fumetti illustrati fin dalla materna è veramente troppo. Forse questi signori non si rendono conto di quanto male stanno facendo ai propri figli e alla società che stanno costruendo. E qui sfido chiunque a definir bigotta questa posizione, sono più che certa che anche una persona non religiosa è d'accordo, basta avere solo un po' di buon senso.&amp;nbsp; Difatti nei 16 Comuni del Regno Unito tutti i  genitori, non solo i cristiani, si sono ribellati.&lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Lo stupore che nasce dalle emozioni, dall'affetto verso l'altro non è e non può essere solo mera corporeità.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Mi domando poi perché esiste il diritto di scelta se frequentare o meno le ore di religione e invece c'è l'obbligo di frequentare corsi di educazione sessuale. Strano mondo il nostro, scopriremo negli anni la profondità della ferita che si sta infliggendo alla nostra umanità, quando forse non sarà più possibile porre rimedio allo&amp;nbsp; squarcio provocato alla dignità del vivere, al gusto del vero, del bello e del giusto.&lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non c'è da meravigliarsi se il &lt;b&gt;Parlamento Europeo&lt;/b&gt;  fatica a difendere i diritti umani basilari e quelli dei cristiani, se  nei suoi paesi la lesione di tali diritti è tollerata, se non  addirittura perpetrata per legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;corsi sessuali obbligatori della Spagna di Zapatero&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;nel Regno Unito ben 16 Comuni hanno deciso di introdurre l'educazione sessuale anche all'asilo&lt;/b&gt;. I manuali sono osceni. A mo' di fumetto &lt;b&gt;si  vedono genitori che fanno sesso, con tanto di spiegazioni sulle  posizioni possibili e su come avviene l'atto, con esplicita menzione di  peni e vagine&lt;/b&gt;. La lesione del diritto di libertà educativa è  tale che oltre all'Istituto cristiano inglese, sono gli stessi genitori a  ribellarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza chiede di poter esentare dai corsi i figli se in disaccordo con gli insegnamenti impartiti. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Il  ministero dell'Istruzione si è, però, limitato a dire che «secondo la  legge, le scuole devono assicurarsi che l'educazione sessuale sia  appropriata all'età e alla maturità degli alunni»&lt;/b&gt;. Comunque «spetta agli insegnanti usare della loro professionalità per decidere in merito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dello scorso 9 marzo, invece, la notizia della sentenza che ha &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;condannato a 43 giorni di prigionia una mamma&lt;/b&gt; che nel 2006 si era rifiutata di pagare una multa da 2.340 euro per essersi &lt;b&gt;rifiutata di far partecipare i propri figli a dei corsi sessuali contrari al proprio credo cristiano&lt;/b&gt;.  Ora, gli avvocati della donna, membri di un istituto per la libertà  religiosa, si sono appellati alla Corte europea per i diritti dell'uomo.  Purtroppo però la Corte giudica sempre a partire dalle leggi statali e  in Germania la scuola è obbligatoria, tanto che per lo stesso motivo una  famiglia si è rifugiata in America con diritto d'asilo per persecuzione  di una libertà fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornano quanto mai &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;attuali le parole che il Santo Padre ha rivolto lo scorso gennaio al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede&lt;/b&gt;: «Riconoscere la libertà religiosa significa, inoltre, &lt;b&gt;garantire  che le comunità religiose possano operare liberamente nella società,  con iniziative nei settori sociale, caritativo o educativo&lt;/b&gt;...  E’ preoccupante che questo servizio che le comunità religiose offrono a  tutta la società, in particolare per l’educazione delle giovani  generazioni, sia compromesso o ostacolato da progetti di legge che  rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia  scolastica»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Esorto tutti i governi» continuava Benedetto XVI, «a &lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;promuovere  sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a  decidere circa l’educazione dei figli e che si ispirino al principio di  sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta&lt;/b&gt;... Proseguendo la mia riflessione, non posso passare sotto silenzio &lt;b&gt;un’altra  minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei,  là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o  civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte  neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e  alla retta ragione&lt;/b&gt;».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Benedetta Frigerio, tratto da [Tempi.it] 9 marzo 2011&amp;nbsp; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7537992971683892613?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/regno-unito-educazione-sessuale-anche-allasilo-rivolta-dei-genitori' title='Regno Unito: educazione sessuale anche all&apos;asilo, rivolta dei genitori'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7537992971683892613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/regno-unito-educazione-sessuale-anche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7537992971683892613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7537992971683892613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/regno-unito-educazione-sessuale-anche.html' title='Regno Unito: educazione sessuale anche all&apos;asilo, rivolta dei genitori'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-530827062038065146</id><published>2011-03-03T16:51:00.000+01:00</published><updated>2011-03-03T16:51:36.374+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristiani perseguitati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Io voglio servire Gesù</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;«Voglio  che la mia vita dica che sto seguendo Gesù Cristo. Tale  desiderio è  così forte in me che mi considererei privilegiato qualora –  in questo  mio sforzo per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani  perseguitati  del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della  mia vita».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sono parole pronunciate qualche tempo fa da &lt;strong&gt;Shahbaz Bhatti, ministro pakistano per le minoranze, cattolico, ucciso martedì&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;1 marzo&lt;/strong&gt; a colpi d’arma da fuoco in un agguato tesogli nella città di Islamabad.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;  &lt;br /&gt;Già co-fondatore e direttore dell’APMA (All Pakistan Minorities   Alliance), un’organizzazione che rappresenta le comunità emarginate e le   minoranze religiose del Pakistan, da ministro si è speso in prima   persona per la pari dignità di tutte le comunità del Paese. Recentemente   era intervenuto nella vicenda di Asia Bibi, pronunciandosi con   decisione a favore di una revisione della legge sulla blasfemia. Forse   proprio questa ultima sua battaglia ha mosso i suoi assassini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.eppgroup.eu/press/photogallery/pics/540/size1_18903.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.eppgroup.eu/press/photogallery/pics/540/size1_18903.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Shahbaz Bhatti, &lt;span style="font-size: small;"&gt;così scriveva nel libro &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Cristiani in Pakistan. Nelle prove la speranza&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto  di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a  rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa:  «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio  posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che  la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che  sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi  considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia  battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati  del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.  Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura  in questo paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di  imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la  mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai  miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare  la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi  avrebbero perso. Ma mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che,  finché avrò vita, fino all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e  questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella  vita di Gesù Cristo. Più leggo il Nuovo e il Vecchio Testamento, i  versetti della Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia  forza e la mia determinazione. Quando rifletto sul fatto che Gesù  Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato il Suo stesso Figlio per  la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io  seguire il cammino del Calvario. Nostro Signore ha detto: «Vieni con me,  prendi la tua croce e seguimi». I passi che più amo della Bibbia  recitano: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi  avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete  vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a  trovarmi». Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto  le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di  portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Shahbaz Bhatti, &lt;em&gt;Cristiani in Pakistan. Nelle prove la speranza&lt;/em&gt;, &lt;br /&gt;Marcianum Press, Venezia 2008 (pp. 39-43)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tratto da &lt;a href="http://www.oasiscenter.eu/"&gt;Oasis&lt;/a&gt;, 2 marzo 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-530827062038065146?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.oasiscenter.eu/it/node/6803' title='Io voglio servire Gesù'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/530827062038065146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/io-voglio-servire-gesu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/530827062038065146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/530827062038065146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/03/io-voglio-servire-gesu.html' title='Io voglio servire Gesù'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-959376573481340393</id><published>2011-02-21T21:31:00.003+01:00</published><updated>2011-12-03T16:07:17.064+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Affettività'/><title type='text'>I moralisti di oggi sono quei libertini che ieri hanno rovinato i nostri figli?</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;I nuovi moralisti di oggi dovrebbero riflettere su quei 'modelli' che un tempo han propinato come rivoluzionari ai giovani come loro, 'modelli' che poi han riproposto anche ai loro figli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Ma adesso che succede, non san più come frenare l'orda dilagante di mancanza di senso...e allora alt, fermi tutti, ecco madre giustizia che rimette a posto tutto... e tanto per non smentirci, cominciamo da chi ci stà proprio qui...nel gozzo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Attenti però che se non cominciate a guardare la vita con occhi diversi, a partire da casa vostra, da chi vi è accanto...rischiate di inghiottire solo bocconi amari. La vera libertà è solo dentro un rapporto, una vicinanza, una condivisione giudicata giorno per giorno e non un "figlio mio sei libero di fare ciò che vuoi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;a href="http://gallery.giovani.it/gruppi/img/contenuti/2008/04/24/labbra-sensuali_zoom.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="229" src="http://gallery.giovani.it/gruppi/img/contenuti/2008/04/24/labbra-sensuali_zoom.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Carlo Bellieni,  neonatologo di fama, oggi ha scritto questa lettera al quotidiano  on-line ilsussidiario.net, la trovo di una profondità incredibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;*** &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro direttore,&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;due parole da pediatra, perché i  risvegli di “decenza” e moralismo, cui assistiamo in questi giorni da  parte di chi strombazza il liberismo più selvaggio in campo sessuale, ci  fanno prima sorridere, e poi piangere per i riflessi sui più piccoli.  Anche perché il primo messaggio che passa loro è che la morale si fa  solo quando torna comodo, dato che sanno bene che oggi si parla di  decenza, mentre fino a ieri si raccontava che il matrimonio è una  convenzione, e che è normale fare sesso col primo arrivato. E i nostri  bambini bevevano tutto questo, lo assorbivano e lo assorbono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Avete idea di quante ore di pornografia  si sorbiscano i nostri bambini quando scarrellano sulla tv o su  internet? E non vi siete mai stupiti perché le vostre bambine a 10 anni  magari si truccano, o vogliono le scarpe coi tacchi, o usano termini  come “sexy” o “fashion”, per descrivere un’amichetta? E vogliono abiti  firmati, sanno tutto delle trasgressioni sessuali delle star di  Hollywood che poco a poco diventano loro idoli, tanto più sono dedite a  eccessi pornografici. E in ogni edicola da decenni campeggiano immagini  di donne spogliate e messe in vendita sulle copertine dei giornali, e  sono alla portata di tutti. E si svegliano oggi e parlano oggi di  decenza avvilita?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Sono o non sono icone del cinema “progressista” i film &lt;i&gt;Colazione da Tiffany &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Pretty Woman&lt;/i&gt;,  che parlano come niente fosse di prostitute tanto da farle considerare  vere e proprie icone? E vi scandalizzate oggi? Tanti hanno chiesto per  anni la prostituzione equiparata a qualsiasi altro lavoro, mentre noi  gridavamo che era inaccettabile, e sono diventati i primi moralizzatori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Bastava leggere il &lt;a href="http://www.newsweek.com/2007/02/11/girls-gone-bad.html" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Newsweek del Febbraio 2007&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  per capire come l’allarme è planetario, dato che, vi si legge, stiamo  allevando una generazione di baby-prostitute! E i neomoralisti di oggi  non li sentivamo scandalizzati a leggere che bimbe si fanno foto nude e  le vendono, che vanno a fare le sexy-cubiste minorenni, che fanno sesso  quando hanno i primi brufoli e sono invitate a farlo da quasi tutte le  star che vanno in tv.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Eppure erano usciti libri come &lt;i&gt;Ancora dalla parte delle bambine&lt;/i&gt;  (Loredana Lipperini, 2007), che lanciava un allarme forte e chiaro da  vera femminista verso la diffusione dell’indecenza tra i minori; e  allarmi verso modelli di cartoons e bambole dove le eroine non sono  anoressiche, ma hanno un vitino di 10 cm di circonferenza, e delle cosce  lunghe e slanciate, ombelico di fuori e chili di mascara, ombretto e  lucidalabbra. Eppure esistevano &lt;i&gt;La sindrome di Lolita&lt;/i&gt; di Anna Olivero Ferraris, (2008) o &lt;i&gt;Sporche femmine Scioviniste&lt;/i&gt;  (2006), in cui Ariel Levy, voce del femminismo, denuncia le  contraddizioni, l’ambiguità e l’incongruenza di quello che viene  spacciato per il “nuovo potere delle donne”. Ma finora i guru  progressisti non sembravano né averli letti, né aver preso coscienza  dell’orrore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;E si svegliano ora a parlare di  “decenza”? Gli araldi ormai anziani del ‘68 - quelli che solo ora si  scandalizzano - hanno creato una generazione di figli senza ideali,  capace da vent’anni di vendersi per un jeans, la generazione degli  “echo-boomers”, cioè di quelli che vivono solo di riflesso degli ideali  dei genitori, ma senza ideali propri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;Il moralismo e il richiamo alla  “decenza” di chi ha distrutto il cuore e il cervello di questa  generazione farebbe ridere, se non fosse tragico richiamo a un orrore:  quello di una generazione senza fede e senza speranza, che ha inquinato  il cuore dei figli, che li ha buttati a gozzovigliare senza senso e  senza coraggio, e ha chiamato tutto questo “libertà”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;di Carlo Bellieni, tratto da [ilsussidiario.net] 21 febbraio 2011 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-959376573481340393?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/2/21/LETTERA-I-moralisti-di-oggi-sono-quei-libertini-che-ieri-hanno-rovinato-i-nostri-figli-/151202/' title='I moralisti di oggi sono quei libertini che ieri hanno rovinato i nostri figli?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/959376573481340393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/i-moralisti-di-oggi-sono-quei-libertini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/959376573481340393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/959376573481340393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/i-moralisti-di-oggi-sono-quei-libertini.html' title='I moralisti di oggi sono quei libertini che ieri hanno rovinato i nostri figli?'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8931581181267874123</id><published>2011-02-07T18:54:00.000+01:00</published><updated>2011-02-07T18:54:01.596+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Jean Leclercq. Liberi dentro un'obbedienza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Qual è, a suo giudizio, l'essenza della libertà benedettina?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;La libertà benedettina è la libertà cristiana. Essa consiste primariamente in un consenso all'essere, a Dio, così come fa Cristo nel Getsemani. La vita monastica, improntata alla Regola di san Benedetto, è una scuola di vita in cui si è educati a essere liberi. Liberi dentro un'obbedienza. Questo è infatti il mistero della vita cristiana: più si obbedisce più si è liberi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Da un'intervista a Jean Leclercq pubblicata sul libro di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Massimo Borghesi, &lt;i&gt;Maestri e testimoni. Profili filosofico-teologici del'900&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Imparare a leggere&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;di Pigi Colognesi, tratto da [ilsussidiario.net] 7 febbraio 2011&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Jean Leclercq - qualche giorno fa si è celebrato il centenario della sua nascita - era un monaco benedettino ed è stato uno dei massimi studiosi del pensiero e della spiritualità monastica del Medioevo. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;A lui si deve un decisivo allargamento di prospettiva in questi studi; egli, infatti, ha dato un contributo fondamentale alla riscoperta della «teologia monastica», cioè di quella che non si faceva nelle università e nelle scuole - «scolastica» - bensì nei monasteri. Una teologia che non punta prioritariamente all’elaborazione teorica e sistematica, ma all’immedesimazione esistenziale, al cammino spirituale. &lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nel suo capolavoro Cultura umanistica e desiderio di Dio (fortunatamente ripubblicato in Italia nel 2002) Leclercq ricorda che la molla che spingeva tanti uomini del medioevo a farsi monaci era, in sintonia con l’impostazione di san Benedetto, esattamente il «desiderio di Dio». A questo era finalizzato ogni aspetto della vita, compreso lo studio (l’originale francese del titolo non parla di «cultura umanistica», ma di un più chiaro amour des lettres, che potremmo leggere come «passione per la conoscenza»).&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nel crogiuolo di questi due elementi, presi nel giusto ordine gerarchico, è fiorita, la grande sapienza di san Bernardo di Chiaravalle, uno degli autori più studiati da Leclercq, e di molti altri da lui riscoperti.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Cultura umanistica e desiderio di Dio, spiegando formazione, fonti e frutti della cultura monastica, è ricchissimo di spunti d’insegnamento anche per noi oggi. Esemplifico riportando alcuni brani in cui Leclercq illustra che cosa significasse per i monaci medievali leggere e riflettere su quanto si è letto.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Per noi, quando non è una frettolosa ricerca di stimoli o di informazioni che subito svaniranno, la lettura è sostanzialmente il tentativo di immagazzinare dei concetti. Per i monaci, mossi dal «desiderio di Dio», era operazione del tutto differente; per loro «leggere un testo era impararlo a memoria nel senso più forte di questo atto, cioè con tutto il proprio essere: con il corpo poiché la bocca lo pronuncia, con la memoria che lo fissa, con l’intelligenza che ne comprende il senso, con la volontà che desidera metterlo in pratica».&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Dunque, un atto che coinvolge tutto l’io e non solo i neuroni del suo cervello. Questo metodo, scrive più avanti Leclercq, «porta a riconoscere grande importanza al testo e alle singole parole». Tanto che i teologi monastici chiamavano la loro riflessione ruminatio, proprio come fa un bovino che ha appena pasturato.&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Riflettere «significa aderire strettamente alla frase che si ripete, pensarne tutte le parole per giungere alla pienezza del loro senso». È un’azione che «assorbe e impegna tutta la persona» e si trasforma «necessariamente in una preghiera».&lt;/span&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;br style="font-family: Verdana,sans-serif;" /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Mi pare una modalità da riscoprire nella nostra superficiale frenesia di lettori sbadati. Del resto, dice ancora Leclercq, i monaci avevano un compito, quello di «mostrare, con la loro stessa esistenza, la direzione in cui bisogna guardare». Non solo nel Medioevo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8931581181267874123?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2011/2/7/Imparare-a-leggere/147294/' title='Jean Leclercq. Liberi dentro un&apos;obbedienza'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8931581181267874123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/jean-leclercq-liberi-dentro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8931581181267874123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8931581181267874123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/jean-leclercq-liberi-dentro.html' title='Jean Leclercq. Liberi dentro un&apos;obbedienza'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7830722398631199447</id><published>2011-02-06T16:47:00.002+01:00</published><updated>2011-02-06T16:52:53.932+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eutanasia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><title type='text'>6 febbraio Giornata per la vita</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://famigliefaenza.files.wordpress.com/2011/01/cop_vita_media.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://famigliefaenza.files.wordpress.com/2011/01/cop_vita_media.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=580959415654497695&amp;amp;postID=7830722398631199447" name="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=580959415654497695&amp;amp;postID=7830722398631199447" name="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Per uscire dall'ideologia &lt;/span&gt;della solitudine&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di Carlo Bellieni&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=580959415654497695&amp;amp;postID=7830722398631199447" name="2"&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;h2&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=580959415654497695&amp;amp;postID=7830722398631199447" name="2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=580959415654497695&amp;amp;postID=7830722398631199447" name="2"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La Giornata per la vita che si celebra oggi in Italia è un richiamo, come  sottolinea il messaggio dei vescovi, a "educare alla pienezza della  vita". Nelle scuole, ma anche sui media, dove latita una buona  informazione sui temi etici: si pensi al modo in cui è stato presentato  il suicidio di un celebre regista italiano e allo spot televisivo dove  un anziano chiede l'eutanasia come "diritto", tessendo lodi della sua  vita scandita da decisioni prese in solitudine e chiedendo di  concluderla nello stesso modo. Due esempi di una mentalità generale e  montante, in cui la libertà è ridotta ad assenza di legami e la  solitudine è vista come condizione ideale per prendere decisioni.&lt;br /&gt;Ma la solitudine non è un ideale, perché sarebbe come dire che lo sono  anche l'ignoranza o la schiavitù. Solitudine e tristezza schiacciano e  soffocano la libertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nello scorso dicembre la rivista "Lancet" ha  lanciato un allarme contro l'"epidemia di solitudine che colpisce gli  anziani", analizzata in profondità dal documento The forgotten Age del  Centre for Social Justice, pubblicato in novembre nel Regno Unito. E un  preoccupato messaggio viene dall'"Australian and New Zealand Journal of  Psychiatry", che nel numero di gennaio mette in evidenza l'alto tasso di  suicidi tra gli adolescenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Eppure, la liberalizzazione di eutanasia, aborto e droga si basa proprio  sul far credere che quanto decidiamo nel dolore e nella solitudine sia  libertà, e sul far passare come "indegno" quello che invece è una  caratteristica strutturale dell'essere umano: il dipendere dagli altri,  che a volte può essere quasi totale, mai però indegno. Si è dato il nome  di libertà alla solitudine, chiamandola autonomia, cioè "essere ognuno  la legge di se stesso". Da qui a far credere che la perdita  dell'autonomia quotidiana (camminare, parlare) renda la vita indegna il  passo è breve. Ma non è così. Dipendere da una figlia o da un padre non è  indegno, ed è profondamente ingiusto diffondere questa idea. La lotta  alla malattia ci sta a cuore, ma non accettiamo l'idea che la vita  malata e dipendente dagli altri perda significato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per diffondere la cultura della solitudine, i media tacciono i tanti  casi di eroismo di fronte alla malattia, dando spazio ai rari esempi di  coloro che rivendicano la supposta libertà di lasciarsi morire. Su  questo tema si è discusso di recente, col solo errore di pensare che  questo comportamento dei media nasca da una cultura della morte, la  quale presuppone un'ideologia nichilista e autoritaria. Si tratta invece  più banalmente di una cultura della solitudine, in realtà forse ancor  più pericolosa della prima: essa mostra infatti un volto mite, che  contrasta con i suoi effetti nefasti, e dissimula l'angoscia  esistenziale della mentalità che la genera. Oltretutto, c'è un dato semplice e lampante che dovrebbe far riflettere:  quanti vogliono vivere sono molto più numerosi di coloro che vorrebbero  morire. Questo dovrebbe in primo luogo garantire un accesso  proporzionale all'informazione, e soprattutto far capire che la scelta  per la morte è e resta l'eccezione, perché non è ciò che i malati  vogliono se le condizioni esterne non li inducono alla disperazione. Ed è  compito dello Stato assicurare loro buone condizioni, non agevolare la  morte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chi diffonde sui media un volto nobile della morte provocata, dovrebbe  almeno immaginare quanto questo sia nocivo per le persone che soffrono,  in particolare chi è depresso o solo. In questo modo, curare la vita del  disperato o aiutarlo a farla finita appaiono due opzioni uguali, dello  stesso peso. Ma è un ragionare strano, perché solitudine e disperazione  sono l'antitesi della libertà e la annullano, riducendola a una ritirata  forzata. Ed è pericoloso, per i rischi di emulazione: ricordo che in  Italia una ventina di anni fa ci fu un breve periodo durante il quale si  suicidarono molti adolescenti, e non è stato questo l'unico caso di  suicidio contagioso. Bisognerebbe poi approfondire quanto influisca il peso economico nelle  richieste di liberalizzazione dell'eutanasia. Nello scorso dicembre il  "British Journal of Nursing" ha paventato il rischio dell'apertura  all'eutanasia non per motivi "nobili", ma molto più prosaicamente per  abbattere la spesa sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Come scrivono i vescovi italiani, la Giornata per la vita è un impulso  verso "un nuovo umanesimo", per uscire dall'ideologia della solitudine e  della paura. E, come ha spiegato il Papa lo scorso 17 novembre, è una  spinta a ritrovare una "giustizia sanitaria", perché l'attacco alla vita  viene subito dopo l'attacco alla giustizia. E cosa c'è di più ingiusto  che lasciare una persona sola, o farla considerare inutile?&lt;br /&gt;La paura di dover dipendere dagli altri, quasi non fosse la nostra  condizione quotidiana, e il culto orgoglioso dell'autonomia, come se  ogni giorno non obbedissimo a leggi universali e naturali con nostro  giovamento, concorrono ad aprire all'eutanasia, ben diversa dal diritto a  sospendere l'uso di medicine se inutili e intollerabili. È una cultura  questa che definisce persona solo chi è in possesso di certe condizioni  di indipendenza, e nasce da una società intrisa di disabilità affettiva.  Una disabilità peggiore di quella fisica o mentale, perché non educa  alla solidarietà verso queste ultime, ma solo all'infantile desiderio di  farle sparire per magia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: small;"&gt;©L'Osservatore Romano - 6 febbraio 2011&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7830722398631199447?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html' title='6 febbraio Giornata per la vita'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7830722398631199447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/6-febbraio-giornata-per-la-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7830722398631199447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7830722398631199447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/6-febbraio-giornata-per-la-vita.html' title='6 febbraio Giornata per la vita'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4629900730667597188</id><published>2011-02-05T18:24:00.001+01:00</published><updated>2011-02-05T18:27:03.518+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristiani perseguitati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Uomini di Dio: il successo al cinema rivela quanto forte sia il desiderio di Dio</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://mr.comingsoon.it/imgdb/foto/9742.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://mr.comingsoon.it/imgdb/foto/9742.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una risposta per chi si chiede se il desiderio di Dio sia ancora  presente nel nostro tempo. Se sia ragionevole per un uomo del Terzo  Millennio credere in Dio, riconoscerlo come familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riuscita del film sui monaci di Tibhirine, che tanta attenzione sta  suscitando ovunque nel mondo, sembra a me riflettere il desiderio  ardente del cuore di donne e uomini di ogni latitudine di incontrare il  volto di Dio. Quindi del bisogno vivo in tutti noi di testimoni  autentici, che ci aiutino a tenere alto lo sguardo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autentica testimonianza infatti non è riducibile al “dare il buon  esempio”. Essa brilla in tutta la sua integrità come metodo di  conoscenza pratica della realtà e di comunicazione della verità. È un  valore primario rispetto ad ogni altra forma di conoscenza e di  comunicazione: scientifica, filosofica, teologica, artistica, ecc.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio luminoso di questo metodo è offerto proprio dalle parole del  testamento spirituale di Padre Christian de Chergé, priore del monastero  trappista di Notre-Dame de l’Atlas in Tibhirine, Algeria, da lui  scritto ben tre anni prima di venir trucidato con i suoi monaci: «Venuto  il momento, vorrei poter avere quell’attimo di lucidità che mi  permettesse di chiedere il perdono di Dio e quello degli uomini miei  fratelli, perdonando con tutto il cuore, nello stesso momento, chi mi  avesse colpito… Non vedo infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che  questo popolo che io amo venisse accusato del mio assassinio. Sarebbe  pagare un prezzo troppo alto ciò che verrebbe chiamata, forse, "la  grazia del martirio", il doverla a un Algerino, chiunque sia,  soprattutto se egli dicesse di agire in fedeltà a ciò che crede essere  l'Islam alla fin fine io sarò stato liberato dalla curiosità più  lancinante che mi porto dentro: affondare il mio sguardo in quello del  Padre per vedere i suoi figli dell'Islam come lui li vede: tutti  illuminati della gloria di Cristo, anche loro frutto della sua passione,  investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà di  ristabilire la comunione e la somiglianza giocando con le differenze. Di  questa mia vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, io ringrazio  Dio che sembra l'abbia voluta tutta intera proprio per questa gioia,  contrariamente a tutto e malgrado tutto. E anche tu, amico dell’ultimo  istante, che non saprai quello che starai facendo, sì, anche per te  voglio io dire questo grazie, e questo a-Dio, nel cui volto io ti  contemplo. E che ci sia dato di incontrarci di nuovo, ladroni colmati di  gioia, in paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, Padre di tutti e  due».&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa che è una delle pagine più belle mai scritte nel ‘900 si  coglie in pienezza come nel martirio cristiano trovi compiuta  manifestazione la narrazione che Dio fa di Sé e quella che permette a  noi di fare su di Lui e a Suo nome.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il martirio, grazia che Dio concede agli inermi e che nessuno può  pretendere, è un gesto insuperabile di unità e di misericordia. E’ la  sconfitta di ogni eclissi di Dio, è il Suo ritorno in pienezza  attraverso l’offerta della vita da parte dei Suoi figli. Una consegna di  sé che vince il male, perfino quello «ingiustificabile», perché  ricostruisce l’unità, anche con colui che uccide. Come Gesù prende il  nostro male su di Sé perdonandoci in anticipo, così il martire, come  Padre Christian, abbraccia in anticipo il suo carnefice in nome del dono  di amore di Dio stesso, da tutti riconoscibile almeno come assoluto  trascendente.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo la testimonianza degna di fede com-muove la libertà dell’altro e lo  invita con forza alla decisione. Come ha ricordato efficacemente  Benedetto XVI, si diventa testimoni quando «attraverso le nostre azioni,  parole e modo di essere, un Altro appare e si comunica». I monaci di  Thibirine destano e commuovono perché nella loro testimonianza Dio si  espone, per così dire, al rischio della libertà dell'uomo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;pubblicato su [LASTAMPA.it] 22 ottobre 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;leggi anche: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://graciete.splinder.com/post/23502899/uomini-di-dio"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Uomini di Dio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4629900730667597188?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7987&amp;ID_sezione=&amp;sezione=' title='Uomini di Dio: il successo al cinema rivela quanto forte sia il desiderio di Dio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4629900730667597188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/uomini-di-dio-il-successo-al-cinema.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4629900730667597188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4629900730667597188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/02/uomini-di-dio-il-successo-al-cinema.html' title='Uomini di Dio: il successo al cinema rivela quanto forte sia il desiderio di Dio'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8543023909328795273</id><published>2011-01-21T17:02:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T17:13:31.324+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Le vite degli altri</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;La vita privata del nostro Presidente del Consiglio ormai è di dominio&amp;nbsp; pubblico. Da anni a questa parte è stata girata e rivoltata fin nelle sue pieghe più nascoste, le attenzioni al gentil sesso poi, sbandierate a destra e a manca, sono diventate pietra di scandalo, al punto tale da indurre la moglie a chiedere la separazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non appena parlo con persone di ogni età e nazionalità di Berlusconi, arriva dopo poco, tra l'altro senza neppure accennare all'argomento, il seguente commento: ma saranno fatti suoi la sua vita privata, a noi non interessa.&lt;br /&gt;Ma se il popolo la pensa così, allora perché è sempre alla ribalta la sua vita privata?&lt;br /&gt;Penso che sappiate che per oltre un anno la casa di Berlusconi è stata spiata senza che ci fosse alcun ombra di reato tale da giustificarne la mastodontica e ovviamente costosa attività investigativa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Ma non è finita qui, la Procura di Milano non si è limitata al premier, ma ha iniziato ad indagare su tutte le persone che hanno frequentato la sua casa, ognuna delle quali dopo essere stata individuata, è stata poi intercettata telefonicamente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;A che scopo direte voi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Il motivo è uno solo, sempre quello da decenni, cercare qualcosa per incastrare Silvio Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Ecco perché il titolo del post, fatti simili sono degni di regimi dittatoriali come l'ex Unione Sovietica: dalla realtà al film ed ora di nuovo dal film alla realtà. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.iochiamo.com/wp-content/uploads/2008/05/polskype.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.iochiamo.com/wp-content/uploads/2008/05/polskype.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Ringrazio la cara amica &lt;a href="http://annavercors.splinder.com/post/23921043/cattolici-turbati-e-smemorati" style="color: blue;"&gt;Anna Vercors&lt;/a&gt; che mi ha offerto la possibilità di scrivere questo post.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8543023909328795273?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8543023909328795273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/le-vite-degli-altri.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8543023909328795273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8543023909328795273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/le-vite-degli-altri.html' title='Le vite degli altri'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1209615208289542111</id><published>2011-01-09T11:52:00.000+01:00</published><updated>2011-01-09T11:52:46.274+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Te Deum: per i segni più chiari dei nostri chiassosi dubbi</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I segni ci sono, li abbiamo davanti agli occhi, ma spesso siamo ciechi e non sappiamo guardare, o anche se vediamo ci viene il "dubbio" che ciò non è possibile. Molto bello questo Te Deum di ringraziamento di Marina Corradi, chiedo anche per me, pur senza girovagare per il mondo, di saper guardare ciò che mi accade ogni giorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.compagniadeiromei.it/joomla/images/stories/santiago/042.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://www.compagniadeiromei.it/joomla/images/stories/santiago/042.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ho ancora davanti agli occhi le nuvole gonfie che dall’Atlantico  approdano sulla Galizia, nel nord della Spagna. Il cielo sopra al Camino  Inglés, quello che da Ferrol porta a Santiago. Camminavamo in tanti, e  io con i figli e il marito, spesso sotto una pioggia sferzante, nel  vento. Ci si alzava che ancora era buio, ci si incamminava nel primo  chiarore dell’aurora e avanzavamo dentro un orizzonte solitario e  verdissimo – pascoli, boschi, rare case. Mi piaceva guardare quelle  nuvole tonde, matronali, e pensare che venivano dall’oceano – la loro  pioggia fresca, annuncio di una nuova primavera sull’Europa. Mi piaceva  camminare tutto il giorno, né in fretta né adagio, seguendo un cammino  segnato, scavato dai passi dei pellegrini nei secoli. Io che ho sempre  pensato che si vive da soli, ho scoperto che è bello camminare insieme,  quando si condivide una meta. Quest’anno per me di eventi non eclatanti,  di abitudini care e di modesti, affrontabili dolori, resta sotto il  segno forte del Cammino: quei pochi giorni a Pasqua, intensi più di  mesi. E non posso scordare, nel mio personale Te Deum per l’anno 2010,  l’apparire improvviso davanti a noi della meta, della cattedrale. Mi è  sembrata cosa non umana, ma montagna invece, castello di rocce e di  guglie. Che cose straordinarie sanno fare gli uomini, ho pensato, quando  sono innamorati di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato a causa dello stupore di  Santiago che poi nell’estate, da giornalista, sono andata a cercare i  luoghi del sacro in Europa. Come se mi fosse venuta fame di segni che  marchino ancora i nostri passi affannati. Voglia di segni e voglia di  cammini di pellegrini. A Montserrat ho visto gli eremi sulla montagna  sopra il santuario, dove i monaci vivevano di bacche e radici: con che  immensi orizzonti, però, davanti, nella pianura aperta verso il  Mediterraneo. Di cosa veramente vivevano gli eremiti di Montserrat?, mi  sono chiesta. E sono ridiscesa verso Barcellona, certa che esiste una  pienezza che a me sfugge, e che tuttavia occorre cercare. Cercare,  domandare bisogna. Siamo nati per questo. &lt;br /&gt;A Czestochowa mi sono  alzata all’alba, per vedere l’istante in cui la cortina d’argento che  copre la Madonna viene alzata, al suono gioioso delle trombe: per vedere  l’istante in cui la folla muta che gremisce il santuario cade in  ginocchio, con un tonfo sordo sulla pietra – come un popolo davanti alla  sua regina. Ho invidiato quelle facce forti di polacchi, gli occhi  fissi sulla loro signora. Mi ha commosso il santuario che sembra una  fortezza, e che ha avuto ragione, nei secoli, su tutti gli eserciti.  Quella Madonna forte e insieme pietosa, con gli occhi dolenti di madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Una meraviglia che non basta mai&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Segni,  quanti ne sono stati lasciati nelle nostre strade, nella storia, per  chi voglia cercarli. Lough Derg, all’estremità dell’Irlanda: dove una  volta finiva il mondo conosciuto c’è il più antico santuario irlandese.  Anche qui le nuvole dell’oceano, più cupe però, ferrigne, sulle acque  scure di un piccolo lago, su rocce nere lisciate dai passi dei  pellegrini. A piedi nudi e in ginocchio, digiuni, sotto la pioggia, di  cosa domandano perdono i pellegrini a Lough Derg? Forse anche del male  non fatto da loro, forse anche del nostro – chini sulle tombe dei monaci  medioevali, sopra la grotta dove san Patrizio sfidò e vinse l’inferno.&lt;br /&gt;E  invece mi è sembrato un trono, un altare Guadalupe, nella solitaria  Estremadura: il santuario dell’età d’oro della Spagna, dove Cristoforo  Colombo andò a rendere grazie della scoperta delle Americhe. Nostra  Signora di Guadalupe, la cui prima icona, sepolta al tempo dell’avanzata  dei Mori, venne ritrovata da un pastore; tradizione simile a quelle  della Virgen di Montserrat e di altri santuari nell’Est Europa. Il segno  nascosto, dimenticato, che riappare. Che siano i segni che ci  inseguono, ansiosi di un’epifania, e non noi che inseguiamo loro? Ho  visto tanto, quest’anno, da doverne essere grata; grazie, per questo  anno colmo di segni.&lt;br /&gt;Però, il problema è che poi a me nessun segno  basta. Vedo, mi meraviglio, e torno com’ero. Ho il dubbio nel sangue; mi  è stato insegnato che “vero” è solo ciò che si può scientificamente  provare e misurare. Cammino per Milano, leggo i giornali, guardo la tv, e  tutto mi sembra così chiassoso e però muto. Dov’è il Dio con noi?  Vorrei voltarmi e poterlo toccare. Invece sul metrò contemplo le facce  assenti, vuote, come se ciascuno fosse in verità solo al mondo.&lt;br /&gt;In  autunno ho ripreso a viaggiare. (Forse, mi dico, tanta fatica è inutile,  e basterebbe guardare bene vicino). Sono andata in Boemia a vedere la  nuova fondazione delle trappiste di Vitorchiano, in un paesino sperduto,  che sulla mappa non c’era. Risento ancora le voci limpide che cantano  le lodi. Sbalorditivo, quel seme gettato in una terra dove di Dio quasi  si è persa la memoria. Una domanda ti punge la notte, nel gran silenzio  di questi boschi disabitati: ma folli sono loro o sono io? E poi Praga, e  Colonia. Nelle case dei preti della Fraternità missionaria San Carlo mi  pare sempre d’essere a casa mia. Anche questi ragazzi in giro per il  mondo, che cosa strana, borbotto fra me per le strade di Colonia.&lt;br /&gt;Attorno  al Duomo ci sono i mercatini di Natale. Vin brulé, würstel, Santa Klaus  e renne. Alzo gli occhi sull’unica bancarella di un rigattiere. Ha di  tutto, ogni tipo di ciarpame. E anche un vecchio polveroso crocefisso,  un povero crocefisso di legno. Come smarrito. Me lo porto a casa. Lo  appenderò in camera, per poterlo vedere al mattino quando apro gli  occhi. Ho bisogno della sua silenziosa compagnia. (Poi, per caso leggo  che Edith Stein prese i voti nel Carmelo di Colonia, e qui scelse di  chiamarsi Teresa Benedetta della Croce. La croce, come quella che mi  sono portata a casa da Colonia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quella manovra miracolosa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per  onestà, infine, in questo Te Deum dei segni, devo raccontare una  piccola singolare storia che mi è successa in Boemia. Avevo noleggiato  un’auto e mi avevano rifilato chissà perché una monovolume pachidermica.  Non avevo trovato il freno a mano, ma pazienza, m’ero detta, a cosa  vuoi che mi serva il freno a mano. Le strade erano deserte e mal  segnalate. Finalmente, dopo ore, un cartello, “monastero”. Poco dopo un  bivio, e nessuna indicazione. Prendo a sinistra. La strada sale e  rapidamente si fa un tratturo stretto, scivoloso, pieno di fango. Col  mio bisonte non riesco né a far retromarcia né a girare. L’unica chance è  entrare in un campo e fare inversione. All’atto di risalire sul  sentiero le ruote però girano a vuoto nel fango. Più accelero e più la  macchina si impianta. Infine si mette di traverso. Tento di tutto,  rincorse, sterzate, nulla. Mi servirebbe il freno a mano, ma non è dove  dovrebbe essere, e il libretto d’istruzioni, scopro, è solo in ceco. Lo  getto via con parole irriferibili. Cosa potrei mai dire a quelli del  carro attrezzi? Venite a prendermi, sono impantanata in un bosco, ma non  so dove? Intorno, per chilometri non c’è una casa, e viene buio presto,  in novembre, in Boemia. Disperata: e adesso? Spengo il motore,  affranta. E va bene, mi dico, altro non mi rimane che appellarmi alla  Madonna. «Se mi tiri fuori di qui, prometto che la smetterò con il mio  dubbio. Lo prometto, la smetterò con i miei se, i però, i forse».  Rimetto in moto, schiaccio l’acceleratore. Il mio bisonte come per  incanto si raddrizza, agevolmente sale sul sentiero, senza alcuno  sforzo, come fosse su un’autostrada. Lo sbalordimento è tale che mi  fermo: com’ è possibile, che cosa è stato? Senza volere getto lo sguardo  al retrovisore: nessuno. Angeli, forse? &lt;br /&gt;A Milano giorni dopo,  cercando un libro su Edith Stein, in libreria mi è caduto l’occhio su un  libro di Romano Guardini sui “segni”. Il mio Te Deum è per questa  catena di segni, inanellati uno dopo l’altro. Mi piace, in fondo, questa  logica, così antica, così desueta – quasi blasfema, nello scientismo  nichilista che ci domina. La sensazione di stare andando contro la  corrente; meravigliata e curiosa, come studiando una lingua nuova.  Altra, dal chiasso muto che ci assorda.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;di Marina Corradi, tratto da [Tempi.it] 7 gennaio 20111 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1209615208289542111?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/evidenza/0010914-te-deum-i-segni-pi-chiari-dei-nostri-chiassosi-dubbi' title='Te Deum: per i segni più chiari dei nostri chiassosi dubbi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1209615208289542111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/te-deum-per-i-segni-piu-chiari-dei.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1209615208289542111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1209615208289542111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/te-deum-per-i-segni-piu-chiari-dei.html' title='Te Deum: per i segni più chiari dei nostri chiassosi dubbi'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7730407370601868724</id><published>2011-01-01T17:22:00.005+01:00</published><updated>2011-01-01T17:42:02.746+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>Te Deum del cuore</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"&gt;Che bello ringraziare per "ogni cosa da niente", può farlo un cuore grande&amp;nbsp; mosso da una ancor più grande fede.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"&gt;Grazie Davide, Buon anno anche a te e a tutti voi che leggete.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TR9ZKwOwDmI/AAAAAAAAADk/36moetJhIFI/s1600/sorriso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="134" src="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TR9ZKwOwDmI/AAAAAAAAADk/36moetJhIFI/s320/sorriso.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"&gt;E ora  che l’anno finisce, il cuore deve de­cidere da che parte stare. Il  cuore, che è la sede delle decisioni che davvero segnano l’esistenza,  come dice la Bibbia. E il nostro cuore, adesso che finisce un anno duro e  pie­no di fatiche, deve decidere: lamento o gra­titudine?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È  sempre così. Di fronte a un anno che passa, come di fronte al viso dei  propri figli, o delle persone che ti trovi accanto. Hai mille motivi per  lamentarti, cuore nostro. Mil­le motivi per dare voce alle ferite. Alle  delu­sioni. Ai torti subiti. Mille motivi per far par­lare la lingua  amara della rivendicazione. O la lingua stanca dell’avvilimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte  notizie che anche oggi troviamo sui giornali farebbero salire parole  dure dal cuo­re. Ma come c’è la durezza della pena, c’è an­che la  durezza della gioia. La resistenza, la forza della gratitudine. Quella  che proviamo per cose che magari sui giornali non ci fini­scono. La  gratitudine per le cose da niente che costellano la nostra vita. Per il  respiro che ancora ci viene accordato, e il riso e anche per il pianto  con cui conosciamo il dolore e l’amore. Le cose che non fanno notizia,  co­me il sorriso di un figlio, l’occhiata della per­sona che amiamo, il  suo voltarsi quando la salutiamo. Quelle cose da niente che non fan­no  notizia, ma che ci suggeriscono una gra­titudine invincibile. E noi  vogliamo scegliere di rendere grazie per queste cose da niente. Per la  fede dei semplici, papi nel fulgore del loro ministe­ro o ammalati nella  penombra della loro of­ferta. Vogliamo ringraziare per tutte le ma­dri  che, camminando lavorando soffrendo, non perdono la speranza. E  custodiscono l’amore. Per tutti quelli che non fanno no­tizia e fanno  andare il mondo, mettendo cu­ra e pazienza in lavori senza onori  appa­renti. Gratitudine per la bellezza spavento­sa e dolce di questo  posto chiamato Italia, edificato dal genio, dalla fede e dalla  opero­sità dei nostri padri, sotto i cui cieli abitia­mo e vediamo  panorami per cui vale la pe­na essere venuti al mondo. Il nostro cuore  decide di ringraziare, in questa fine d’anno. Per le cose che ci hanno  corretto. Per quel­le che, pure facendoci soffrire, ci hanno le­gato di  più a ciò che vale. E ringraziare per le cose da niente, i 'buon­giorno'  scambiati per le scale, i 'se hai biso­gno di una mano, ci sono' che ci  hanno det­to anche con gesti silenziosi. Vogliamo ren­dere grazie per  la benedizione dei bambini nostri e per quelli degli altri. Per i loro  visi do­ve tutto reinizia. E per la pazienza dei nostri anziani, che  onorano il tempo senza sentir­lo come una ingiustizia, ma come un  chiari­mento. Vogliamo ringraziare per la pazienza preziosissima dei  sofferenti nel corpo, nella mente. Per chi è restato senza lavoro, ma  non senza dignità. Per le cose che non fanno mai notizia, come la cura e  l’amicizia offerta da tanti a chi è solo. Per il mare di bene che con  onde silenziose sostiene il nostro viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che l’anno  finisce strapperemo il cuore dalle mani del demonio lamentoso che  vor­rebbe non farci vedere come i cuori di tutti cercano il bene. Ora  che finisce l’anno con tutte le sue ferite e le sconfitte e le perdite,  rin­grazieremo per tutti i doni, e per il segreto bene che si nasconde  anche nel patimento se una mano ci passa sugli occhi come ai bambini.  Ringrazieremo per tutti gli abbrac­ci silenziosi. Per i baci di amicizia  e di amo­re scambiati. Per le cose da niente che non fanno notizia ma  hanno fatto la vita e la spe­ranza per questo anno che finisce. E  ringra­zieremo per il dono più misterioso di tutti, la fede. Per le mani  che ce lo hanno offerto, per i volti che lo hanno confermato in mezzo  al­le tenebre dell’anno. Per i dolci amici che ci hanno parlato di Lui,  Signore buono dell’an­no che va e dell’istante che viene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"&gt;di Davide Rondoni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"&gt;tratto da [Avvenire.it] 31 dicembre 2010 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7730407370601868724?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.avvenire.it/Commenti/TeDeumRondoni_201012310753090670000.htm' title='Te Deum del cuore'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7730407370601868724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/te-deun-del-cuore.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7730407370601868724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7730407370601868724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2011/01/te-deun-del-cuore.html' title='Te Deum del cuore'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TR9ZKwOwDmI/AAAAAAAAADk/36moetJhIFI/s72-c/sorriso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7101981981840681347</id><published>2010-12-27T18:46:00.000+01:00</published><updated>2010-12-27T18:46:22.117+01:00</updated><title type='text'>A che serve un Dio bambino?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TRjQZaE93-I/AAAAAAAAADg/1Ut0tPCZ7mk/s1600/ges%25C3%25B9+bambino.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="321" src="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TRjQZaE93-I/AAAAAAAAADg/1Ut0tPCZ7mk/s400/ges%25C3%25B9+bambino.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Che bisogno abbiamo oggi, nel 2010, di un Dio bambino? In che senso è capace di darci un futuro perché possiamo guardare in avanti pieni di una speranza che Benedetto XVI ha definito “affidabile”?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;L’annuncio del Natale quest’anno ci trova accorati e sgomenti di fronte ai numerosi segnali di malessere del corpo sociale cui apparteniamo. Durante la loro dolorosa ed estrema protesta, gli operai della Vinyls mi hanno detto: «Per noi il Natale non esiste se non esiste un futuro di lavoro», e si può ben capire questo loro dubbio angoscioso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;E cosa pensare dei giovani che, spesso ingannati circa la natura del desiderio che apre l’uomo alla realtà piena, si ritrovano senza ideali da difendere e senza prospettiva per il futuro? Da questo vuoto noi adulti non possiamo certo chiamarci fuori, spesso complici di una società che l’allarmante ultimo Rapporto Censisdefinisce “fragile, cinica, passivamente adattativa, condannata al presente”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Paradossalmente è proprio qui che si incarna il Natale: Dio non ha avuto paura di “impastarsi” con le contraddizioni proprie della condizione umana. Diventando a noi familiare, più intimo a noi di noi stessi - come dice il grande Agostino -, ci sostiene nella dignità dei nostri affetti, del nostro lavoro e del nostro riposo. Ma la modalità con cui il Figlio di Dio viene a salvarci non è un rito magico, un meccanismo estrinseco e a noi estraneo: l’evento del Natale mette in moto la libertà degli uomini e quindi la loro responsabilità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Perciò, tanto più in un momento di grave travaglio - non solo economico e politico - come quello che stiamo attraversando, il Natale ci urge a un risveglio, a un soprassalto di densità umana, che consiste nel “vivere relazioni buone come strada per costruire pratiche virtuose”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Da dove cominciare? Dalle relazioni elementari e costitutive: i papà e le mamme offrano ai figli un senso chiaro della vita, una direzione di cammino. E che la scuola e tutte le altre agenzie educative facciano altrettanto. Nel mondo del lavoro e dell’economia il primato dell’uomo e della sua dignità si documenti dentro la quotidiana concretezza della vita relazionale. Questo domanda un equo profitto, che per la maggior parte dovrà essere reinvestito nell’impresa al cui utile, a vari gradi, possano partecipare tutti i dipendenti. La finanza dovrà tornare alla sua funzione originaria: assicurare futuro alla economia reale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Servono politiche familiari efficaci e politiche immigratorie realistiche, ma magnanime, impegno serio per sconfiggere la miseria nel mondo e favorire la pace, difesa dell’effettiva libertà religiosa contro esecrande persecuzioni. E si potrebbe continuare l’elenco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Sono segnali che urgono un’inversione di marcia - in termini cristiani si chiama conversione - per cui l’altro non sia vissuto come un potenziale nemico o come uno da cui difendersi e isolarsi, ma piuttosto come una risorsa, una grande occasione di maturazione e di crescita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Il mistero del Natale ci dice che Dio, l’Altro per eccellenza, ha lasciato alle spalle la sua gloria per farsi racchiudere nell’umanità tenera e fragile di un bambino. «Perché la debolezza divenisse forte la fortezza si è fatta debole» (Agostino). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Per amore dell’uomo, Dio scende dal cielo e viene sulla terra. Nella sua vita in mezzo a noi, nelle relazioni buone e nelle pratiche virtuose instaurate con i suoi amici, Gesù ci ha mostrato il tipo di uomo da lui proposto. Un uomo capace di gratuità, uno cioè che ama per primo, senza pretendere nulla in cambio, che si commuove profondamente davanti al bisogno altrui - pensiamo alle guarigioni da Lui operate -, un uomo che, di fronte al nostro radicale bisogno di salvezza, dà la sua vita in croce per noi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Dal Santo Natale ci arriva la &lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;pro-vocazione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; a non vivere più come se Dio non ci fosse familiare. Prendiamola sul serio, come fece Maria, come fece Giuseppe. In lui si vede bene quale sia la statura di un uomo che vive con Dio. Il modo misterioso e inaudito del concepimento di un figlio da parte della donna destinata a essere la sua sposa non diventa, per Giuseppe, un’obiezione ad amare, ma un’occasione per amare più profondamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span lang="IT" style="color: black;"&gt;Come ha detto domenica scorsa all’Angelus papa Benedetto, «in lui si profila l’uomo nuovo, che guarda con fiducia e coraggio al futuro, non segue il proprio progetto, ma si affida totalmente all’infinita misericordia di Colui che… apre il tempo della salvezza». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Buon Natale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Card. Angelo Scola, tratto da [ilsussidiario.net] 24 dicembre 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background: none repeat scroll 0% 0% white; font-family: Verdana,sans-serif; line-height: 16.5pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7101981981840681347?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2010/12/24/A-che-serve-un-Dio-bambino-/136476/' title='A che serve un Dio bambino?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7101981981840681347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/12/che-serve-un-dio-bambino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7101981981840681347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7101981981840681347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/12/che-serve-un-dio-bambino.html' title='A che serve un Dio bambino?'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TRjQZaE93-I/AAAAAAAAADg/1Ut0tPCZ7mk/s72-c/ges%25C3%25B9+bambino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8930079822542558107</id><published>2010-12-11T08:36:00.000+01:00</published><updated>2010-12-11T08:36:35.472+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Affido familiare'/><title type='text'>Traccia di Dio</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.itacalibri.it/System/38207/Traccia%20di%20Dio_2010_1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.itacalibri.it/System/38207/Traccia%20di%20Dio_2010_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Del Amo Montserrat, &lt;i&gt;Traccia di Dio&lt;/i&gt;, Piccola Casa Editrice, 2010, € 12&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;Traccia di Dio è il nome di un angelo, piccolo piccolo, non molto  forzuto e che sapeva volare a stento. Che cosa poteva fare di buono?  Nulla, pensavano gli altri angeli mentre lo guardavano goffamente  aggirarsi per il firmamento. &lt;br /&gt;Ma un giorno, proprio in concomitanza con la notte di Natale, la notte  più importante dell’anno, ecco che il suo valore fu svelato a tutti…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Traccia di Dio&lt;/i&gt; è un racconto realizzato dalla scrittrice spagnola  Monserrat del Amo. L’edizione italiana è stata realizzata da Piccola  Casa Editrice all’interno di un progetto editoriale in collaborazione  con Associazione Cometa, un luogo nato per accogliere ed educare bambini  e ragazzi attraverso la condivisione quotidiana di tutti i loro bisogni  – dall’affido familiare allo studio fino alla formazione professionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8930079822542558107?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.itacalibri.it/Template/detailArticoli.asp?LN=IT&amp;IDFolder=144&amp;IDOggetto=38207' title='Traccia di Dio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8930079822542558107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/12/traccia-di-dio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8930079822542558107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8930079822542558107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/12/traccia-di-dio.html' title='Traccia di Dio'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2360726534311533774</id><published>2010-11-27T11:10:00.003+01:00</published><updated>2010-11-27T11:35:36.505+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte religiosa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>L'icona di Cristo Pantocratore</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il mio amico Bruno, in arte "vinoemirra" blogger scherzoso e impenitente nonché eccellente medico, ha pubblicato un post tra i più belli che ho letto sul suo blog, lo propongo anche a voi perché ne vale la pena.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Eccovi una versione recente dell'icona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://iconecristiane.it/files/2010/05/chilandari-raffa700x900.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://iconecristiane.it/files/2010/05/chilandari-raffa700x900.jpg" width="249" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;L'icona del don &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 10pt; margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Pare che questa sia la società dell’immagine. &lt;br /&gt;La comunicazione, in primis, è immagine: la tv spadroneggia, nessuno la ascolta e tutti la guardano;&lt;br /&gt;i titoli dei giornali tradiscono il testo dell’articolo, si sa: tanto vale guardare la foto a colori in centro pagina.&lt;br /&gt;Ed ecco risaltare la brillantina del premier, il lifting dell’attrice, le forme rifatte della soubrette.&lt;br /&gt;L’importanza dell’immagine, però, è tutto tranne che una acquisizione recente.&lt;br /&gt;Ci pensavo osservando un’icona di Cristo Pantocratore.&lt;br /&gt;Il mio don dice che c’è tutto un vangelo in questa sola immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;- Oddio, bella è bella ma… &lt;br /&gt;&amp;nbsp; don, non ti sembra di esagerare?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Niente affatto: siamo talmente abituati a vedere immagini che non le sappiamo più guardare davvero.&lt;br /&gt;Prendi ad esempio questa icona, un &amp;nbsp;busto del Cristo benedicente con il Vangelo.&lt;br /&gt;Punto e basta?&lt;br /&gt;Ce ne sono tante.&lt;br /&gt;Tutte uguali?&lt;br /&gt;Mica tanto.&lt;br /&gt;Questo è &amp;nbsp;Cristo Pantocrator (dal greco “Pan” cioè tutto e “Kratos” potere.&lt;br /&gt;Cristo governa tutto l’Universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Vabbè,&amp;nbsp; don, mica mi incanti col "grecorum"... la potevano chiamare altrimenti…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Zitto, miscredente!&lt;br /&gt;I lineamenti storici del Cristo adulto vogliono testimoniare l'autenticità dell'Incarnazione, e la Redenzione attraverso il sacrificio della Croce viene inscritta nel nimbo insieme con la rivelazione del nome divino di Es 3,14: O N ( " Io Sono Colui che Sono " ).&lt;br /&gt;“Io Sono” è il nome di Dio, secondo Mosè, e qui è attribuito a Gesù;&lt;br /&gt;a lui si piegano tutte le lettere greche dell’acronimo, per rendere omaggio al Sovrano Giudice.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;­- ehm… scusa, don… “nimbo”? Nimbo kid?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- ‘gnorante!&lt;br /&gt;Il nimbo (ovvero stichos o clavus), è il cerchio inscritto attorno al capo di Cristo, che riceve la luce divina e la rimanda..&lt;br /&gt;Attorno al volto sono poste le abbreviazioni greche ICXC per il nome "Gesù Cristo ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- E, don… tutto quest’oro?&lt;br /&gt;Non siamo noi per una chiesa povera?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Povero me!&lt;br /&gt;L’oro è simbolo di regalità, è ovvio!&lt;br /&gt;E poi questo sfondo così… luminoso, non ti dice proprio nulla?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- La luce!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Certo che sì, Cristo è la luce che vince le tenebre.&lt;br /&gt;Vatti a rileggere il prologo del Vangelo di Giovanni, o anche la sua prima lettera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;"In lui era la vita&lt;br /&gt;e la vita era la luce degli uomini;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;la luce splende nelle tenebre&lt;br /&gt;e le tenebre non l'hanno vinta."&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;E ancora &lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Veniva nel mondo la luce vera,&lt;br /&gt;quella che illumina ogni uomo"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui tutto è luce, una Luce divina soprannaturale, rivelata dal Redentore ai discepoli sul monte Tabor: &lt;i&gt;“E si trasfigurò davanti a loro;&amp;nbsp; il suo volto divenne brillante come il sole, e le sue vesti bianche come la luce”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- E ok, don, ok.&lt;br /&gt;Però quello sguardo….&lt;br /&gt;Che vuole questo da me?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Bella domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Questo volto maestoso e grave, questi occhi penetranti, ti fissano.&lt;br /&gt;Ti ricordi lo sguardo di Gesù, quando guarda il giovane ricco?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Guardatolo, lo amò&lt;/i&gt;, dice il vangelo. E lo sguardo che Gesù riserva a Pietro subito dopo il triplice tradimento? Basta a far fuggire il discepolo e ad annegarlo nel pianto.&lt;br /&gt;Qui invece accenna un sorriso: affanno, dubbi, dolori, tutto scompare.&lt;br /&gt;Rimani solo con lui e hai la sensazioni che non manchi più nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E poi, guarda meglio: il volto è costruito entro due centri concentrici.&lt;br /&gt;Il primo, centrale, più piccolo, comprende occhi e naso.&lt;br /&gt;E’ un cerchio di luce. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Risplenda su di noi Signore la luce del tuo volto” (Sal 4,7)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gli occhi sono la porta della luce sul mondo.&lt;br /&gt;Il meccanismo fondamentale della conoscenza.&lt;br /&gt;E chi è che conosce se non Dio stesso?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“La lucerna del tuo corpo è il tuo occhio; se il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce” (Mt 6,22).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel naso invece soffia lo Spirito del Dio vivente, che scende a gonfiare il collo.&lt;br /&gt;Questo primo cerchio indica la natura divina di Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo cerchio del volto, invece, comprende la bocca, ma anche la barba ed i capelli. Qui c'è molta meno luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Va bè.&lt;br /&gt;E allora?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Dai!&lt;br /&gt;E’ facile!&lt;br /&gt;La bocca serve a mangiare, no? Rimanda alla carne, no?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E il Verbo si fece carne&lt;br /&gt;e venne ad abitare in mezzo a noi;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù assume in pieno la nostra umanità, con i suoi limiti, la necessità di mangiare (la bocca), la necessità di coprirsi (capelli e barba).&lt;br /&gt;C’è il sapore dell’esistenza umana nella sua totalità.&lt;br /&gt;Ci sei anche tu, con la tua storia e il tuo dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due cerchi sono il connubio fra Cielo e terra. &lt;br /&gt;Nei due cerchi concentrici si fondono le due nature, umana e divina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Mmmmmmhhhh interessante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Oh, ma c’è dell’altro, sempre nel volto, da osservare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Ancora?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Ti faccio uno scherzetto.&lt;br /&gt;Copro con un foglio la metà sinistra del volto di Gesù. &lt;br /&gt;Cosa vedi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il lato destro della sua faccia è sereno, imperturbabile.&lt;br /&gt;Misericordioso direi; trasmette Pace divina; l’intensità dello sguardo di un Dio che non ci abbandona mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ti ricorda niente?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo…&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ora copro la metà destra della faccia di Gesù.&lt;br /&gt;Che vedi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- E’ diversa! &lt;br /&gt;Sembra uno che gli hanno pestato un callo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Mettiamola così.&lt;br /&gt;E’ il volto dei dispiaceri, di uno che condivide la sofferenza del genere umano;&lt;br /&gt;Ma è anche lo sguardo severo del Dio giudice.&lt;br /&gt;Lo sguardo di chi dice “&lt;i&gt;…a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli..."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una descrizione bizantina di questa icona dice: “i suoi occhi sono allegri e danno il benvenuto a coloro che non sono rimproverati dalla propria coscienza, ma per coloro che sono condannati dal loro proprio giudizio diventano adirati ed ostili.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unisci la faccia che ne risulta è una singola persona, Gesù Cristo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La gloria di Dio risplende sul Suo volto». 2 Corinzi 4,6.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo volto si solleva dal tempo, è come teatro di una storia che ci ha coinvolti tutti, trovandoci ora accusati, ora accusatori. Ora vittime, ora carnefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Accidenti, don!&lt;br /&gt;Tutta questa simbologia!&lt;br /&gt;Chi l’avrebbe mai detto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- E non è finita.&lt;br /&gt;L’asimmetria del volto si ripercuote nell’asimmetria delle vesti: un manto verde-blu, sulla sinistra di Gesù, simboleggia la sua natura umana che va a coprire la tunica rossa, simbolo di divinità regale.&lt;br /&gt;Un classico delle icone.&lt;br /&gt;La madonna, facci caso, ha colori invertiti, blu sotto e rosso sopra: l’umano che si fa divino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Sta a vedere che adesso mi dici che ci sono dei simboli anche nelle mani…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Proprio così!&lt;br /&gt;Nella mano destra, benedicente, &amp;nbsp;il pollice e l’anulare si uniscono lasciando l’indice diritto, formando l’anagramma di Cristo (IC). &lt;br /&gt;Inoltre le due dita che si toccano indicano la raggiunta unione in Cristo della natura umana e di quella divina, con il divino che si abbassa al massimo per farsi incontro all’umano che invece si tende in alto per quanto a lui possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La mano ha una valenza simbolica molto forte, quando la mano di Dio tocca l’uomo questi riceve in sé la forza divina.&lt;br /&gt;Egli ci Benedice benedicendo la nostra vita, la nostra quotidianità e ci ricorda che è sempre con noi …….&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l’ombra della mia mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: “Tu sei mio popolo”……(Isaia 51,16).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- E che mi dici del libro nella sinistra?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- Il libro, con i suoi sigilli intatti rappresenta il centro del paradiso e nell’apocalisse viene identificato con l’albero della vita.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione» (Apocalisse 5,9). &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il libro chiuso significa che cela il suo segreto e ci rimanda a Gesù che è la chiave di tutte le cose segrete; è tenuto ben saldamente ed ha una copertina ricca di ornamenti preziosi …. &lt;i&gt;Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che ha acquistato la prudenza, perché il suo possesso è preferibile a quello dell’argento e il suo provento a quello dell’oro. Essa è più preziosa delle perle e neppure l’oggetto più caro la uguaglia ……… (Proverbi 3,13-15).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- Don, basta, per carità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;- No. No che non basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;- No? Cosa c’è ancora?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 10pt; margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;- C’è che davanti a un’icona come questa, non si può non pregare.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 10pt; margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 10pt; margin: 0cm 0cm 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;Facciamolo insieme, con le parole di Andrea di &amp;nbsp;Creta:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://iconecristiane.it/files/2010/05/hilandar1300x11846.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;"mi scruti e mi conosci, o mio Giudice,&lt;br /&gt;assieme agli Angeli verrai&lt;br /&gt;a giudicare l' universo.&lt;br /&gt;In quel giorno volgi a me&lt;br /&gt;uno sguardo d'amore&lt;br /&gt;e fa grazia, o Gesù,&lt;br /&gt;a un peccatore che confini&lt;br /&gt;non conobbe al suo peccato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Pietà di me, o Dio, pietà di me&lt;/span&gt;."&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://iconecristiane.it/files/2010/05/hilandar1300x11846.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://iconecristiane.it/files/2010/05/hilandar1300x11846.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: x-small; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Salvatore del Chilandari (Hilandar) - Monte Athos&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Icona di scuola serba, XIII Secolo, cm 1290×9&lt;/span&gt;0&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2360726534311533774?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://vinoemirra.splinder.com/post/23539182/licona-del-don' title='L&apos;icona di Cristo Pantocratore'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2360726534311533774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/licona-di-cristo-pantocratore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2360726534311533774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2360726534311533774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/licona-di-cristo-pantocratore.html' title='L&apos;icona di Cristo Pantocratore'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2221212711532260698</id><published>2010-11-21T11:47:00.002+01:00</published><updated>2010-11-21T12:48:20.402+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cristiani perseguitati'/><title type='text'>Preghiamo per i cristiani in Iraq</title><content type='html'>Comunione e Liberazione aderisce all’appello dei Vescovi italiani a  pregare domenica 21 novembre per i cristiani dell’Iraq, «che soffrono la  tremenda prova della testimonianza cruenta della fede» (Comunicato  finale dell’Assemblea CEI, 11 novembre 2010).&lt;br /&gt;Il movimento invita  tutti i suoi aderenti a partecipare alle messe secondo le intenzioni di  Benedetto XVI, che il giorno dopo il gravissimo attentato nella  cattedrale siro-cattolica di Bagdad che ha causato decine di morti e  feriti, ha detto: «Prego per le vittime di questa assurda violenza,  tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella  casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione. Esprimo inoltre  la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita,  e incoraggio pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella  speranza. Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a  dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare il  mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il  risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni  nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché  termini ogni violenza!» (&lt;i&gt;Angelus&lt;/i&gt;, 1 novembre 2010).&lt;br /&gt;Rivolgendosi  a tutti gli aderenti a Comunione e Liberazione, don Julián Carrón ha  detto che «la partecipazione alle messe domenicali secondo le intenzioni  del Papa e dei Vescovi è un gesto di comunione reale e di carità perché  sentiamo come nostri amici i cristiani dell’Iraq, anche se non li  conosciamo direttamente». &lt;br /&gt;Come dice don Giussani, «se il sacrificio è  accettare le circostanze della vita, come accadono, perché ci rendono  corrispondenti, partecipi della morte di Cristo, allora il sacrificio  diventa la chiave di volta di tutta la vita […], ma anche la chiave di  volta per capire tutta la storia dell’uomo. Tutta la storia dell’uomo  dipende da quell’uomo morto in croce, e io posso influire sulla storia  dell’uomo - posso influire sulla gente che vive in Giappone adesso,  sulla gente che sta in pericolo sul mare adesso; posso intervenire ad  aiutare il dolore delle donne che perdono i figli adesso, in questo  momento -, se accetto il sacrificio che questo momento mi impone» (L.  Giussani, &lt;i&gt;Si può vivere così?&lt;/i&gt;, Rizzoli, pp. 389-390).&lt;br /&gt;Per  questa ragione, ha aggiunto Carrón, «se un gesto di preghiera può  influire sul cambiamento della gente in Giappone, può cambiare qualcosa  anche in Iraq. Il sacrificio che facciamo per i cristiani iracheni e la  preghiera di domenica siano un gesto con cui invochiamo, imploriamo da  Dio la protezione per loro».&lt;b&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;L’ufficio stampa di Cl&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Milano, 18 novembre 2010&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOkAqlZFhgI/AAAAAAAAADY/Hg3c8hSVVmw/s1600/rigastelle.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="36" src="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOkAqlZFhgI/AAAAAAAAADY/Hg3c8hSVVmw/s400/rigastelle.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Regione Lombardia contro la persecuzione dei cristiani&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di Matteo Castelnuovo, tratto da [&lt;a href="http://www.tempi.it/evidenza/0010444-regione-lombardia-contro-la-persecuzione-dei-cristiani"&gt;Tempi.it&lt;/a&gt;]18 novembre 2010 &lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;«Salviamo la vita dei cristiani in Iraq e nel mondo». Con questa scritta di 20 metri per 20,&lt;/b&gt;  visibile da oggi per un mese sulla facciata del Palazzo Pirelli (lato  piazza Duca d'Aosta), e con una lettera indirizzata al presidente  dell'Assemblea e al segretario generale dell'Onu, la giunta di Regione  Lombardia e il suo presidente, Roberto Formigoni, vogliono «scuotere  l'indifferenza di tanti nei confronti delle persecuzioni in atto in  varie parti del mondo contro i cristiani».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Sono molti, infatti, gli episodi riportati dalle cronache degli ultimi giorni che lo attestano.&lt;/b&gt;  Dalla strage irachena del 31 ottobre, quando un gruppo di  fondamentalisti islamici ha assaltato la cattedrale siro-cattolica di  Baghdad, uccidendo 52 fedeli, agli altri due fedeli uccisi il 7 novembre  sempre a Baghdad. Louay Daniel Yacoub, 49 anni, era davanti  all'ingresso del suo appartamento quando degli sconosciuti lo hanno  freddato a colpi d'arma da fuoco. Un altro cristiano è stato ucciso lo  stesso giorno ma di lui non si conosce ancora l'identità. Fino alla  sentenza del tribunale del distretto di Nankana, in Pakistan, che ha  condannato a morte Asia Bibi, 45 anni, accusata di blasfemia. Ad oggi  nessuna condanna per blasfemia è stata eseguita, ma si sono verificate  decine di esecuzioni sommarie e linciaggi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;«Studi recenti – ha  detto Formigoni ai microfoni dei giornalisti – dimostrano che le  persecuzioni religiose sono in aumento e il 75% di queste&lt;/b&gt; sono  rivolte verso i cristiani. Regione Lombardia vuole reagire a questa  situazione e inserirsi nel dibattito che speriamo prenda quota su questi  temi, stimolando iniziative forti da parte della comunità  internazionale per abbattere il muro di indifferenza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Un’incuranza che non deve più perpetrarsi, anche sotto il profilo di una necessaria reciprocità tra gli stati,&lt;/b&gt;  come ha sottolineato il vicepresidente lombardo Andrea Gibelli: «Ci  sono paesi in cui la libertà religiosa, diritto sancito in termini  assoluti dalle Carte internazionali, non viene osservata. Molti  cristiani in Africa e Medio Oriente sono costretti a emigrare perché  vengono considerati cittadini di serie B e il fatto che ci siano persone  che devono abbandonare i propri paesi per questa ragione è  intollerabile». Un punto quest’ultimo che vuole sottolineare anche  quanto sia importante nel 2010 che l'uomo sia al centro dell'interesse e  non ci si occupi solo di parametri di natura economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolta le interviste a &lt;a href="http://radioformigoni.it/index.php/audio/14-audio/1285-bisogna-fermare-le-persecuzioni-contro-i-cristiani"&gt;Roberto Formigoni&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://radioformigoni.it/index.php/audio/14-audio/1286-bisogna-porre-laccento-sulla-reciprocita-intervista-ad-andrea-gibelli" target="_blank"&gt;Andrea Gibelli&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2221212711532260698?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tracce.it/default.asp?id=411&amp;id_n=18747' title='Preghiamo per i cristiani in Iraq'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2221212711532260698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/preghiamo-per-i-cristiani-in-iraq.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2221212711532260698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2221212711532260698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/preghiamo-per-i-cristiani-in-iraq.html' title='Preghiamo per i cristiani in Iraq'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOkAqlZFhgI/AAAAAAAAADY/Hg3c8hSVVmw/s72-c/rigastelle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2411360300589617499</id><published>2010-11-13T17:10:00.006+01:00</published><updated>2010-11-14T23:48:15.390+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Famiglia, come la pensa il partito Fli</title><content type='html'>Fini un mese fa ha abbandonato il PdL e ha fondato un nuovo partito con i suoi fedelissimi: Futuro e Libertà (Fli).&lt;br /&gt;Gianfranco Fini, interrogato da più parti, non è nemmeno riuscito a fornire agli italiani una valida spiegazione della vicenda riguardante quella dimora di Montecarlo, figuriamoci come risponde quando è interrogato su cosa intende fare per il bene comune. Se dovessi scrivere una vignetta su Fini la battuta è d'obbligo: quale "bene comune"?&lt;br /&gt;Mi domando cosa vuole fare quest'uomo: sostituirsi a Berlusconi sperando che tutti confluiscano nel suo partito? Intanto prima di cercare di dare il colpo di grazia al premier (occorre vedere se ci riesce), tenta di riallacciare i rapporti con Casini dell'UdC, ma con gli argomenti che intende sostenere, la vedo dura, Casini su queste cose è tutto d'un pezzo.&lt;br /&gt;Come avrete capito, cosa ne pensano i politici sulla famiglia mi interessa molto, eccovi alcune anticipazioni, grazie alla lettera di un lettore ad Avvenire, scopriamo un po' come la pensa il Fli sulla &lt;b&gt;famiglia&lt;/b&gt; e leggiamo la risposta del direttore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOBnG84dAKI/AAAAAAAAADU/IFPrC6lWlIo/s1600/la_famiglia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOBnG84dAKI/AAAAAAAAADU/IFPrC6lWlIo/s1600/la_famiglia.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.avvenire.it/Lettere/futurismofamiliare_201011090832252570000.htm"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.avvenire.it/Lettere/futurismofamiliare_201011090832252570000.htm"&gt;&lt;b&gt;Un rischioso futurismo familiare&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Caro direttore&lt;/i&gt;,&lt;br /&gt;le cito un passaggio dal discorso di Fini a Bastia Umbra: «...Bianchi e neri; cattolici, ebrei e musulmani; uomini e donne; eterosessuali ed omosessuali; italiani e stranieri: qualsiasi persona, la persona umana, senza distinzioni e discriminazioni, deve essere al centro dell’azione della politica e avere la tutela dei propri diritti...».&lt;br /&gt;Poi, a seguire: «...In Italia dobbiamo colmare il divario e allinearci agli standard europei sulla tutela tra le famiglie di fatto e quelle tradizionali...». E infine: «... Non c’è in nessuna parte dell’Europa, e lo dico a ragion veduta, un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili sia così arretrato...». Nel novero dei diritti civili da tutelare va certamente ricompreso, per Fini, il diritto delle coppie omosessuali ad adottare figli. Perché le coppie eterosessuali sì e quelle omosessuali no? Anche questo è un sacrosanto diritto! In nome degli standard europei bisogna poi equiparare in tutto e per tutto le famiglie di fatto alle vecchie, tradizionali e scontate famiglie fondate sul matrimonio. Che cosa aspettiamo ad adeguarci a questi standard?&lt;br /&gt;Credere ancora nella famiglia fondata sul matrimonio è un chiaro sintomo di arretratezza culturale...&lt;br /&gt;Fabio Russo, Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la risposta al sig. Fabio Russo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisco la sua amara ironia, gentile avvocato. E condivido la sua profonda perplessità: il «partito moderno» anzi «futurista» di Gianfranco Fini, ultima evoluzione della destra post-fascista faticosamente nata dalle ceneri del Msi­Dn, sta rivelando di portare nel suo Dna qualcosa di strutturalmente e – per quanto ci riguarda – di inaccettabilmente vecchio: la pretesa radicaleggiante di dividere il mondo in buoni e cattivi, in arretrati e progrediti culturalmente, sulla base di una premessa e di un pregiudizio ideologico. Il ronzio di fondo che accompagna le dichiarazioni del leader ricorda, poi, le sicumere dell’anticlericalismo proprio, con le sue ambizioni e le sue miserie, di una certa Italia liberale in tutto e con tutti tranne che nei confronti dei cattolici.&lt;br /&gt;L’accattivante elenco finiano di differenze da comporre in giusta armonia – che lei opportunamente cita, caro amico – culmina per di più in affermazioni che con il rispetto delle diversità nulla hanno a che vedere e che teorizzano, piuttosto, l’ingiusto annullamento delle diversità. Un retorico elogio della confusione, all’insegna del più piacione dei relativismi.&lt;br /&gt;Nonostante l’ostentato (e sarkoziano) richiamo all’idea di una «laicità positiva».&lt;br /&gt;Spiace, infatti, constatare che il primo a fare le spese lessicali e programmatiche del riproporsi di un Fini-pensiero purtroppo già noto sia stato l’istituto della famiglia costituzionalmente definita (articolo 29), cioè quella unita regolarmente in matrimonio e composta da un uomo e una donna e dai figli che hanno messo al mondo o accolto in adozione. &lt;br /&gt;Il neoleader di Fli e attuale presidente della Camera si mostra, insomma, pronto a ridurre la «famiglia tradizionale» a una possibilità, a una mera variabile in un catalogo di desideri codificati, manco a dirlo, secondo gli «standard europei».&lt;br /&gt;Bizzarro, deludente e rischioso argomentare che si somma all’altrettanto pericolosa scelta di campo che l’ha indotto a osteggiare una legge – quella sul «fine vita», approvata in prima lettura al Senato e ferma alla Camera – tesa a scongiurare la surrettizia e anti-umana introduzione di pratiche eutanasiche nel nostro ordinamento. &lt;br /&gt;Come potremmo non annotare e tenere in debita considerazione tutto questo? &lt;br /&gt;E, proprio guardando al futuro oltre che al presente, come potrebbero non tenerne conto con lucidità i potenziali interlocutori politici di Fini? (mt)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2411360300589617499?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2411360300589617499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/un-rischioso-futurismo-familiare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2411360300589617499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2411360300589617499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/un-rischioso-futurismo-familiare.html' title='Famiglia, come la pensa il partito Fli'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/TOBnG84dAKI/AAAAAAAAADU/IFPrC6lWlIo/s72-c/la_famiglia.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-9079617366995692360</id><published>2010-11-07T14:50:00.000+01:00</published><updated>2010-11-07T14:50:18.182+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Vitalizi e Pensioni: c'è un Italia che vuole mantenere i benefici ingiusti</title><content type='html'>&lt;b&gt;Notizie dalla politica!!!!!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'&lt;b&gt;abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura&lt;/b&gt; in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai &lt;b&gt;lavoratori che devono versare 40 anni di contributi&lt;/b&gt; per avere diritto ad una pensione.&lt;br /&gt;Ecco com'è finita:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Presenti 525&lt;br /&gt;    Votanti 520&lt;br /&gt;    Astenuti 5&lt;br /&gt;    Maggioranza 261&lt;br /&gt;    Hanno votato sì 22&lt;br /&gt;    Hanno votato no 498&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia si commenta da sola.&lt;br /&gt;Premetto che non sono dell'Italia dei valori e non voterò mai per il partito di Di Pietro, in ogni caso, tanto di cappello al deputato Antonio Borghesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-9079617366995692360?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/9079617366995692360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/vitalizi-e-pensioni-ce-un-italia-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/9079617366995692360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/9079617366995692360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/11/vitalizi-e-pensioni-ce-un-italia-che.html' title='Vitalizi e Pensioni: c&apos;è un Italia che vuole mantenere i benefici ingiusti'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-529494454269763677</id><published>2010-10-17T11:06:00.001+02:00</published><updated>2010-10-17T11:07:18.417+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><title type='text'>C'è un'Europa che vuole eliminare la famiglia</title><content type='html'>Non avrei mai pensato che potessero accadere decisioni così assurde a salvaguardia di presunte forme comunicative scevre da discriminazioni di razza, sesso, religione ecc. Eppure come dice il giornalista è proprio evidente che è la famiglia quella discriminata, nei suoi valori fondamentali, nelle sue scelte, negli stimoli incoerenti con l'educazione trasmessa che i figli son costretti a subire.&lt;br /&gt;Tempo fa, non ricordo neppure più di cosa stavamo discutendo ma l'argomento non era certo la famiglia, il mio capo se ne uscì con un'affermazione del genere: non voterò mai per questo governo e non sosterrò mai la legislazione italiana perché entrambe sono troppo familisti e sono la morte della persona.&lt;br /&gt;Mi lasciò a bocca aperta e al momento non trovai neppure argomenti per replicare, anche perché stavamo parlando d'altro, ma questa uscita mi colpì molto e compresi appieno quanti danni può fare "sposare l'ideologia tout court".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In Europa tira una preoccupante aria antifamilista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo spagnolo ha irrogato una sanzione pecuniaria di 100.000 euro ad un’associazione cattolica denominata Intereconomía Corporación, che si occupa di comunicazione multimediale, per aver mandato in onda una campagna pubblicitaria televisiva in difesa dei valori legati al concetto tradizionale di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che è stato ritenuto intollerabile dagli occhiuti censori ispanici del politically correct, è che l’immagine pubblicitaria, trasmessa 273 volte, mostrasse la scena di un gruppo di omosessuali durante la parata di un Gay Pride, e ponesse ai telespettatori una serie di domande, del tipo: «E’ questo il modello di società che desiderate?», «E’ questo l’esempio che vorreste per i vostri figli?». Inevitabile che venisse invocata la mannaia della legge spagnola che vieta forme comunicative discriminatorie basate su razza, sesso, nazionalità, religione ed opinione. Con buona pace del diritto di opinione dell’associazione cattolica multata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, peraltro, ha più volte affermato che la libertà di espressione rappresenta un pilastro essenziale di una società democratica, e che tale libertà non si applica solo alle idee condivisibili da tutti o ritenute inoffensive, ma anche ad espressioni che possono irritare, scioccare, dispiacere le autorità pubbliche o altri gruppi della popolazione. Anche la Corte Suprema della laicissima Francia, per esempio, con la recente sentenza n. 7-83. 398, ha stabilito, nel caso Vannest contro l’Associazione Act Up Paris, che l’affermazione secondo cui l’omosessualità è una condizione inferiore all’eterosessualità, non eccede i limiti della libertà di espressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, è proprio l’idea di difendere la famiglia tradizionale che è stata colpita dal provvedimento del governo socialista spagnolo. E non è soltanto una questione politica, poiché l’attacco alla famiglia in Europa sta assumendo, purtroppo, dimensioni trasversali. Mi viene in mente l’ultima trovata dell’impareggiabile Boris Johnson, sindaco conservatore di Londra, che lo scorso 3 luglio si è fatto vedere, sorridente e festante, alla testa del Gay Pride, in occasione del 40° anniversario del Gay Liberation Front (GLF), organizzazione che propugna l’eliminazione della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1971 il GLF, allora considerato fuori legge, pubblicò un manifesto in cui si teorizzava lo sradicamento e l’abolizione dell’odiato istituto, identificato come la condizione di «un uomo in catene, di una donna schiava e di figli costretti a subire quei modelli». Da qui l’esigenza di una «cultural revolution» per archiviare definitivamente dalla storia dell’umanità l’idea stessa di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neppure la Chiesa veniva risparmiata dagli strali del manifesto, perché si imputava proprio agli «arcaici ed irrazionali insegnamenti» del cristianesimo la definizione regressiva e oscurantista del concetto di famiglia e di matrimonio. L’ignoranza gioca sempre brutti scherzi. Se gli attivisti del GLF si fossero informati, avrebbero scoperto che famiglia e matrimonio sono istituti ben antecedenti all’avvento del cristianesimo, e che le evolute civiltà classiche già ne conoscevano l’importanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea che la famiglia fosse considerata una cellula della società e che il matrimonio fosse l’unione di un uomo e di una donna finalizzata alla procreazione, si perde nella notte dei tempi della civiltà umana. Se avessero studiato, gli stessi militanti del GLF, avrebbero saputo che gli unici due tentativi di abolire la famiglia attuati nella storia recente (il codice di famiglia sovietico del 1918 e l’organizzazione sociale dei kibbutz israeliani) si sono rivelati un tragico fallimento, al quale è stato subito posto rimedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è davvero soltanto una questione di fede. Il cristianesimo si è semplicemente limitato a riconoscere e valorizzare ciò che la ragione umana ha sempre percepito come un ineludibile fattore positivo. La famiglia come luogo dell’educazione all’appartenenza e al rapporto con l’altro, resta un elemento imprescindibile per la stessa coesione sociale dell’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gianfranco Amato&lt;br /&gt;Tratto da [Il Sussidiario.net] 6 ottobre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-529494454269763677?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/10/6/IL-CASO-C-e-un-Europa-che-vuole-eliminare-la-famiglia/116977/' title='C&apos;è un&apos;Europa che vuole eliminare la famiglia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/529494454269763677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/10/ce-uneuropa-che-vuole-eliminare-la.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/529494454269763677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/529494454269763677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/10/ce-uneuropa-che-vuole-eliminare-la.html' title='C&apos;è un&apos;Europa che vuole eliminare la famiglia'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8665078624837705996</id><published>2010-09-16T11:31:00.000+02:00</published><updated>2010-09-16T11:31:58.195+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><title type='text'>Questo è un paese dove il padre è assente</title><content type='html'>Argomento scottante questo dei papà separati, ho alcuni amici di cui conosco molto bene la situazione e devo dire che la vita dei papà separati è veramente difficile, sia in termini economici, ma soprattutto nel rapporto con i figli.&lt;br /&gt;Ciò premesso ho letteramente cambiato il titolo dell'articolo di Zecchi che vi riporto più sotto, perché sono convinta che non è il paese che non accetta i papà e vede solo le mamme, ma è proprio la figura del padre che è assente, e non solo nelle famiglie separate.&lt;br /&gt;I tempi son cambiati e i ritmi familiari anche, entrambe i genitori lavorano e i papà solitamente molto di più delle mamme. Il papà, vuoi per comodità, vuoi perché obbligato dagli impegni, vuoi anche per pigrizia, diciamolo, sempre di più delega la crescita dei figli alla mamma, con la conseguenza che il rapporto è sempre molto più stretto con un solo genitore, appunto perché il padre è assente. Assente non perché non vuole bene ai suoi figli, ma perché obbligato dalle circostanze, e questi loro lo capiranno, si spera, solo col tempo, diventando grandi.&lt;br /&gt;Consiglio a Zecchi la lettura di un libro &lt;b&gt;"Il padre, l’assente inaccettabile"&lt;/b&gt; edito da San Paolo, un libro che indubbiamente fa discutere, ma anche un libro che non fa affermazioni "tout court", un libro che si domanda il perché il padre è assente e che cerca di dare delle risposte, ben sapendo che la realtà ha mille facce e nessun padre è uguale ad un altro, così come nessuna famiglia è nelle stesse condizioni di un'altra.&lt;br /&gt;Per concludere poi non sono d'accordo con la seconda parte dell'articolo dove mi sembra che l'autore sia un tantino di parte per arrivare a proporre di cambiare nome alla scuola dell'infanzia, Come vorrebbe chiamarla la "scuola materna", forse scuola paterna????? O scuola sostitutiva delle madri che lavorano!!!&lt;br /&gt;E' bello vedere che le giovani coppie adesso si dividono la crescita dei bimbi, e quando possibile sempre più padri prendono l'aspettativa al posto della mamma per accudirli. Ma è bello scoprirlo anche nella semplicità giornaliera, c'è un'attenzione diversa, ho visto mio figlio fin dai primi giorni cambiare pannolini al mio nipotino, imboccarlo, accudirlo quando la mamma si assenta, ma anche quando c'è. Vi assicuro è incredile da vedere, e i padri che come lui lo sperimentano sono senz'altro più padri e più felici.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Questo non è un paese per papà&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo Sereni, portiere del brescia, dopo la partita ha salutato dalla tv i suoi bimbi con cui da mesi non ha contatti. Una conferma del pregiudizio a favore delle madri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Zecchi, tratto da [&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/"&gt;ilgiornale.it&lt;/a&gt;] 14 settembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;La buona prestazione in una partita di calcio diventa l’occasione per inviare un messaggio carico di tristezza e d’ac­cusa. Il portiere della squadra di calcio del Brescia, Matteo Sereni, invece di in­trattenersi con le solite frasi fatte insie­me all’intervistatore che, davanti alle te­lecamere, elogiava la sua prestazione, approfitta dell’opportunità di avere davanti a sé la televisione per parlare ai suoi figli. Sereni spera che Simone e Giorgia abbiano visto la bella partita e apprezzato il loro pa­pà, perché a lui, da tanto tem­po, è preclusa la possibilità di incontrare i suoi figli, Per­ché? La risposta la conosco­no bene tanti papà separati che, per le ragioni più diver­se, non riescono più a vedere i propri figli. Le ragioni sono, appunto, diverse, ma sono riconducibi­li tutte a un unico motivo: la madre, nelle cause di separa­zione e di divorzio, è la figura tutelata a tutto danno del pa­dre. Mettiamo da parte l’aspet­to economico che pure, ov­viamente, ha il suo peso: co­nosco amici costretti a vivere in un residence o in una ca­mera in affitto perché, sepa­rati, rimangono loro ben po­chi quattrini per vivere, do­vendo dare una parte rilevan­te dello stipendio alla moglie e lasciarle la casa. Ma oltre a questa pena, ne patiscono una ben peggiore, quella di non riuscire a stare coi propri figli se la moglie s’impunta e trova mille cavilli legali per portare a compimento la sua vendetta. Perché di vendetta si tratta: l’uso dei figli come proiettili di fucile da sparare contro il marito. Non sono casi estremi, que­sti. Nascono da un pregiudi­zio: il padre non ha parità di diritti rispetto alla madre. La madre è la vera educatrice, il padre è una figura subalter­na. Questo pregiudizio diven­ta una regola normativa quando il giudice si trova ad assegnare, a uno dei genitori, in seguito alla loro separazio­ne, la custodia dei figli. In ol­tre il 95 per cento dei casi, il giudice li assegna alla ma­dre. Se i genitori vanno d’ac­cordo, il padre riesce a vede­re i propri figli due volte al me­se, nei giorni di festa e duran­te le vacanze, alternandole con la madre. Se invece avvo­cati e giudici non riescono ad appianare i conflitti coniuga­li, sul fronte di guerra la ma­dre manda i figli, e lei si ap­provvigiona delle armi più di­verse per negare all’ex mari­to la presenza dei figli. Co­munque, in un caso come nel­­l’altro, vale sempre lo stesso principio: il padre non è rile­vante come la madre nel­l’educazione dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;E fin qui posso essere d'accordo con Stefano Zecchi, ma con la seconda parte dell'articolo assolutamente no.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La con­seguenza è sotto gli occhi di tutti: abbiamo una società mammocentrica, e i figli cre­scono totalmente mammiz­zati. Ma il dramma non si re­stringe alla condizione dei se­parati: nelle famiglie norma­li, il padre non esiste come fi­gura di responsabilità, di or­dine, di autorevolezza. I pa­dri sono stati rottamati. An­che per colpa loro, ma innan­­zitutto delle madri. La donna oggi non è più la casalinga di un tempo: lavora, spesso ha ruoli di responsabilità pub­blica e finisce per portare la sua autorità in famiglia, sot­traendola (anche in buona fe­de) al padre che, talvolta, tro­va vilmente nella condizione di potere della donna l’alibi per infischiarsene dell’edu­cazione dei figli, oppure si rassegna a vivere la frustra­zione della sua emarginazio­ne. Non avendo più il ruolo e l’identità che una volta gli ve­nivano riconosciuti per tradi­zione, l’educazione dei figli viene surrogata dalla mare. Così questi ragazzi cresco­no insicuri, fragili, imbozzo­lati nell’interiorità protettiva «della madre, privi di quel senso di realtà, del coraggio, del dovere di cui il padre è il vero artefice educativo. La società conferma e raf­forza la vita familiare: i giudi­ci sono tutti dalla parte della donna; negli affidi condivisi è sempre lei a prevalere; nel­le separazioni problemati­che la sottrazione - vero se­questro - dei figli da parte del­la madre non è ufficialmen­te, legalmente, ammessa, pe­rò nella realtà è praticata e tol­lerata. Ma perfino dal punto di vi­sta linguistico il mammocen­trismo è dominante. Si è riu­sciti a battezzare l’asilo con il nome di scuola materna! Ho dovuto, a suo tempo, suppli­care il ministro dell’Istruzio­ne Letizia Moratti perché cambiasse il nome in scuola dell’infanzia. E tuttavia, co­me credete che venga chia­mato ancora oggi l’asilo? Ov­vio: scuola materna. Sembrano dettagli. Ma si pensi al dolore di Matteo Se­reni, portiere della squadra di calcio del Brescia: deve ap­profittare di una buona parti­ta per lanciare un appello, per chiedere la cosa più uma­na e naturale: vedere i suoi fi­gli. E il vero dramma di Sere­ni non è soltanto provocato dall’ostilità della moglie: è la cultura di un’intera società che è contro di lui&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8665078624837705996?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8665078624837705996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/questo-e-un-paese-dove-il-padre-e.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8665078624837705996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8665078624837705996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/questo-e-un-paese-dove-il-padre-e.html' title='Questo è un paese dove il padre è assente'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-9035541170067755244</id><published>2010-09-12T11:02:00.002+02:00</published><updated>2011-02-15T17:42:52.439+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meeting'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovani'/><title type='text'>Così don Bosco rispose all'emergenza educativa del suo tempo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/don_bosco_R375.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I giovani hanno bisogno di veri maestri, come don Bosco e don Giussani, preti sì, ma innanzitutto uomini, educatori fin nel midollo che abbracciavano con tutto il cuore chi avevano di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/don_bosco_R375.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/don_bosco_R375.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzi protagonisti della mostra sul carisma di don Giovanni Bosco proposta dai Salesiani al Meeting nel primo anno del decennio dalla Cei dedicato all’emergenza educativa. Intitolata «L’educazione è cosa di cuore e le chiavi del cuore le possiede solo Dio», ripercorre gli anni dell’Ottocento in cui il metodo salesiano si contrapponeva alla repressione, arrivando ai giorni nostri in cui si pone in alternativa all’eccessivo buonismo e libertarismo con cui spesso ci si accosta ai giovani. Per questo l’aspetto storico è costantemente abbinato a rimandi al presente contenuti in pannelli in grande formato che si soffermano sugli snodi della proposta di don Bosco, partendo da una sua citazione che viene poi spiegata e seguita da un rilancio di attualizzazione. La scelta dei Salesiani che hanno curato la mostra è stata quella di adottare una modalità di progettazione allargata coinvolgendo, a partire dal mese di gennaio, una trentina di giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«DON BOSCO? SAREBBE VENUTO AL MEETING» - I ragazzi hanno lavorato sui testi di don Bosco, in particolare le «Memorie dell’Oratorio di San Francesco di Sales» e alcuni scritti delle memorie biografiche. La mostra si è aperta il 22 agosto con l’inaugurazione del Meeting, con i visitatori che sono aumentati di numero fino a toccare 500 presenze al giorno. Come sottolinea don Elio Cesari, delegato dei Salesiani, «questa esperienza è paragonabile a degli esercizi spirituali in cui si è testimoni di ciò che si è vissuto. I giovani che sono stati coinvolti sono il vero contenuto della mostra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E aggiunge don Cesari: «Ero stato al Meeting qualche anno fa ed ero rimasto colpito dal fatto che ci fossero tanti giovani. Ho pensato che don Bosco avrebbe certamente avuto l’idea di partecipare. L’anno scorso abbiamo quindi fatto una proposta all’organizzazione del Meeting che è stata accolta. L’idea è quella di mostrare la pedagogia di don Bosco, ancora forte e valida oggi, e di offrire a un gruppo di giovani delle nostre realtà di riflettere seriamente sulla proposta educativa di don Bosco».&lt;br /&gt;UN’ESPERIENZA PER I VISITATORI -  La prospettiva della mostra si situa non a caso «nell’apertura del decennio dedicato dalla Cei all’educazione, mettendo in evidenza un patrimonio che è un bene non solo dei Salesiani ma della Chiesa tutta e che è stato dimenticato o banalizzato in luoghi comuni, facendo conoscere oggi l’attualità del Sistema Preventivo. Ci inseriamo in quel rispetto per la Chiesa e per il Papa che don Bosco ha sempre avuto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro, come ricorda don Cesari, gli ambienti in cui si suddivide l’esposizione: «Casa, cortile, scuola e parrocchia, che sono presenti in ogni opera salesiana. La pedagogia di don Bosco è in primo luogo esperienza vissuta e abbiamo, quindi, cercato di far fare esperienza ai visitatori del modo in cui egli rispose all’emergenza educativa del suo tempo. L’idea di fondo è che egli non abbia inventato nulla, ma che abbia vissuto con una nuova pienezza gli elementi della relazione pedagogica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«LASCIATO UN SEGNO FORTE» - Anche la scelta di coinvolgere così tanti ragazzi nasce dal fatto «che certamente don Bosco avrebbe fatto così: non si può pensare a lui senza pensare ai suoi giovani, non solo come destinatari dell’azione educativa ma come corresponsabili della stessa. Così è nata la congregazione salesiana. Il lavoro fatto in un gruppo grande è stato forse più lento, ma a posteriori ciascuno può riconoscere nelle scelte fatte la propria presenza. Questa è anche la forza della dinamica relazionale, che non vuole subito tirare le somme ma che ragiona sul lungo termine. Certamente questa esperienza lascerà un segno forte in chi si è lasciato coinvolgere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi sono stati coinvolti anche nella spiegazione della mostra. E quella che hanno vissuto nella settimana del Meeting, conclude don Cesari, è stata «un’esperienza molto forte dal punto di vista spirituale, che si traduce anche in una testimonianza attiva. Anche i visitatori che ascolteranno la mostra non si sono trovati come a lezione, ma piuttosto coinvolti in una relazione, come avviene nell’educazione. In fondo sono loro il vero contenuto della mostra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Pietro Vernizzi, tratto da [ilsussidiario.net]4 settembre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-9035541170067755244?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2010/9/4/IN-MOSTRA-Cosi-don-Bosco-rispose-all-emergenza-educativa-del-suo-tempo/110153/' title='Così don Bosco rispose all&apos;emergenza educativa del suo tempo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/9035541170067755244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/cosi-don-bosco-rispose-allemergenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/9035541170067755244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/9035541170067755244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/cosi-don-bosco-rispose-allemergenza.html' title='Così don Bosco rispose all&apos;emergenza educativa del suo tempo'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4519420621050160109</id><published>2010-09-05T18:13:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T14:52:52.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Meeting'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carcere'/><title type='text'>Otto ergastolani tra i volontari del Meeting per mostrare che cambiare è possibile</title><content type='html'>Leggendo la storia di questi ergastolani mi sono commossa. Pensate con che sguardo sono stati guardati, è un abbraccio intero alla loro vita al destino buono che desideriamo per ciascuno di noi, solo questo può spingere un ex detenuto a ritornare al meeting a distanza di due anni e lavorare gratuitamente.&lt;br /&gt;Leggete tutte le storie su &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Storia-della-Settimana/2010/8/26/LA-STORIA-Otto-ergastolani-tra-i-volontari-del-Meeting-per-mostrare-che-cambiare-e-possibile/2/108210/"&gt;ilsussidiario.net&lt;/a&gt; io vi posto solo le prime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ludovico&lt;/b&gt; di Leva è in carcere da 24 anni. La prima volta che è entrato in prigione era ancora minorenne. Invece che sui banchi di scuola, ha passato l’adolescenza tra le sbarre. E non sempre i suoi «maestri», le persone incontrate nel penitenziario, sono state delle figure positive. Almeno fino a quando ha conosciuto i volontari della cooperativa Giotto, grazie a cui la sua vita è cambiata per sempre, al punto che quest’anno è uno dei 3.142 volontari del Meeting 2010. Di quel delitto, che non vuole neanche nominare, compiuto quando era ancora un ragazzino dice: «Io ci penso sempre. Se potessi tornare indietro ricomincerei da capo, ma con la mentalità di oggi. Se mi dicessero di tornare indietro, ma con la mentalità che avevo prima di entrare in prigione, non accetterei mai».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;UNA SECONDA CHANCE INASPETTATA&lt;/b&gt; - Per quell’errore, per quanto grave, degli anni dell’adolescenza Ludovico di Leva dovrà passare tutta la vita in prigione. «E’ giusto punire chi sbaglia, ma una sventura come la mia non l’augurerei neanche al mio peggior nemico», la sua riflessione. Per Ludovico di Leva, la cooperativa Giotto è stata una seconda chance inaspettata, per una persona che agli occhi di tutto il mondo era finita. Senza scorciatoie, perché non gli ha tolto neanche un giorno degli oltre 30 anni che deve ancora trascorrere in prigione. «Ciò che fa la differenza – sottolinea di Leva – non è soltanto il fatto di avere un lavoro, ma anche dei veri amici. Quando è morto mio padre non lo vedevo da sette anni e non mi è stato possibile incontrarlo neanche per l’ultima volta. Nicola Boscoletto (il presidente della cooperativa Giotto, ndr) e altri tre volontari sono venuti a trovarmi in carcere per farmi compagnia. Sono cose come questa che, nel tempo, mi stanno cambiando. Prima di iniziare a lavorare nella Giotto, nel 2002, ero pieno di cattive intenzioni. Ora non più».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;RAMADAN AL MEETING&lt;/b&gt; - Di Leva è uno degli otto carcerati che lavorano al Meeting come volontari, cui si aggiungono quattro ex detenuti che avevano partecipato all’edizione del 2008, quella della mostra «Vigilando redimere», e che anche una volta tornati in libertà non sono voluti mancare all’appuntamento riminese. Tra loro anche Youssef Smin, marocchino e musulmano praticante, che al Meeting sta osservando il Ramadan pur lavorando nello stand della ristorazione. «Quello che mi ha colpito, venendo per la prima volta al Meeting, è l’umanità delle persone che ho incontrato, non importa se di un’altra religione rispetto alla mia. Il Meeting è una realtà bellissima, un conto è sentirne parlare e un’altra vederlo: anche noi musulmani abbiamo provato a fare qualcosa del genere, ma non siamo mai riusciti a fare le cose così in grande». [... segue]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4519420621050160109?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Storia-della-Settimana/2010/8/26/LA-STORIA-Otto-ergastolani-tra-i-volontari-del-Meeting-per-mostrare-che-cambiare-e-possibile/108210/' title='Otto ergastolani tra i volontari del Meeting per mostrare che cambiare è possibile'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4519420621050160109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/otto-ergastolani-tra-i-volontari-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4519420621050160109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4519420621050160109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/otto-ergastolani-tra-i-volontari-del.html' title='Otto ergastolani tra i volontari del Meeting per mostrare che cambiare è possibile'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7388047029258059851</id><published>2010-09-01T15:42:00.003+02:00</published><updated>2010-09-07T14:53:24.559+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gravidanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aborto'/><title type='text'>Incinta, chiede aiuti al consultorio. La risposta: abortisca</title><content type='html'>Tutti sospettiamo che i consultori sono l'anticamera per l'aborto più che un aiuto alla donna in gravidanza, tant'è che non accettano neppure la prsenza dei volontari dei centri d'aiuto, e questo articolo di Alessia Guerrieri, pubblicato su Avvenire.it il 1 settembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teresa accarezza continuamente il suo pancione, come se dovesse ancora proteggere quel figlio che cresce da tre mesi nel suo ventre. «Ora che è qui dentro è al sicuro, ma quando nascerà sarà molto dura per noi». Sorride comunque, finalmente. Non ha più paura di affrontare la sua nuova vita da ragazza madre, «io non sono più sola, c’è lui con me – dice mentre indica quel miracolo che l’ecografia ha già scritto che sarà un "lui" –. Siamo in due, solo noi due». Un lui che chiamerà Francesco e nascerà a marzo: «Questo bambino è stato concepito in Umbria, la patria di Francesco d’Assisi, vorrei che portasse il suo nome». La luce della vita, Teresa l’ha riscoperta dopo settimane di vuoto e di confusione, attraversate di tanto in tanto anche dalla voglia di farla finita. «Come potevo pensare – ribatte – di far crescere un figlio da sola, senza lavoro, senza casa, senza un compagno e senza un soldo?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi trent’anni, due sorelle all’estero e una mamma che non sente da anni, un diploma da odontoiatra, per ora inutilizzato. Poi quel compagno che «pur dicendo di desiderare come me un bambino, se ne è tornato in Tunisia» con il suo bagaglio di bugie. E non ha più nessuna intenzione di venire in Italia. Teresa parla tenendo lo sguardo fisso a quel figlio che le sta dando il coraggio e la forza di affrontare mille difficoltà. Lei, cardiopatica e con una gravidanza a rischio, però, ha deciso di andare avanti. Eppure, sola e disperata, il 30 luglio stava per cancellare quella vita che tanto aveva sognato. «Io lo volevo, l’ho voluto fin dall’inizio – racconta – ma ero talmente confusa che avevo già avviato le pratiche per l’aborto. Mi sentivo un mostro, comunque, una donna indegna di vivere. Per fortuna non ho avuto la forza di presentarmi in ospedale quel giorno». Infine la decisione di rivolgersi ad un assistente sociale nel suo municipio a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Cercavo una parola di conforto, un posto dove stare, visto che dovevo lasciare il mio appartamento perché non potevo più permettermelo – confessa –, cercavo un aiuto ed invece...». I suoi occhioni neri si sono riempiti di lacrime quella mattina d’inizio agosto, quando le uniche parole di sostegno che ha avuto sono state quelle che mai nessuno si sarebbe immaginato. «Non possiamo fare molto per lei, non abbiamo grandi risorse. Ma non si rende conto che sarà difficile nella sua situazione crescere un bambino? Forse sarebbe il caso di pensare all’interruzione di gravidanza». L’assistente sociale non ha prospettato grandi alternative; in più le sue ferie sarebbero cominciate il giorno successivo e, quindi, pochi i tentativi da fare. Una telefonata dai servizi sociali effettivamente il giorno dopo è arrivata con una probabile sistemazione per soli due mesi e l’invito a risentirsi al rientro dalla vacanze.&lt;br /&gt;«Ho pregato molto il Signore quella notte, non sapevo cosa fare, pregavo per il mio bambino e per quelle mamme come me che nessuno sente gridare in silenzio. Mi sono sentita come se tenere il figlio che già amavo immensamente fosse il reato più grande che potessi fare». Teresa fa una pausa. Poi spiega dell’incontro con un vecchio amico vicentino e, grazie a lui, del contatto col Centro di aiuto per la vita della Capitale. «Lì ho trovato innanzitutto il conforto e l’ascolto di cui avevo bisogno, oltre ad un aiuto materiale – aggiunge –. Mi hanno sistemato in una casa-famiglia dove potrò stare anche dopo il parto. Sempre grazie a loro ho un ginecologo di un grande ospedale romano che mi segue gratuitamente e che conosce bene la mia patologia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tavolino di un bar, giocherellando con la cannuccia della sua acqua e limone, Teresa non nasconde la rabbia per quel «muro di insensibilità» che ha trovato, e continua a ricevere, proprio da chi invece dovrebbe aiutare. Per vivere ora, oltre ad un piccolo contributo del Cav, si arrangia come può, vendendo anche le sue originali lampade su internet. «Non voglio sentirmi una parassita dello Stato – dice lasciando per un attimo cadere gli occhi sulla lana che ha appena comprato per la copertina del suo Francesco –. Come è possibile in un Paese moderno e credente che i servizi sociali mi dicano di abortire, di dormire in alloggi di fortuna o addirittura di andar via dall’Italia per farmi aiutare delle mie sorelle all’estero?». Alle sue tante domande per adesso non trova risposta, ma ha un’unica certezza: quando Francesco nascerà vorrà impegnarsi perché nessun’altra donna viva ciò che ha passato lei. Tra qualche giorno sarà il suo compleanno, ma la vita le ha già riservato il regalo più grande.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7388047029258059851?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.avvenire.it/Cronaca/Chiede_aiuto_cosultorio_abortisca_201009010729472700000.htm' title='Incinta, chiede aiuti al consultorio. La risposta: abortisca'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7388047029258059851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/incinta-chiede-aiuti-al-consultorio-la.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7388047029258059851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7388047029258059851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/09/incinta-chiede-aiuti-al-consultorio-la.html' title='Incinta, chiede aiuti al consultorio. La risposta: abortisca'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-6350933168291716606</id><published>2010-01-09T20:42:00.003+01:00</published><updated>2010-09-07T14:49:15.414+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eutanasia'/><title type='text'>L’ipocrisia di chi combatte il suicidio ma promuove l’eutanasia</title><content type='html'>Non so cosa ne pensate e che effetto fa a voi sentire queste notizie, a me personalmente mettono una gran tristezza.&lt;br /&gt;Mi domando ma di quale libertà stiamo parlando? La parola "libertà" davvero vuole solo dire "faccio ciò che voglio", anche uccidermi è nel mio diritto? Ma allora cos'è il diritto? Dicono che è un insieme di norme che regola la società e la convivenza civile. Sì ma è una società malata e distorta quella che pensa di essere libera di uccidersi.&lt;br /&gt;Vi propongo una bella riflessione sull'argomento con un aricolo del neonatologo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Carlo Bellieni&lt;/span&gt; pubblicato su &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ilsussidiario.net&lt;/span&gt; di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia ancora chiacchieriamo di testamento biologico, mentre nel resto del mondo già si va a discutere su come normare il suicidio, la cui legittimità ormai sta diventando scontata e presto ce lo ritroveremo in casa (in Svizzera è lecito; si dirà: «forse vorrete obbligarci al turismo suicidario, e non lasciarcelo fare sotto casa nostra?»). Sorprendentemente però leggiamo un recente studio di un’equipe del New York State Psychiatric Institute, che spiega come tanti suicidi sono prevenibili con lo sport e l’attività sociale. Ma come: se ne interessano gli psichiatri, quando abbiamo ormai deciso che suicidarsi è un atto di autodeterminazione e libertà, e non un fatto patologico? E forse qualcuno osa ancora prevenire il suicidio, quando si è appena sancito (giornali e TV alla moda) che il suicidio è un diritto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già: suicidarsi comincia ad entrare nella mentalità come un nuovo diritto. Ci sarà chi obietterà che il suicidio diventa un diritto dopo che la richiesta è stata burocratizzata, approvata da una commissione di cui facciano parte psicologo, oncologo, geriatra, e magari anche il “ministro del culto” (scommetto che c’è chi ci ha pensato). Insomma, prima dicono che il suicidio è un fatto di autodeterminazione, poi ci ridicono invece che l’autodeterminazione in oggetto è accettabile o meno a seconda del volere di una commissione, quindi è un’autodeterminazione in libertà vigilata. Quando poi facciamo notare che la commissione potrebbe chiedere di cambiare le condizioni ambientali o curare la depressione invece di far morire la gente, ci rispondono che non dobbiamo interferire con le “libere scelte”; e così l’autodeterminazione rientra dalla finestra. Ma è davvero autodeterminazione se è una scelta solitaria? E da cosa dipende davvero il suicidio (sempre che a qualcuno interessi scoprirne e prevenirne le cause e non solo spalancarne i cancelli)? Troviamo ad esempio proprio in questi giorni sulla rivista Sleep un altro studio che ha misurato che la tendenza al suicidio peggiora con il diminuire delle ore di sonno negli adolescenti che vanno a letto senza orari, dopo ore e ore i TV o internet. Sarà allora colpa dell’insonnia? Permettete che dissentiamo se qualcuno commenta che togliersi la vita dipende dalle ore di sonno, mentre lo studio mostra secondo noi ben altro: i genitori non sono più in grado di dare regole ai figli, cioè di fare i genitori, non danno orari, non fanno compagnia, e i figli sono orfani più orfani di quelli che hanno i genitori morti; e non pensate che questo “orfanaggio” culturale non sia uno stimolo alla perdita di entusiasmo e amore alla vita?&lt;br /&gt;La cultura dominante cerca invano di prevenire il suicidio che lei stessa induce abbandonando i giovani a se stessi e abbandonando a solitarie decisioni le persone tristi; e l’induce anche permettendo che in TV vadano personaggi che banalizzano l’uso della marijuana, quando degli studi mostrano il rapporto tra uso di cannabis e ideazioni suicide, come per esempio la rivista Case Reports in Medicine del giugno 2009. Una società che venera l’autodeterminazione-solitudine, che sogghigna sulla tragedia di chi assume droga, presto farà arrestare chi fermerà un suicida, perché dirà che il vigile urbano o il passante o la moglie hanno privato il suicida della sua “libera scelta”; sarà la nuova moda senza fondamenta scientifiche, tragica come quella della chiusura dei manicomi fatta in nome dello slogan che la malattia mentale “non esiste” (e ora si fa tardiva marcia indietro sulla pelle di tanti che ne hanno sofferto); e così avverrà per l’apertura al suicidio sulla base dell’assioma che «ogni decisione sottoscritta da un notaio è per definizione libera»: ma è solo un nuovo slogan, una nuova violenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-6350933168291716606?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2010/1/9/SOCIETA-L-ipocrisia-di-chi-combatte-il-suicidio-ma-promuove-l-eutanasia/60234/' title='L’ipocrisia di chi combatte il suicidio ma promuove l’eutanasia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/6350933168291716606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/01/lipocrisia-di-chi-combatte-il-suicidio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6350933168291716606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6350933168291716606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/01/lipocrisia-di-chi-combatte-il-suicidio.html' title='L’ipocrisia di chi combatte il suicidio ma promuove l’eutanasia'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2637456621055625806</id><published>2010-01-07T10:15:00.003+01:00</published><updated>2010-01-07T10:28:01.012+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pubblicità'/><title type='text'>Dall’auto esce uno spot contro l’aborto</title><content type='html'>Finalmente uno spot che parte dal positivo, pensa al bene per tutti e non solo al commercio. Una pubblicità bella perché vera, complimenti ai creativi della Ford.&lt;br /&gt;Così lo descrive Renato Farina in un articolo apparso ieri su ilgiornale.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Improvvisamente la pubblicità dice la verità, ma una verità così potente che va contenuta nei limiti dell'accettabile. Ma non ci riesce, esplode lo stesso, e io la trovo bellissima. C'entra con la festa dei bambini quale è da sempre l'Epifania, che vuol dire «manifestazione» della verità di un bambino dinanzi al mondo. &lt;br /&gt;La Ford ha lanciato la campagna degli ecoincentivi per il 2010 per chi acquisti una sua vettura il cui punto forte è uno spot dove i protagonisti sono tre animali. Sono un orso, un elefante e un delfino. Ovvio il nesso: proteggi la natura usando auto pulite e l'ambiente diventa più accogliente non solo per l'animale uomo, ma per qualunque specie creata. Fin qui niente di particolarmente nuovo. La réclame va però più in là. Sono cuccioli. Ma cuccioli non ancora nati. Essi nuotano beati nelle acque materne. Sono già formati, si riconosce la piccola proboscide, il musetto. Sono azzurri come le cose belle dei nostri sogni, però sono reali anche se per vedere questi mammiferi ancora immersi nel liquido amniotico ci saranno volute telecamere grandi come una capocchia di spillo infilate sotto la pelliccia dell'orsa, dell'elefantessa e della delfina. Dunque il messaggio di protezione della natura, ma anche l'impulso a spendere denari, a mettere in moto l'economia è affidato a creature che devono nascere, che vogliono nascere, che è bello nascano. Creature che non vanno rigettate, non vanno sputate come rifiuti in un mondo schifoso, ma bisogna rispettare loro e il loro destino.&lt;br /&gt;Vogliamo dirlo: è la prima pubblicità contro l'aborto che si sia vista. Mostra come l'aborto sia non solo contro gli esserini che non nascono, ma anche contro le madri che vorrebbero il loro bene, contro il desiderio di vita, di moltiplicazione e protezione che è in noi. Insomma contro la natura e l'ambiente. &lt;br /&gt;Ho detto aborto. I creativi della pubblicità Ford però si sono accontentati della metafora, della analogia: i mammiferi, ma non quel tipo particolare di mammifero di nome uomo. Infatti se i tre protagonisti dello spot fossero stati tre bambini, magari di colori diversi, esso avrebbe diviso. Tutti infatti sono d'accordo che gli animali non vanno fatti abortire, ci sono campagne giustissime contro chi strappa gli agnellini persiani - i karakul - dal ventre di mamma pecora per farne pellicce di astrakan. Cito: «In un video diffuso da Human Society e girato nel 2000 in una fattoria in Uzbekistan (con 10.000 capi) si vede la pecora gravida tenuta a terra, le viene tagliata la gola e squartato il ventre per estrarre il feto». Orrore, non si fa. Né uccidere la madre e neanche il cucciolo. Anche il cucciolo d'uomo direi. È contro natura, contro gli ecoincentivi che sono dentro di noi. C'erano i verdi tedeschi - almeno una loro corrente - che negli anni '80 si dissero d'accordo con Ratzinger nella contrarietà all'aborto perché contro natura.&lt;br /&gt;Ogni tanto bisogna ricordare che questa tragedia continua. E che non va bene. La nostra legge, la 194, si chiama «Per la tutela della maternità», poi legalizza l'aborto. Si era detto, quando nel 2008 Giuliano Ferrara presentò la lista No all'aborto, che il Parlamento avrebbe fatto di tutto per spingere verso il sostegno della vita nascente e di chi ne era artefice (la donna). Invece l'aborto fa progressi inesorabili grazie alla Ru486, che rende pericolosa per la donna, ma facile e solitaria la distruzione di un certo tipo di mammifero, che andrebbe tutelato. Il cucciolo d'uomo.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che sarò criticato per questa espressione presa di peso da Kipling. Si dirà: bisogna dire feti, che sembrano un po' meno bambini e molto meno persone. Ma io stavo citando la pubblicità della Ford, che nel sito Internet ufficiale viene descritta così: «La campagna di lancio, che punta sullo slogan "Perché l'ambiente conta davvero", si intitola "Baby Animals" e ritrae tre cuccioli (un delfino, un orso e un elefante, nelle foto) che riposano nel grembo materno». Li chiamano «animali bambini» e «cuccioli nel grembo materno», non dicono «feti». Mi viene in mente che bisognerebbe imparare a trattare e chiamare il mammifero umano con la stessa delicatezza che la Ford ci insegna verso delfini, orsetti ed elefantini non ancora nati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2637456621055625806?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornale.it/interni/dallauto_esce_spot_contro_laborto/06-01-2010/articolo-id=411500-page=0-comments=1' title='Dall’auto esce uno spot contro l’aborto'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2637456621055625806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/01/dallauto-esce-uno-spot-contro-laborto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2637456621055625806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2637456621055625806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2010/01/dallauto-esce-uno-spot-contro-laborto.html' title='Dall’auto esce uno spot contro l’aborto'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-5126614332689225811</id><published>2009-12-23T14:19:00.006+01:00</published><updated>2010-09-07T14:47:36.820+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festività religiose'/><title type='text'>Il Natale scomodo di certi insegnanti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SzIbVAbtTSI/AAAAAAAAACw/Lq2fgyjAWEc/s1600-h/presepe-di-canosa-di-puglia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 302px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SzIbVAbtTSI/AAAAAAAAACw/Lq2fgyjAWEc/s400/presepe-di-canosa-di-puglia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418423349387545890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre aggiornare l’elenco dei nemici del (Santo) Natale e, per quanto paradossale ciò possa apparire, collocare al primo posto dell’immaginaria relativa graduatoria la libertà d’insegnamento, secondo la vulgata di uno sparuto gruppo di suoi maldestri titolari. Dice infatti la cronaca che, nella città di Cremona, un maestro, evidentemente insensibile agl’imperativi del risparmio energetico, ha tentato di sostituire le festa di Gesù Bambino con una non meglio precisata “Festa delle luci”, mentre a Cagliari due maestre, meno creative, ma altrettanto sensibili ai dettami del multiculturalismo, si sono limitate ad impedire alle scolaresche di partecipare ad una festa di Natale organizzata in collaborazione con altre scuole del quartiere nonché, par di capire, con alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale. L’intento dichiarato è stato, nei due casi, quello di non arrecare disagio agli alunni appartenenti ad altre religioni, e per legittimare la decisione si è invocato il principio della libertà d’insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In entrambe le circostanze, insieme agli alunni, ai docenti, agli organizzatori e all’incolpevole Gesù Bambino, assurgono al ruolo di protagonisti i due dirigenti scolastici, ma con stili diversi e quasi contrapposti. Quello padano, al corrente di quanto andava maturando in una classe del suo istituto, è prontamente intervenuto a vietare l’incongrua iniziativa; la dirigente cagliaritana, dopo avere confessato che niente sapeva della decisione presa dalle maestre, le ha giustificate, considerando la loro iniziativa come espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia didattica garantite dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ne avesse la voglia potrebbe trovare, nel guazzabuglio di norme che regolamentano la nostra scuola, e nelle prassi consolidate, argomenti a difesa di tutti e due i dirigenti oppure a condanna, con pari plausibilità, almeno sul piano formale. E questo non ci pare problema di poco conto, se consideriamo che dentro questo mondo scolastico dagli assetti funzionali così incerti e contraddittori vanno i nostri figli, ad apprendervi, tra le altre cose, l’educazione alla cittadinanza e al rispetto delle regole, che, come si sa, abbisognano di una cornice di principi e di criteri stabile e precisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è dato sapere se l’operato dei due dirigenti o quello di uno solo dei due (quale?), formerà oggetto di verifica ispettiva né quali ne saranno le risultanze, e nemmeno se l’operato dei docenti sarà anch’esso sottoposto ad analoga indagine. Nel frattempo, leggeremo sui giornali una dichiarazione del ministro più o meno indignata o perplessa e quelle, ovviamente bipartite, di due pedagogisti, i quali esprimeranno sui due casi giudizi di opposto tenore. E intanto qualcuno, volendo chiarire le cose, salirà in cattedra a spiegare che la questione rientra fra gli eventi resi possibili dal pluralismo delle società complesse, rinfocolando incertezze e confusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la confusione invade anche la didattica, quando tra i percorsi dell’educazione interculturale figura il divieto di partecipare ad un’esperienza capace di far conoscere aspetti significativi di una religione diversa dalla propria. Andava semmai favorita e organizzata, a completamento del percorso formativo, un’esperienza inversa tesa a far conoscere ai nativi la religione dei migranti. Si dice che la contraddizione sia la morte del filosofo, ma le cose non vanno meglio quando a contraddirsi è l’insegnante, giacché ne va di mezzo l’efficacia dell’azione educativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da chiedersi inoltre se, su un passaggio così importante come quello della censura nei riguardi della tradizione natalizia nostrana, profondamente radicata nella mente e nel cuore dei nostri bambini, si sia aperto il confronto, imprescindibile, con le famiglie degli alunni, anch’esse titolari di doveri e di diritti nel campo dell’educazione, e se la decisione delle maestre facesse riferimento a qualche documento interno avente per oggetto la programmazione educativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avevano tralasciato questi passaggi, qualcuno, il dirigente della scuola, doveva richiamarli e rammentarglielo, posto che la libertà d’insegnamento non è un privilegio concesso per sollevare i docenti dalla fatica del dialogo e del confronto all’interno della comunità scolastica, ma la condizione indispensabile per poter operare nel miglior modo possibile nell’esclusivo interesse dell’allievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Gabriele Uras, tratto da ilsussidiario.net, 23 dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-5126614332689225811?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2009/12/23/SCUOLA-Il-Natale-scomodo-di-certi-insegnanti/57653/' title='Il Natale scomodo di certi insegnanti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/5126614332689225811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/12/il-natale-sconodo-di-certi-insegnanti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/5126614332689225811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/5126614332689225811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/12/il-natale-sconodo-di-certi-insegnanti.html' title='Il Natale scomodo di certi insegnanti'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SzIbVAbtTSI/AAAAAAAAACw/Lq2fgyjAWEc/s72-c/presepe-di-canosa-di-puglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8056787947936649646</id><published>2009-09-27T19:52:00.005+02:00</published><updated>2009-09-27T20:05:56.289+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Famiglia'/><title type='text'>Chi sostiene la famiglia italiana?</title><content type='html'>Oggi c'è stata la 2^ festa regionale delle famiglie numerose della Regione Lazio, ho sentito alla televisione un'intervista ad una delle tante famiglie presenti che solo in questa regione sono ben ventimila. Sentire la loro mamma che si definiva manager della sua famiglia e soprattutto vedere la gioia che sprizzava dagli occhi di ognuno dei sette figli della coppia, mi ha riempito il cuore di felicità.&lt;br /&gt;E poi dicono che nessuno vuole più fare figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WELFARE/ La cattolica Italia vada a lezione da Francia e Germania&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Giorgio Vittadini&lt;br /&gt;tratto da [ilsussidiario.net] 24 settembre 2009&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In Francia, una politica economica fortemente orientata al sostegno delle famiglie impegnate nell'aiuto ad anziani e disabili, e nella crescita ed educazione dei minori, ha fatto sì che, anche nell’ultimo periodo di crisi, i consumi interni d’oltralpe non siano mai diminuiti. Per contro, non si può negare lo scarso peso che la famiglia ha nelle politiche economiche italiane di tutti gli schieramenti, al di là delle affermazioni di principio. In un suo recente lavoro, il professor Luigi Campiglio ha mostrato come la famiglia è un soggetto sociale, e anche economico, dove sono tenuti presenti equità ed efficienza. La famiglia è fattore di equità perché è un naturale ammortizzatore sociale capace di difendere e ridare forza alle cosiddette fasce deboli: i giovani in cerca di prima occupazione, gli anziani, i disabili, gli inabili, i disoccupati. Che nel nostro Paese la crisi non abbia raggiunto livelli apocalittici dipende anche dal fatto che esiste questo legame naturale dato dalla famiglia, che non è, come spesso si ritiene, un soggetto autoreferenziale, ma un insieme di persone che, esprimendo lo loro specifica personalità concorrono al bene di tutti, fulcro di ulteriori legami associativi, sociali, economici, religiosi. La famiglia è però anche fattore di efficienza perché forma, educa e finanzia continuamente il nuovo “capitale umano” fondamentale per lo sviluppo. C'è un altro aspetto, sottolineato da Campiglio, trascurato dal dibattito pubblico: una politica per la famiglia è fattore fondamentale anche per lo sviluppo di breve periodo. Nel nostro Paese, anche nel periodo pre-crisi 2000-2007, a fronte di un forte incremento delle esportazioni, il consumo interno ha sempre ristagnato costituendo la vera palla al piede dell’economia italiana. Non è strano se si tiene conto che, anche quando l’economia “tirava” mantenendosi competitiva a livello internazionale, le imprese italiane facevano fatica a tradurre in incrementi di salari e stipendi i risultati ottenuti. Vi sono certo molteplici ragioni da approfondire alla base di queste carenze, tra cui non può certamente mancare l’enorme pressione fiscale che, sotto le più diverse forme va a colpire in modo indiscriminato tutte le imprese, anche quelle che investono, occupano, esportano. In ogni caso, la conseguenza è che le famiglie più povere spendono il loro reddito quasi esclusivamente in consumi alimentari e abitativi. Mentre si devono trovare risposte di politica economica a riguardo di questo problema, non si può non ricordare che vi sarebbero strade alternative come quella francese. Chi non si riconoscesse nel sistema francese potrebbe fare riferimento al sistema tedesco dove questa essenzialità delle famiglie allo sviluppo è, pur con modalità differenti, sancita costituzionalmente e finanziariamente supportata con esiti positivi sulla stabilità e sullo sviluppo economico. È strano che in un Paese tradizionalmente cattolico e per decenni governato da un partito di ispirazione cattolica, la famiglia venga dimenticata nel suo valore economico. È uno degli esiti deleteri di una minorità culturale: chissà che nella Seconda Repubblica, finora avara di novità normative nel welfare, si riesca, per il bene di tutti, ad intraprendere la strada di un'evoluzione culturale, economica, sociale e politica in favore della famiglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8056787947936649646?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=38777' title='Chi sostiene la famiglia italiana?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8056787947936649646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/09/chi-sostiene-la-famiglia-italiana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8056787947936649646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8056787947936649646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/09/chi-sostiene-la-famiglia-italiana.html' title='Chi sostiene la famiglia italiana?'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2049584879403330979</id><published>2009-09-11T11:36:00.000+02:00</published><updated>2009-09-11T11:38:57.365+02:00</updated><title type='text'>Adesso il mio incubo si chiama Ru486</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Da sempre favorevole all’aborto, oggi Mara racconta il suo dramma. «Perché è ora che si indaghi su quello che succede negli ospedali»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Benedetta Frigerio, tratto da [Tempi.it] 8 settembre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; «Me l’hanno dipinta come una pillola magica come per non lasciarmi alternative, così l’ho presa. Dopo cinque minuti mi hanno mandato a casa e li è iniziato il calvario». Mara (il nome è di fantasia) ha abortito utilizzando la pillola Ru486 due anni fa, quando ne aveva 26. Oggi che di aborto farmacologico si è ricominciato a parlare, dopo che l’Agenzia italiana per il farmaco ha approvato la commercializzazione della pillola, Mara scopre che quello che le è capitato non è un caso, che altre donne hanno sofferto come lei e che nel mondo si contano 29 decessi seguiti all’assunzione della pillola. «Perché nessuno ne parla? Perché dicono di agire per il bene delle donne e ti spiegano che sentirai solo dei dolorini? Forse qualcuno ci guadagna qualcosa?», si chiede oggi questa donna che si dice a favore della libera scelta delle donne in tema di aborto. Quasi avida di sapere tutto ciò che riguarda il “farmaco incubo” (così lo hanno chiamato in Cina dopo averlo ritirato dal mercato perché troppo pericoloso), Mara accetta di raccontare la sua storia a Tempi perché «spero che si faccia un’indagine su quello che fanno negli ospedali». «Per abortire mi sono rivolta al Centro salute donna di Piacenza, lì lavora la dottoressa che mi ha proposto la Ru486. Durante il colloquio la possibilità dell’aborto chirurgico è stata appena accennata. Il medico diceva che era un metodo invasivo e che si corrono seri rischi d’infezione, mentre con la pillola sarebbe stato tutto più semplice e sicuro, al massimo avrei sentito dei fastidi». Che le cose non stavano proprio così Mara avrebbe dovuto scoprirlo sulla sua pelle.&lt;br /&gt;Prima della decisione dell’Aifa del 30 luglio scorso le diverse sperimentazioni della pillola (tra cui quella dell’ospedale di Torino guidata dal ginecologo radicale Silvio Viale) furono sostituite da una pratica che di fatto aggirava il divieto di vendita e prevedeva l’acquisto dall’estero della pillola in via nominale per ogni paziente. Un procedimento applicabile per certi medicinali non ancora in commercio in Italia ma approvati dall’Ente europeo per il controllo sui farmaci. «Non capivo, ma mi sono fidata com’è normale. Precisavano che la pillola sarebbe arrivata dalla Francia e continuavano a ripetermi che sarebbe stata tutta per me. Mi dicevano: “Guarda, la confezione che compriamo è da tre pillole, ma è solo tua, ne usiamo una e le altre due le buttiamo”. Su questo dettaglio insistevano, come a sottolineare che a loro quelle pasticche costavano ma lo facevano per me». A distanza di tempo Mara ricorda stranezze a cui sul momento non diede peso. «C’era qualcosa di strano: la pillola non l’ho ingoiata in ospedale ma nel Centro salute donna. Due giorni dopo sono tornata per prendere altre medicine. La dottoressa mi aspettava al Centro per accompagnarmi lei in ospedale. Mi fece passare dal retro come per non dare nell’occhio e appena arrivata mi mandò a firmare un foglio, così, diceva “risulti ricoverata in day hospital ma in realtà torni a casa”. Subito dopo mi hanno somministrato il secondo farmaco, stavolta per via vaginale. Erano delle pastigliette».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Da sola non ce l’avrei fatta»&lt;br /&gt;Il farmaco in pastiglie che in questi casi viene somministrato per via vaginale è il Cytotec. Un tempo usato nei casi di ulcera e in grado di provocare contrazioni, oggi è sconsigliato dalle autorità sanitarie mondiali come farmaco abortivo per via dei gravi effetti collaterali. Anche questo dettaglio Mara lo apprende soltanto ora. «La parte peggiore è stata quando sono uscita: non appena salita in macchina ho incominciato a sentire delle fitte insopportabili, mi sentivo venir meno e penso sempre che se fossi stata sola forse non sarei qui, probabilmente mi sarebbe capitato un incidente. Fortunatamente c’era il mio ragazzo. Altrimenti come avrei fatto a salire le scale su cui sono svenuta? Chi mi avrebbe accudito quando sono entrata in casa vomitando per ore con sbalzi ormonali pazzeschi, sensazioni di freddo e caldo continue e tachicardie ripetute, mentre la violenza delle contrazioni mi piegava in due? E i giorni seguenti quando sono dovuta rimanere a letto come avrei fatto ad andare in bagno o anche solo a mangiare?».&lt;br /&gt;Spaventata, Mara pensa che qualcosa sia andato storto o di avere avuto una reazione allergica. «Chiamai la dottoressa che mi disse di tornare in ospedale solo nel caso di perdite emorragiche prolungate. Ho scoperto dopo che teoricamente dovevano farmi degli esami perché non tutti riescono a tollerare la pillola, ma a me di esami non ne hanno fatti». In effetti la procedura prevede di verificare l’assenza di ipertensione, aritmia, asma e allergia alle due pillole. In realtà i disagi subiti da Mara rientrano perfettamente negli effetti collaterali provocati dalla pillola.&lt;br /&gt;Un caso simile viene raccontato a Tempi da Graziella, cofondatrice e volontaria del Centro d’aiuto alla vita di Trento. «Due anni fa – spiega – una donna rumena venne qui e ci disse che voleva abortire perché era in Italia da sola e non sarebbe riuscita a prendersi cura di quel figlio. Noi le spiegammo che l’avremmo sostenuta sia economicamente sia fisicamente, ma in lei vinse il sospetto che dietro quella gratuità si nascondesse qualche interesse e decise di interrompere la gravidanza. Andò all’ospedale Santa Chiara dove le proposero la Ru486 come il metodo più innocuo». La voce di Graziella si fa più acuta, a tratti rotta: «Quando la richiamai mi raccontò che era spaventata per le perdite continue. Le dissi di tornare in ospedale. Andò avanti così per giorni ripetendomi continuamente “sto da cani, sto da cani”. Poi, dopo qualche giorno, è scomparsa e non so cosa le sia successo. Mi viene una rabbia che non so frenare quando penso a come trattano queste donne», conclude Graziella. La rabbia sale anche a Mara che non capisce «come mai queste cose non siano rese pubbliche e nemmeno quale sia l’interesse a tenerle nascoste, quando sarebbe semplicissimo fare dei controlli per sapere cosa è successo alle tante che hanno abortito con quel farmaco».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo il dolore fisico&lt;br /&gt;Anche sul web non è facile trovare le storie di chi ha sofferto per la somministrazione della Ru486 in Italia. A Mara mostriamo un articolo apparso su La Repubblica di Firenze il 28 febbraio del 2008, che non è facile trovare in rete. Mara lo legge con attenzione, velocemente, mostrando di nuovo quella voracità di conoscere la storia di altre donne che hanno abortito come lei. L’articolo racconta di una ragazza che ha usato la Ru486, anche a lei è stato somministrato il Cytotec. «Con quel farmaco – dice la ragazza a Repubblica – ti rendi conto di tutto. È dura, capisci quello che fai e lo fai con le tue gambe. Sono state quelle settantadue ore il momento più difficile, ti resta addosso qualcosa. In quei giorni hai sentito suonare un campanello d’allarme, che ti ha messo in guardia perché stavi impedendo all’organismo di concludere una cosa che avevi iniziato».&lt;br /&gt;C’è una parte molto peggiore del dolore fisico, ammette Mara. «C’è qualcosa di peggio. È stato quando sono andata in bagno per una semplice pipì, lì ho espulso tutto e ho visto il feto». Mara sgrana gli occhi, aprendo le mani come se avesse tra le dita un gomitolo. «Era grande così e non me lo dimenticherò mai». «Ci pensa spesso?», le domandiamo. «Sempre. Soprattutto al momento in cui ho visto il feto. Lì sei veramente sola anche se c’è qualcuno che ti sta a fianco, perché sei tu che hai dentro un figlio e sei tu che sei stata felice in quei mesi in cui te lo sentivi dentro». «Noi donne – è convinta Mara – siamo fatte anche fisicamente per la maternità, il nostro organismo sta bene quando ospita, e quando abortisci e induci le contrazioni gli fai fare qualcosa che è contro la sua natura. Ti tiri via una parte di te e ti senti svuotata. E sono convinta che con la violenza dell’aborto farmacologico lo senti anche di più».&lt;br /&gt;Dev’essere per questo che la ragazzina di Empoli che un anno fa ha abortito con la Ru486 non vuole parlare con Tempi e la sua mamma che si era aperta alle volontarie del Cav della città ha poi deciso di tacere: non se la sentiva più di ripercorrere un’esperienza così dolorosa. «Credo che sia così», risponde Mara risollevando lo sguardo. «Non si parla tranquillamente di una cosa del genere, anche la mia storia la conosce appena il mio ragazzo». Mara ha deciso di parlare con Tempi, sapendo che non sarebbe stato facile rivivere quell’«esperienza che ti porti addosso per sempre, perché spero davvero che la mia storia serva a far sapere la verità su questa pillola». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi sempre su Tempi gli articoli:&lt;br /&gt;Firmi qui e vada pure a casa ad abortire&lt;br /&gt;Ru486, verso l'indagine parlamentare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2049584879403330979?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/interni/007538-adesso-il-mio-incubo-si-chiama-ru486' title='Adesso il mio incubo si chiama Ru486'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2049584879403330979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/09/adesso-il-mio-incubo-si-chiama-ru486.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2049584879403330979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2049584879403330979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/09/adesso-il-mio-incubo-si-chiama-ru486.html' title='Adesso il mio incubo si chiama Ru486'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4166366311927947933</id><published>2009-08-13T17:12:00.002+02:00</published><updated>2009-08-13T17:23:43.334+02:00</updated><title type='text'>Il viaggio più bello è per casa</title><content type='html'>Puoi girare il mondo e vedere paesaggi stupendi, salire in cima al più alto grattacielo di New York e sentirti in capo al mondo, arrivare fino a terre quasi sconosciute e scoprire che ciò che ti manca è casa tua.&lt;br /&gt;Sì per quanto l'uomo girovaghi cerca sempre la casa in cui tornare e posare il capo tra gli affetti dei suoi cari. &lt;br /&gt;Molto bella questa immagine della Corradi che di ritorno dal Canada in aereo brama di scorgere le cascine lombarde e i campanili di Gallarate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Marina Corradi, tratto da [Tempi.it]5 agosto 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mesi fa, in Canada, l’idea che tra i figli e me ci fosse di mezzo l’oceano mi metteva la vertigine. Ma al ritorno, al ritorno è stato bello salire a bordo, assopirsi e pensare che ogni minuto ero di qualche chilometro più vicina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Da ragazza, mi piaceva più di tutto partire. Non importava per dove, ma meglio era se si andava lontano, in posti sconosciuti e diversi dall’Italia. Partire mi piace ancora, anche se, con gli anni, qualcosa mi lega sempre alle facce, alle voci e ai rumori di casa. E quindi ogni volta che vado via per lavoro mi accorgo che ciò che aspetto di più in fondo è il viaggio di ritorno. Il viaggio più bello è per casa.&lt;br /&gt;E tanto più se sono stata via a lungo, e se sono andata lontano. Mesi fa, in Canada, l’idea che tra i figli e me ci fosse di mezzo l’oceano mi metteva la vertigine. Cercavo di non pensarci nel volo di andata, mentre il Boeing faceva prua verso ovest, e inesorabilmente andava incontro alla luce del giorno. Ma al ritorno, al ritorno invece è stato bello salire a bordo, assopirsi e pensare a quell’immenso mare di sotto, e a quanto veloce e sicuro il grosso aereo lo attraversava, e che ogni minuto ero di qualche chilometro più vicina a casa.&lt;br /&gt;E poi, nel confuso chiarore dell’alba, bello ritrovare la distesa generosa dei campi attorno a Malpensa, e le cascine lombarde dalle corti ampie e quadrate. E distanze, fra un paesino e l’altro, piccole, da fare in bicicletta – non come in Canada, dove il treno correva per un’ora senza che potessi scorgere una fattoria, e dopo un po’ prendeva una inquietudine, quasi una sottile paura: nell’eco del fischio del locomotore che si perdeva in quella ampiezza infinita. Invece dal cielo sopra a Gallarate contemplavo i piccoli borghi di case ammassate attorno a un campanile, soddisfatta: questo è un posto per vivere, mi dicevo, gli uomini hanno bisogno di campanili, e di vicini. E anche il verde dei boschi mi pareva poi – allo sguardo affettuoso con cui lo contemplavo dal finestrino – diverso da quello sterminato del Quebec, inconfondibilmente familiare nei filari di betulle chiare e mansuete.&lt;br /&gt;Il viaggio più bello è per casa. Quando l’aereo scende verso Linate e cerchi e trovi con gli occhi il binario largo dell’Autosole, e la barriera del casello. O, se torni di notte, il palpitare delle luci giallastre dei fanali delle strade, prima rade, poi sempre più fitte, finché sopra Milano il cielo è di un fosco rossiccio. E laggiù, in mezzo a questo mare metropolitano, una luce è quella di casa tua. Il suono metallico del carrello, l’aereo che docile si inclina verso terra, scende, scende, ecco le luci violette della pista. Stonf, il tonfo sordo delle ruote sull’asfalto, terra, sei tornata. Il piacere di sentire di nuovo parlare italiano. E l’odore di caffè del bar, e l’accento milanese del taxista che domanda: dove andiamo?&lt;br /&gt;Lasciarsi andare sul sedile, mentre dici l’indirizzo, e abbassi il finestrino. Respirare a fondo: deve aver piovuto da poco, c’è odore di pioggia a Milano, ed è diverso dalla pioggia a Montreal, o a Strasburgo. Accarezzare dentro la tasca le chiavi: un quarto d’ora ancora. E intanto passi in rassegna vie e piazze ben note, ognuna delle quali ti ricorda qualcosa: tutto è rimasto uguale. La tua edicola, le finestre al secondo piano illuminate. Eccoci. Finalmente. Dove c’è chi ti aspetta. Il viaggio più bello è per casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4166366311927947933?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/rubriche/007438-il-viaggio-pi-bello-casa' title='Il viaggio più bello è per casa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4166366311927947933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/08/il-viaggio-piu-bello-e-per-casa.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4166366311927947933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4166366311927947933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/08/il-viaggio-piu-bello-e-per-casa.html' title='Il viaggio più bello è per casa'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-2937466699257276231</id><published>2009-07-08T15:52:00.002+02:00</published><updated>2009-07-08T15:58:13.815+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santo Padre'/><title type='text'>Il G8 del Papa</title><content type='html'>Papa Benedetto XVI ha scritto a Silvio Berlusconi, presidente del vertice del G8 in qualità di leader del Paese ospitante, perché attraverso di lui il messaggio giunga ai grandi della terra, riuniti da mercoledì a L’Aquila per un summit che ha già assunto un rilievo simbolico straordinario. È il G8 che deve provare a dare risposte alla grande crisi, vincendo la debolezza cronica della politica nei confronti di un mercato ammalato ma che pretende in modo presuntuoso di bastare a se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lettera, particolarmente accorata e drammatica, come già accaduto in passato prova a dare un contributo per l’agenda delle priorità. Le priorità del bene comune, di tutti e di ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive il Papa che le “sfide della crisi economico-finanziaria in corso” ma anche “i dati preoccupanti del fenomeno dei cambiamenti climatici” rendono necessario e urgente “un saggio discernimento e nuove progettualità per convertire il modello di sviluppo”, rendendolo capace “di promuovere, in maniera efficace, uno sviluppo umano integrale, ispirato ai valori della solidarietà umana e della carità nella verità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verrebbe da pensare a un testo fortemente critico nei confronti del modello di sviluppo occidentale.  Ma la chiave del suo ragionamento non è certamente di stampo anticapitalista né segnata da un’avversione ideologica al mercato. Meno che mai si espone ai rischi della pericolosa deriva (annusata con soddisfazione anche da una parte del mondo cattolico) verso l’utopia della decrescita. Su questo punto, a scanso di ogni equivoco, il Papa rimanda esplicitamente alla sua prima Enciclica sociale (la Caritas in veritate), la cui presentazione ufficiale avverrà proprio (e forse non casualmente) oggi, alla vigilia del vertice abruzzese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo le anticipazioni ormai in circolo da qualche giorno, emerge in essa una visione armonica della realtà economica, in cui al centro non ci sono le regole (sempre più difficilmente garantite dagli Stati o dalle organizzazioni internazionali) o i meccanismi astratti (la mitica “mano invisibile” di un mercato presunto autosufficiente), ma l’uomo con le sue esigenze costitutive, i suoi desideri di bene, di felicità, di giustizia. Il mercato, scrive Benedetto XVI nella sua terza Enciclica, “è l’istituzione economica che permette l’incontro tra le persone […] per soddisfare i loro bisogni e desideri”. Ma per sua natura (perché così è la natura dell’uomo e di tutto ciò che costruisce) “non è in grado di produrre da sé ciò che va oltre le sue possibilità. Esso deve attingere energie morali da altri soggetti, che sono capaci di generarle”. Il mercato insomma ha bisogno di essere immerso in una realtà sociale più ampia, che lo rifornisca di fiducia, gratuità, giustizia. Altrimenti, sono guai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analizzata attraverso queste pagine di adamantina ragionevolezza, la lettera ai grandi della terra assume allora un significato ancora più stringente. Per arrestare la crisi, per provare a vincere la povertà e la miseria, non servono i grandi progetti astratti, le politiche calate dall’alto, il paternalismo dello Stato assistenziale. E non basta nemmeno lasciar andare il mercato a briglia ancora più sciolta. Al contrario, serve un investimento deciso sulla “risorsa umana”, principale soluzione alla crisi che ci investe. E come si fa a investire sulle persone, sul capitale umano? Passando attraverso l’educazione, la sussidiarietà e il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una proposta essenziale, quella del Papa, in cui gli Stati e le organizzazioni internazionali sono chiamati a sostenere, non a sostituire, gli sforzi profusi innanzitutto dalla Chiesa e dalle altre confessioni religiose, direttamente o attraverso le rete delle organizzazioni non governative presenti in ogni angolo del globo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la vera sfida che la politica è chiamata a raccogliere. Al di là di un’antistorica distinzione tra un mercato irrimediabilmente perverso e uno Stato naturalmente portatore esclusivo di un principio di giustizia, e oltre ogni pretesa (o speranza) di una governance globale che sembra sempre più assomigliare ad una chimera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Luca Pesenti tratto da [ilsussidiario.net] 7 luglio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-2937466699257276231?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=29820' title='Il G8 del Papa'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/2937466699257276231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/07/il-g8-del-papa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2937466699257276231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/2937466699257276231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/07/il-g8-del-papa.html' title='Il G8 del Papa'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-6249775430736976371</id><published>2009-07-04T18:32:00.002+02:00</published><updated>2009-07-04T19:11:39.296+02:00</updated><title type='text'>Chesterton beato?</title><content type='html'>Pochi non conoscono lo scrittore Gilbert Keith Chesterton, giornalista, poeta e scrittore londinese.  Anglicano, a 48 anni si convertì al cattolicesimo grazie all'amicizia con un sacerdote irlandese, padre John O'Connor, a lui Chesterton si ispirò per dar vita al personaggio principale di molti suoi libri da cui nacque in seguito anche ad una lunga serie di film: &lt;i&gt;padre Brown&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ma pochi sanno che grazie a lui molte altre persone si sono convertite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sua celebre frase ben si adatta al gossip politico imperante di questi tempi: &lt;blockquote&gt;Se c'è qualcosa di peggio dell'odierno indebolirsi dei grandi principi morali, è l'odierno irrigidirsi dei piccoli principi morali.&lt;/blockquote&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio oggi in Gran Bretagna si parla di lui e della sua santità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cesterton beato?&lt;/b&gt;&lt;/br&gt;&lt;br /&gt;di Lorenzo Fazzini tratto da [&lt;a href="http://www.avvenire.it" target=_blank&gt;Avvenire&lt;/a&gt;] 3 luglio 2009&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà se dovremo chiamarlo S. GKC. Se con le ultime tre lettere viene abbreviato il suo appellativo, quella «S.» potrebbe stare per «San». E in questo modo la verve polemica e la scrittura folgorante di Gilbert Keith Chesterton arriverebbero direttamente sugli altari di Santa Romana Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo aspira l’incontro promosso domani, sabato 4 luglio, dalla società letteraria a lui dedicata in Gran Bretagna: verificare se quell’indicazione di «&lt;i&gt;persona santa&lt;/i&gt;» che il cardinale Emmett Carter gli assegnò post-mortem possa valere del tutto. «La santità di G.K.Chesterton» è il titolo del convegno che si terrà nella cappellania cattolica della Oxford University a St. Aldate’s. I relatori sono di massimo prestigio nel campo degli studi chestertoniani: ad aprire i lavori sarà il presidente della Chesterton Society inglese, William Oddie, che parlerà su «Fede, speranza e carità: le virtù fondamentali di Chesterton», con riferimento alla pratica «eroica» delle virtù che la Chiesa domanda come requisito per aprire una causa. A seguire Sheridan Gilley analizzerà la «santità di GKC come giornalista», mentre padre Ian Kerr si concentrerà sulla relazione tra «humour e santità» nell’inventore di padre Brown. Il pomeriggio vedrà il domenicano Aidan Nichols indagare sulla possibile dimensione di «padre della Chiesa» del romanziere britannico. Già papa Pio IX, alla sua morte, inviò un telegramma alla famiglia ricordando Chesterton come «grande difensore della fede cattolica». Affermazione che fa dire a Oddie: «Questo suona quasi come una sorta di informale dichiarazione che Chesterton è stato un Dottore della Chiesa». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è anche chi non pensa di vedere l’autore di Ortodossia come beato: il giornalista inglese A.N. Wilson (che di recente sulla rivista progressista New Statesmen ha dichiarato di essersi convertito al cattolicesimo) considera «assurda e bizzarra» tale possibilità. Ma i «chestertoniani» di ferro scaldano i motori in vista dell’assise di Oxford: «Penso ci sia una grande evidenza della santità di Chesterton: le testimonianze sul suo conto parlano di una persona di grande bontà e umiltà, un uomo senza nemici», spiega ad Avvenire Dale Ahlquist, presidente dell’American Chesterton Society con sede a Minneapolis. «La sua grandezza sta anche nel fatto che presentava una prospettiva cristiana ad un uditorio laico. I suoi libri (Ortodossia, San Francesco d’Assisi o San Tommaso d’Aquino per citarne alcuni) sono brillanti presentazioni della fede cristiana». Ahlquist punta anche sulla conoscenza che l’attuale pontefice ha del narratore inglese: «Benedetto XVI ha letto e citato Chesterton. La gente sta iniziando a capire che la sua analisi profetica sul nostro tempo è notevole». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso Oddie, dalle colonne di The Catholic Herald, giornale cattolico britannico, racconta un aneddoto significativo: «L’anno scorso, all’annuale conferenza dell’American Chesterton Society, mi è stato chiesto a che punto fosse la causa di beatificazione di Chesterton. Dissi che non c’era nessuna causa. L’uditorio reagì con incredulità. Io replicai che per aprire un iter di beatificazione ci deve essere un’evidente fama di santità. Un uomo si alzò e, indicando i 500 presenti, disse: perché pensa che siamo qui?». Tra gli ammiratori di GKC ve ne sono alcuni, poi, che proprio grazie a questo convertito hanno (ri)scoperto la fede. Joseph Pearce, docente di letteratura all’Ave Maria University in Florida e autore di diversi saggi sui «convertiti letterari» (C.S. Lewis, J. H. Newman, J.R. Tolkien e altri), è uno di questi: «incontrò» GKC in una prigione inglese, incarcerato in quanto xenofobo. E la razionalità spirituale del suo argomentare lo convinse a diventare cattolico. «Chesterton è all’origine anche della mia conversione», conferma Alhquist. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quali sono gli elementi della personalità di GKC che lo potrebbero condurre agli onori dell’altare? Nel suo saggio su The Catholic Herald Oddie ne indica alcuni. Anzitutto, l’adesione completa a Dio, concretizzatosi con la conversione al cattolicesimo nel 1922: «C’è un momento, nella vita di molti santi, in cui la crisi personale viene seguita da un incontro personale con Dio che causa un cambiamento completo». Poi, il senso di pentimento: Oddie svela un verso inedito di Chesterton, trovato mentre preparava il suo libro Chesterton and the Romance of Orthodoxy: «C’è un segreto per la vita/il segreto di una constante espiazione». Poi, la costante ricerca di Dio dell’autore di L’uomo che fu Giovedì. Ascoltiamo le parole ­inedite - dell’interessato, da un poema intitolato The walk : «Hai mai saputo cosa è camminare/lungo una strada dentro un certo pensiero/in cui tu potresti immaginare di poter incontrare Dio ad ogni punto del cammino?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ricerca quasi mistica, come testimoniò un suo amico, Rann Kennedy, al biografo Maisie Ward: «Gilbert era sempre impegnato con un mondo 'altro'. Per spiegare chi era dobbiamo ricorrere alla categoria degli eremiti. Era innocente, semplice, profondamente umile. Gioiva di una perpetua eucaristia del desiderio». Rimarca ancora Oddie, riferendosi ai mitici scontri di Chesterton con intellettuali atei come H.G. Wells e George Bernard Shaw: «Odiava l’eresia, ma aveva una straordinaria capacità di amare l’eretico». E l’amico scrittore Hilaire Belloc diceva: «Non solo capiva le qualità dei suoi oppositori, ma anche le ammirava. Per questo è stato universalmente amato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-6249775430736976371?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.avvenire.it/Cultura/Chesterton+beato_200907030800002930000.htm' title='Chesterton beato?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/6249775430736976371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/07/chesterton-beato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6249775430736976371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6249775430736976371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/07/chesterton-beato.html' title='Chesterton beato?'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7705868044087462206</id><published>2009-06-17T17:46:00.005+02:00</published><updated>2009-06-17T18:01:40.270+02:00</updated><title type='text'>Fecondazione</title><content type='html'>Un tempo lo slogan era "l'utero è mio e lo gestisco io", ora si potrebbe dire "il figlio è mio e deve essere come lo voglio io: su misura". Recentemente in Svezia è stato concesso ad una madre di abortire una bimba solo perché voleva un maschio, ora in Irlanda a causa di un errore nella fecondazione assistita nasce un bimbo dalla pelle scura e i genitori sono bianchi. Dicono che non c'è limite al peggio, dove arriveremo con questa pretesa del figlio su misura?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il bambino di colore e la discriminazione del “clinicamente corretto” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Carlo Bellieni (neonatologo) tratto da [ilsussidiario.net] 17.6.2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In Irlanda una coppia ha concepito in vitro un bimbo, ma per errore l’ospedale avrebbe usato spermatozoi di un donatore africano, determinando la nascita di un bimbo dalla pelle scura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di cronaca dello scambio di spermatozoi in una fecondazione in vitro non è nuovo e sarebbe preoccupante etichettarlo come l’ennesima prova dei limiti della fecondazione in vitro, perché sarebbe considerare “un fallimento” aver avuto un figlio di colore: sarebbe stato un fallimento clinico se la coppia avesse usato il proprio seme e questo fosse stato scambiato con quello di un estraneo, ma qui già si sapeva che il seme non era del padre. Quindi qui l’unico “nocumento” è il colore della pelle, e ci rifiutiamo di pensarlo come tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ci preoccupa allora è che qualcuno si inalberi perché la “richiesta su misura” non sia riuscita. Quello che colpisce è infatti la reazione: si voleva il figlio uguale a sé e ora si è persi, disorientati. Il padre dice che l’errore ha fatto nascere un figlio con la pelle scura che soffrirà perché sarà trattato in maniera discriminatoria dagli altri bambini. Ma ci riesce difficile credere che in Europa oggi qualcuno venga bullizzato per il colore della pelle. In Italia non accade e se accade chi ci prova viene giustamente punito. Nel civile Regno Unito le cose starebbero peggio che da noi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro segnale di disorientamento è sentir dire che «alla madre viene chiesto se ha avuto una relazione con un altro uomo, mentre il padre teme che quando dirà la verità al bambino questi la rifiuterà». Ma oggi è normale vedere coppie con figli di etnia diversa per le possibilità adottive; e non c’è angoscia nello spiegare al figlio – vedi gli adottati – che i suoi genitori non sono precisamente il suo papà e mamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque il segnale di disorientamento dei genitori al non veder corrisposte le proprie aspettative emerge chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo il caso è solo la storia di un bambino “speciale” e dei problemi di suo padre che lo voleva diverso. In realtà dire “solo” è riduttivo: è un film già visto: quanti padri hanno avuto figli “speciali” e quanti sono rimasti delusi… ma pensavamo che avere un figlio “diverso” e viverlo come una delusione fosse un film del secolo scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, il problema della fecondazione in vitro fa emergere un problema ben più grave: il figlio su misura: si sceglie il sesso, l’incarnato e si eliminano senza ripensamenti quelli che non ci sono venuti bene! O si denuncia. Ma cosa c’è di strano, dato che questo è il criterio con cui, in maniera “meno sottile” si eliminano i figli non voluti o venuti “male” dopo una ricerca al setaccio (screening) prenatale, mentre ormai stanno crescendo nell’utero di mamma? La fecondazione in vitro è solo un segno: il problema vero è più sotto".&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7705868044087462206?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=26420' title='Fecondazione'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7705868044087462206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/06/fecondazione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7705868044087462206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7705868044087462206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/06/fecondazione.html' title='Fecondazione'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7740900149852558697</id><published>2009-05-28T10:31:00.005+02:00</published><updated>2010-09-07T14:46:48.823+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amicizia'/><title type='text'>Dedicato</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/Sh5M9HQCsXI/AAAAAAAAACo/UENhNKyqwtY/s1600-h/P5048757.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/Sh5M9HQCsXI/AAAAAAAAACo/UENhNKyqwtY/s400/P5048757.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340790820910051698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo post è dedicato alla giovane amica che mi ha fatto aprire il blog, ispirandomi anche nella scelta del titolo.&lt;br /&gt;Cento di questi giorni cara, felice compleanno, e grazie di esserci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7740900149852558697?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7740900149852558697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/dedicato.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7740900149852558697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7740900149852558697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/dedicato.html' title='Dedicato'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/Sh5M9HQCsXI/AAAAAAAAACo/UENhNKyqwtY/s72-c/P5048757.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1131750725603569802</id><published>2009-05-23T11:11:00.005+02:00</published><updated>2010-09-07T14:50:19.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Radici'/><title type='text'>Cosa resta vivo di Pisacane?</title><content type='html'>Giorni fa si è fatto un gran chiasso perché una scuola elementare romana intitolata a Pisacane aveva deciso di cambiare il nome a favore di un pedagogista giapponese.&lt;br /&gt;Chi si ricorda di Pisacane e dei suoi "eran trecento, eran giovani e forti" che morirono in nome di un'utopica libertà socialista? Probabilmente nessuno.&lt;br /&gt;In nome di un multiculturalismo fasullo si rivede la storia a proprio piacimento, un po' come chi a Milano vuole assegnare a degli stranieri l'Ambrogino, il mitico premio nato per quei milanesi che hanno eccelso in qualcosa di importante per la loro città. &lt;br /&gt;Su questa faccenda di Pisacane, eccovi cosa ne pensano il mio amico Berlicche e Pigi Colognesi in un editoriale tratto da Il sussidiario.net&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò cattivo.&lt;br /&gt;Il nome Pisacane è stato dato dall’elite massonica che governava la città centovent’anni fa. In spregio ai cattolici, diedero alle scuole i nomi dei maggiori oppositori allo Stato Pontificio, compreso quello di un cretino e illuso come Pisacane che tentò una rivoluzione velleitaria armi in pugno e finì ammazzato – e, data la sua preparazione, non poteva finire altrimenti. Peccato che con lui morirono anche altri innocenti, i soldati-contadini che lo affrontarono e quei deficienti che lo seguirono. Un bell’esempio per la gioventù: un Che Guevara un poco più sfigato.&lt;br /&gt;Adesso quella stessa elite si è prima comunistificata, e Pisacane andava ancora, e poi ha perso Marx e ogni altro riferimento. Le sono rimaste idee confuse, sessantottine, e non credendo più neanche nel pan cotto non le sono rimaste che confuse teorie pedagogiche. Makigughi per costoro è più reale di Pisacane, perché a forza di sradicare hanno sradicato le proprie radici, anche quelle cattive. Non è questione di multiculturalismo, è questione che non si sa chi si è. E quando non si sa chi si è, sono gli altri a dirti chi sei.&lt;br /&gt;Berlicche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso sembra ormai chiuso, ma vale la pena di trarne comunque qualche riflessione. Il caso è quello della scuola materna ed elementare di Roma che aveva deciso di cambiare il proprio nome: invece che all’eroe risorgimentale Carlo Pisacane, si sarebbe intitolata al pedagogista giapponese Tsunesaburo Makiguchi. Motivo? La scuola è frequentata in gran parte da stranieri; ragion per cui risulterebbe più accettabile uno studioso nipponico (siamo nell’epoca della globalizzazione, no?) che un patriota italiano. Proprio su queste motivazioni si sono appuntate aspre critiche: così si perde l’identità nazionale, non è questa la strada giusta per l’integrazione degli stranieri, eccetera. La scuola ha fatto retromarcia e Pisacane dovrebbe rimanere al suo posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene subito da pensare che Makiguchi e Pisacane sono accomunati da un dettaglio non irrilevante: sono entrambi pressoché sconosciuti - alzi la mano chi ne sa di più sull’italiano che non sul giapponese - e quindi l’uno vale l’altro. Ma sarebbe una conclusione affrettata. L’intitolazione di uno spazio pubblico, infatti, riveste un carattere simbolico, la cui importanza sembra a prima vista sfuggire, ma è molto importante. A fine Ottocento, per esempio, molti consigli comunali italiani dedicarono numerose sedute e affrontarono scontri politici rilevanti al solo scopo di intitolare una strada o una piazza a Giordano Bruno. L’intento era chiaro: i fautori di questa scelta non erano interessati alla sorte del frate bruciato a Roma nel 1600; a loro interessava porre un inequivocabile segno di anticlericalismo negli spazi comuni della convivenza civile. Tutti quelli che avrebbero visto il nome di quella piazza o scritto su una lettera l’indirizzo «via Giordano Bruno» avrebbero pensato a quanto fosse stata scellerata la Chiesa cattolica e tratto le debite conseguenze. Insomma, è per un interesse presente che si decide di celebrare questo o quel personaggio del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora occorre che l’interesse presente sia realmente vivo e vissuto. Altrimenti il valore passato che si vuole celebrare (in questo caso la – presunta – identità nazionale sgorgata dal risorgimento) e il personaggio che lo incarna (in questo caso Pisacane) non restano altro che reperti archeologici, del tutto insignificanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piazza principale del paese dove ho fatto le scuole elementari è dedicata a Quintino di Vona, un militante antifascista lì fucilato nel 1944. All’approssimarsi del 25 aprile ci portavano a celebrarne la memoria. Quello che risultava convincente non era la retorica antifascista, ma la storia di sacrificio incarnata da Di Vona che i nostri vecchi ci raccontavano e, soprattutto, il loro volto commosso al suo ricordo. Un presente, insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa cattolica è una delle più gelose custodi della propria storia, del proprio passato. Non esiste un edificio sacro che non sia intestato ad un santo o un altare che non ne abbia una reliquia; le loro vicende sono continuamente raccontate e celebrate nell’anno liturgico. Ma è solo la partecipazione presente a quello che essi hanno vissuto a renderne interessante la memoria. Se così non fosse, saremmo cultori di cose morte, necrofili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda è, dunque, cosa resta vivo di Pisacane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Pigi Colognesi tratto da [ilsussidiario.net]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1131750725603569802?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=21578' title='Cosa resta vivo di Pisacane?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1131750725603569802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/cosa-resta-vivo-di-pisacane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1131750725603569802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1131750725603569802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/cosa-resta-vivo-di-pisacane.html' title='Cosa resta vivo di Pisacane?'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8212139927930675507</id><published>2009-05-20T16:25:00.005+02:00</published><updated>2009-05-20T16:42:12.419+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Educazione'/><title type='text'>Due re, due regine</title><content type='html'>Eccoci al dunque, dopo che Wladimiro Guadagno in arte Luxuria l'ex vincitore/vincitrice del Grande Fratello si è lanciata/o in una campagna per far conoscere la cultura del "gender", sì proprio così, sembra che qualcuno le/gli ha proposto di scrivere favole per bambini e lei/lui non si è fatta/o pregare due volte, è diventata/o scrittrice/scrittore, affermando in un recente dibattito in tv in cui si parlava di matrimoni: ne vedrete delle belle, lo sapete che anche Pinocchio è gay?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su quest'onda di inculturazione gender ecco che a Genova si raccontano a "quattro gattini" fiabe da Gay Pride in cui il protagonista è un principe senza pisellino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da [Tempi] 19 maggio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli organizzatori l’obiettivo era «educare i bambini all’esistenza di diverse tipologie di famiglie. Queste favole puntano su un racconto omoaffettivo, resta il sentimento positivo, solo che a volersi bene sono i protagonisti dello stesso sesso. Non facciamo propaganda, ai bambini insegnamo solo che l’importante non è discriminare le persone in base al colore della pelle, o al sentimento religioso, o alle preferenze sessuali». Così a Genova – con il patrocinio del Comune e della Regione – si è svolto il laboratorio “Due re, due regine”, a cura degli organizzatori del Gay Pride. L’invito era rivolto a tutte le scuole genovesi e i bambini avrebbero dovuto raccontare una loro favola, liberi di esprimersi come meglio avrebbero voluto, a patto che i protagonisti della fiaba fossero lui&amp;lui o lei&amp;lei. A patto che alla fine il principe risvegliasse con un bacio un altro principe, o che la principessa salvasse dalle grinfie del drago un’altra principessa. A proposito di draghi, curiosamente nei panni del cattivo c’era la mefistotelica figura della “moglie”, arpia da mettere sottoterra con un bel colpo di bacchetta magica. Simpatica anche la figura del “principe senza pisellino”, un personaggio nuovo, in effetti, che nessun Perrault o fratello Grimm s’è mai premurato di raccontare. Il miglior commento all’iniziativa è un numero: 4. Tanti erano i bambini che hanno ascoltato le fiabe. Tutti gli altri hanno preferito andare al parco con mamma&amp;papà o papà&amp;mamma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8212139927930675507?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/il-foglietto/006729-due-re-due-regine' title='Due re, due regine'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8212139927930675507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/due-re-due-regine.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8212139927930675507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8212139927930675507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/due-re-due-regine.html' title='Due re, due regine'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-7687354293442136547</id><published>2009-05-14T18:54:00.004+02:00</published><updated>2010-09-07T14:49:40.004+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stupore'/><title type='text'>Lasciarsi riempire di stupore</title><content type='html'>Pensavo di essere una mosca bianca, troppo sentimentale o troppo infantile anche se già nonna, insomma una che fa esattamente ciò che Marina Corradi racconta nel suo articolo: si stupisce per un piccolo fiore che spunta sull’asfalto o delle nuove foglie germogliate sulle siepi e si sofferma a guardar fuori dalla finestra, anche adesso che non va più a scuola ma lavora otto ore al giorno davanti ad un PC. Grazie, grazie e ancora grazie perché questo per me non è mai stato un male di vivere, ma un grazie a chi mi fa amare e fa tutte le cose che la realtà richiama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lasciarsi riempire di stupore&lt;/strong&gt; di Marina Corradi&lt;br /&gt;tratto da Tempi  12 maggio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Chi mi ha insegnato a non perdere tempo, così che se mi fermo a guardare una rosa tra le sbarre di un cancello mi rimprovero: non c’è tempo, andiamo? Quale ansia di laboriosità calvinista mi ha trasmesso la città dove sono nata?&lt;br /&gt;In questi giorni di primo caldo e di primavera esplosiva mentre cammino per Milano intenta nel pensiero delle cose che ho da fare, mi scappa lo sguardo sul verde brillante, come neonato, delle siepi, o sull’aprirsi esitante delle rose nei cortili. L’odore dell’erba appena tagliata mi inebria, e mi incanto, a un semaforo, a contemplare il rosso fiamma dei papaveri disordinatamente spuntati fra i binari. C’è come questa interferenza nel corso dei quotidiani doverosi pensieri – banca, dentista, bollette – questa interferenza insistente che nelle mattine di maggio si insinua nell’ordine delle consuete incombenze, e mi distrae. Perché mi verrebbe da fermarmi davanti ai gelsomini fioriti e da annusarne il profumo per non poterlo più dimenticare; mi verrebbe da guardare ad uno ad uno i fiori delle bancarelle del mercato, giacché di ognuno la forma, e il colore, mi stupisce. Ma passo oltre: via, mi dico, hai tante cose a cui pensare.&lt;br /&gt;Ma ho letto la catechesi del Papa del mercoledì 6 maggio, che cita san Giovanni Damasceno: «Bisogna lasciarsi riempire di stupore (thaumazein) da tutte le opere della provvidenza, tutte lodarle e tutte accettarle, superando la tentazione di individuare in esse aspetti che a molti sembrano ingiusti o iniqui e ammettendo invece che il progetto di Dio va al di là della capacità conoscitiva e comprensiva dell’uomo». Commenta Benedetto XVI: «Già Platone diceva che tutta la filosofia comincia con lo stupore. Anche la nostra fede comincia con lo stupore della creazione, della bellezza di Dio che si fa visibile».&lt;br /&gt;Bisogna, dunque, «lasciarsi riempire di stupore». Detto così, sembra il primo umano dovere. Ma allora perché, chi mi ha insegnato a non perdere tempo, a non distrarmi, così che se mi fermo a guardare una rosa tra le sbarre di un cancello mi rimprovero: via, non c’è tempo, andiamo? Quale ansia di laboriosità calvinista mi ha trasmesso questa città dove sono nata, e come mai solo ora intuisco che è importante «lasciarsi riempire di stupore»? (Stupore, ecco, per la vite del Canada che di nuovo germoglia e si arrampica nell’angolo più buio del cortile).&lt;br /&gt;Oppure è stato, in questa stessa bellezza, l’ombra del dolore a scandalizzarmi, a non lasciarmi vedere? Sul diario del ginnasio avevo copiato una poesia di Montale. La so ancora: «Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’accartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato». È stato lo scandalo del dolore e della morte a tenermi lontana dallo stupore? («Superare la tentazione di individuare aspetti che a molti sembrano iniqui o ingiusti»).&lt;br /&gt;Certo non ho onorato questo compito fondante, di stare davanti alla realtà con occhi spalancati e grati. Quando per un momento tuttavia mi meraviglia la margherita che nasce in una crepa dell’asfalto, mi sgrido, come un bambino che a scuola guardi fuori dalla finestra, anziché alla lavagna. Ma la lavagna vera è questa mattina fulgente di maggio, in cui la vita sorge da ogni fessura.&lt;br /&gt;Imparare a lasciarsi riempire di stupore. Ogni foglia, ogni profumo, come un segno di gesso su una lavagna. La formula è immensa, infinita, incomprensibile. Ma non occorre comprenderla. Basterebbe contemplarla. Basterebbe, pur senza capirla, docilmente amarla.»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-7687354293442136547?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tempi.it/opinioni/006692-lasciarsi-riempire-di-stupore' title='Lasciarsi riempire di stupore'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/7687354293442136547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/lasciarsi-riempire-di-stupore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7687354293442136547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/7687354293442136547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/05/lasciarsi-riempire-di-stupore.html' title='Lasciarsi riempire di stupore'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1577663563673577506</id><published>2009-04-18T10:02:00.007+02:00</published><updated>2010-09-07T14:48:21.297+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Vuoi fare la carità? Prima chiedi il permesso e paga le tasse!</title><content type='html'>Sono rimasta molto colpita nel leggere questa notizia.&lt;br /&gt;In molti casi ho sentito dire che la burocrazia sfiora l'assurdo, ebbene, questo penso sia uno tra gli esempi emblematici di come lo Stato non solo non sostiene chi è nel bisogno, ma mette i bastoni tra le ruote a chi vuol far del bene a sue spese.&lt;br /&gt;Ma le leggi non sono nate per vivere nel giusto regolamentando e normando con il solo fine di aiutarci nella nostra convivenza quotidiana? &lt;br /&gt;A quanto pare non è così, la Giustizia con la "G" maiuscola sembra funzionare come uno spremiagrumi, vedi il caso di Eluana che per legge ne è stata decretata la morte togliendole acqua e cibo, o come in questo caso, dove anche un gesto di generosità viene tassato. Il post forse dovevo titolarlo con "date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Multato il ristoratore che da il bollito a 1 euro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Rossi tratto da [lastampa.it] 16 aprile 09&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cartello giallo è ancora piazzato in corso Belgio. Compare ogni mattina e sparisce ogni sera quando il quartiere se ne va a dormire, il ristorante chiude e non c’è più nessuno che abbia bisogno di mangiare. Il signor Mario sposta l’insegna nell’ingresso del suo ristorante, abbassa la serranda, chiude tutto e gli scappa un sorriso amaro. «Ancora sessanta giorni». E poi? «Se le cose non cambiano, non lo espongo più e la chiudiamo qui».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiudiamo qui perché al signor Mario hanno chiesto di pagare per fare beneficenza. Meglio, l’hanno multato perché dava una mano a chi è in difficoltà senza aver chiesto il permesso. E soprattutto senza aver versato la tassa per ottenere l’autorizzazione a pubblicizzare la sua iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poiché che la bacheca che segnala il bollito misto a un euro per chi ha la pensione minima occupa una fetta di suolo pubblico, non pagando il signor Mario ha violato la legge. E adesso deve pagare una multa di quasi 400 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Torino con l’acqua alla gola, i posti di lavoro che vanno in fumo, le pensioni che non bastano mai e le nuove povertà che s’affacciano, c’è un ristoratore che a marzo dell’anno scorso - ben prima che la crisi esplodesse - s’era messo a regalare porzioni di bollito a chi non aveva di che campare. Per evitare che la legge si mettesse di traverso le vendeva al prezzo simbolico di un euro per due porzioni. E ogni sera dieci, quindici, anche venti persone - gente del quartiere e non solo, uomini e donne da 400 euro al mese di pensione - si mettevano in coda e ritiravano la loro parte.&lt;br /&gt;Così per tredici mesi. «Finché un mattino, qualche giorno fa, è entrato un vigile. Mi ha detto che era arrivato un esposto scritto e avevano dovuto intervenire. E’ rimasto cinque minuti a compilare il verbale. Io lo guardavo negli occhi e capivo che non era colpa sua. Però è andata così». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ andata che l’hanno multato: 389 euro per aver esposto a pochi passi dal suo esercizio, sul marciapiede, una bacheca mobile per pubblicizzare non il ristorante, ma solo l’iniziativa: il «bollito misto solidale». E’ scritto proprio così, sul verbale: il signor Mario avrebbe agito «senza la prevista autorizzazione e senza aver corrisposto il relativo canone».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso Mario Sasso, 63 anni, due ristoranti (uno, quello «incriminato», in via Cigliano, l’altro in collina) e un’impresa che si occupa di prodotti per l’edilizia, non sa a chi dire grazie.&lt;br /&gt;Di sicuro non ai vigili. «Non potevano fare diversamente. Erano mortificati, ma avevano ricevuto un esposto scritto ed erano costretti a intervenire». Di più: come spiega l’assessore alla Polizia municipale Beppe Borgogno, i civich «hanno solo applicato un regolamento dell’ufficio Tributi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla carta non fa una piega. C’è una legge, qualcuno (cui certamente fa difetto il buon cuore) ha segnalato un’infrazione e chi di dovere ha provveduto. Solo che a volte la burocrazia fa a pugni con il buon senso. E stavolta ha strapazzato l’altruismo. «Ho sessanta giorni di tempo: se tolgo il cartello tanti penseranno che l’iniziativa s’è esaurita e non si presenteranno più. Ma, per tenerlo, devo pagare 389 euro. E non mi sembra giusto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine della storia? Forse no. L’assessore Borgogno ieri si è messo al lavoro. Con il comandante dei vigili Famigli sta studiando una soluzione. Chissà che, per una volta, la burocrazia esca con le ossa rotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1577663563673577506?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1577663563673577506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/04/vuoi-fare-la-carita-prima-chiedi-il.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1577663563673577506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1577663563673577506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/04/vuoi-fare-la-carita-prima-chiedi-il.html' title='Vuoi fare la carità? Prima chiedi il permesso e paga le tasse!'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-6677361944863673847</id><published>2009-04-08T18:13:00.006+02:00</published><updated>2009-04-08T18:32:36.000+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festività religiose'/><title type='text'>Ritorna la Pasqua</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SdzRh5l7m4I/AAAAAAAAACg/LEpra8wvE8Y/s1600-h/crucis.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 396px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SdzRh5l7m4I/AAAAAAAAACg/LEpra8wvE8Y/s400/crucis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322359239970888578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mons. Massimo Camisasca con una splendida riflessione ci introduce al Mistero Pasquale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorna la Pasqua. La Chiesa ci fa rivivere ogni anno tutti i misteri della vita di Cristo. Sa benissimo che noi abbiamo bisogno di molto tempo per entrare dentro i fatti, che siamo spesso distratti proprio di fronte alle cose più importanti, che siamo sopraffatti dai nostri pensieri, preoccupazioni, e anche dalle nostre passioni. &lt;br /&gt;Per questo ritorna la Pasqua. Per aiutarci ad entrare in un avvenimento che in realtà non riguarda soltanto alcuni giorni dell’anno, ma tutta la nostra vita. Che cosa è la Pasqua? è la resurrezione di Gesù. I giorni della passione, infatti, conducono lì. Senza resurrezione la passione sarebbe stata soltanto l’altissimo e spropositato gesto di condivisione del nostro male, compiuta dall’uomo più buono della terra. è soltanto la resurrezione che illumina tutto di una luce nuova e assolutamente originale. Colui che è stato morto è ora vivo, e vive per sempre. &lt;br /&gt;La resurrezione di Gesù inaugura dunque la sua contemporaneità ad ogni istante della nostra vita. Non siamo più soli. Anche le presenze degli uomini, che tante volte sembrano lasciare intatta la nostra solitudine, nella prospettiva della resurrezione acquistano una luce e una forza nuova. Perché il risorto è Gesù di Nazareth, che obbediente al Padre fino alla morte, e alla morte di croce, in grazia proprio di questa sua obbedienza, è stato restituito alla vita, alla vita che non finisce, perché è la vita di Dio.&lt;br /&gt;Non siamo più soli nel mondo. Questo è il grande annuncio della Pasqua. Esso si manifesta dentro di noi innanzitutto come capacità di uno sguardo nuovo. In certe giornate sembra che tutto vada storto, che ci sia soltanto il male, che le gelosie e le rivalità degli altri non facciano altro che schiacciarci… Può anche essere così, qualche volta. Ma queste giornate nere sono spesso il frutto della nostra chiusura di fronte alla presenza operante di Dio. Non sappiamo più vedere i segni della sua azione. La Pasqua invece inaugura nella nostra vita una nuova capacità di vedere. Dobbiamo innanzitutto chiederci: perché queste persone accanto a me? Perché mio marito, mia moglie, i miei figli, i miei amici? Prendiamo sul serio l’ipotesi che siano stati messi al nostro fianco proprio da Dio per aiutarci a camminare verso di lui. E i doni che abbiamo ricevuto, li ricordiamo ancora? La vita, la fede, l’incontro con coloro che ci hanno permesso di crescere, di diventare adulti, per molti di noi l’incontro con don Giussani e con il Movimento, le occasioni che Dio ci ha dato per incontrarlo nei piccoli, nei poveri, nei più semplici, e infine in tutti coloro che in un modo o in un altro ci hanno provocato a rompere lo schermo dell’abitudine.&lt;br /&gt;La vita è fatta di incontri. Anche questi giorni di passione e di luce ce lo hanno testimoniato. L’incontro con Gesù ha cambiato la vita di tanti. Pensiamo alla Veronica, al Cireneo, al ladrone pentito, al centurione. Ma anche a Barabba, a Pilato, Giuseppe d’Arimatea, e dopo la resurrezione, la Maddalena, Pietro, Giovanni, i discepoli di Emmaus.&lt;br /&gt;L’incontro con Gesù non li ha lasciati più come prima. Grandi romanzieri di tutti i tempi hanno cercato di immaginare cosa sia successo loro. Sono nate le opere letterarie sulla Veronica, su Barabba, su Disma. Lo stesso può succedere a noi. Non certo di diventare protagonisti di un romanzo, ma qualcosa di molto più importante: di diventare protagonisti della storia di Gesù. Attraverso la resurrezione, attraverso il dono del suo spirito, Gesù lega a sé la nostra vita. Istante dopo istante, quello che viviamo non ha più soltanto il senso comune del susseguirsi dei momenti. è una vita per lui, donata a lui, è una domanda di conoscerlo, di vederlo, è una domanda che il nostro cuore sia cambiato per potere amare gli altri come lui li ha amati. Lo ha scritto bene san Paolo in una lettera ai cristiani di Corinto: «Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro. Se uno è in Cristo, è una creatura nuova, le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove». (2Cor 5,15-17)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto: una formella della Via Crucis della cappella della casa di formazione a Roma. Foto di Elio e Stefano Ciol&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-6677361944863673847?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sancarlo.org/publications.cfm?id=273' title='Ritorna la Pasqua'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/6677361944863673847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/04/ritorna-la-pasqua.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6677361944863673847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/6677361944863673847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/04/ritorna-la-pasqua.html' title='Ritorna la Pasqua'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SdzRh5l7m4I/AAAAAAAAACg/LEpra8wvE8Y/s72-c/crucis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-1407902796780096080</id><published>2009-03-26T11:42:00.004+01:00</published><updated>2011-07-15T16:22:51.564+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eutanasia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aborto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fede'/><title type='text'>La lingua e la distruzione della coscienza</title><content type='html'>Ho appena terminato di leggere un libro di Papasogli sulla figura di Giuseppe Moscati, medico Santo.&lt;br /&gt;Prepotentemente mi balza agli occhi il grande divario tra la professione medica ai tempi di Moscati e l’attuale. Non fraintendetemi, non sto parlando di tecnologia e tutte le innovazioni in campo diagnostico che permettono oggi al medico, una diagnosi sempre più precisa in grado di intervenire con successo nella cura del paziente. Allora Moscati non lasciava nulla al caso, la sua grande conoscenza gli era indispensabile, ma per lui era nulla se non considerava ogni cosa del paziente, tutto di lui voleva conoscere per formulare la diagnosi e la cura, e sovente, andava oltre curando anche lo spirito.&lt;br /&gt;Certamente Moscati ancor prima di essere medico era uomo, uomo vero che tutto metteva nelle mani di Dio.&lt;br /&gt;Il divario mi è ancor più evidente leggendo l’articolo di Francesco D’Agostino “Strozzata da un eufemismo la figura classica del medico” pubblicato su Avvenire il 24 marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eufemismo (dal greco eu, bene, e phème, quanto detto) è una figura retorica con la quale si attenua l'asprezza di un concetto, usando una parola più mite più discreta.&lt;br /&gt;Sembra secondo alcuni che questo avvenga per scrupoli religiosi o morali o per rispetto delle convenienze sociali. Ecco alcuni di questi esempi di significato attenuato di una parola troppo cruda: 'Non è più con noi', 'Se n'è andato' per 'È morto', 'male incurabile' per 'tumore'.&lt;br /&gt;D’Agostino nel suo articolo parla di alcuni eufemismi abbastanza innocui, per poi farci riflettere con grande maestria su come alcuni termini vengono usati non solo per nascondere, ma anche per deformarne la percezione. Le armi della distruzione della coscienza dell’uomo diventan sempre più sottili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stralcio dell'articolo di D'Agostino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«… Il primo esempio eclatante lo si è avuto ormai parecchi anni fa, quando al posto del correttissimo termine 'divorzio' nel nostro sistema giuridico è entrata l’espressione 'scioglimento del matrimonio'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando poi si è voluto legalizzare l’aborto, si è fatto ricorso a 'interruzione volontaria della gravidanza': l’acronimo IVG è diventato di uso comune e ha di fatto garantito che la sostanza del processo di riferimento (cioè appunto l’aborto) fosse percepita come del tutto burocratica e sanitaria. Ben più di recente, un’espressione assolutamente corretta come 'fecondazione artificiale' è stata messa da parte e genialmente sostituita da PMA, 'procreazione medicalmente assistita': come se l’intervento del medico nel processo fosse di mero supporto all’atto procreativo e non (almeno il più delle volte) artificialmente sostitutivo nei suoi confronti! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa scia, nella scorsa legislatura sono stati presentati disegni di legge per dare riconoscimento giuridico all’IVS, cioè alla 'Interruzione volontaria della sopravvivenza': quel processo che alcuni bioeticisti erano ormai soliti chiamare 'suicidio assistito', ma che indubbiamente è apparso più gentile definire attraverso un nuovo acronimo, oltretutto ulteriormente legittimato dalla sua contiguità, non solo fonetica, con l’IVG. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si poteva fermare qui? Naturalmente no, dato che la fantasia lessicale è inesauribile e la passione per gli eufemismi sembra incontenibile. Ecco quindi l’avvento nei Paesi di lingua anglosassone dell’espressione MAD, cioè 'Medically Assisted Death', morte medicalmente assistita. Un eufemismo meno ridicolo di quelli che abbiamo citato, ma ben più tragico e proprio perciò rivelativo più dei precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella MMA (per riformulare l’acronimo secondo gli usi linguistici italiani) emerge infatti con chiarezza che ciò che si pretende di ottenere, cioè né più né meno che la morte, deve realizzarsi essenzialmente grazie all’intervento 'assistenziale' di un medico. Situazioni tragiche e estreme, malattie terminali, sofferenze, pietà, desiderio di autodeterminarsi, insomma tutto l’insieme dei concetti che supportano l’esperienza dell’eutanasia nell’immaginario collettivo non compaiono in quest’espressione, perché non devono comparirvi: resta sola, a giganteggiare, la figura del medico, come quella di chi interpreta riassuntivamente la propria funzione come quella di chi è chiamato ad assistere, cioè a 'produrre' la morte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi usa questo eufemismo, non può che seguirne inevitabilmente l’idea che sia legittimo ricorrere alla MMA in tutta una varietà si situazioni: anche quando la malattia non sia terminale, anche quando non dia sofferenze, anche nelle situazioni in cui non ci siano incontenibili pulsioni pietose ed anche - perché no? - quando manchi la stessa autodeterminazione (basterà da parte del medico presumerla!). L’essenziale è che al centro della vicenda ci sia il medico, il signore della vita e della morte, colui che è in grado di usare il 'farmaco' nella sua duplice valenza di medicinale e di veleno. Così, dopo duemilacinquecento anni, umiliata da un eufemismo, si sta avviando al suo tramonto – se non saremo in grado di reagire – la tradizione della medicina ippocratica.»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-1407902796780096080?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/1407902796780096080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/03/la-lingua-e-la-distruzione-della.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1407902796780096080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/1407902796780096080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/03/la-lingua-e-la-distruzione-della.html' title='La lingua e la distruzione della coscienza'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-4628869801354128097</id><published>2009-03-18T11:13:00.007+01:00</published><updated>2009-03-26T10:37:20.482+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><title type='text'>Spagna: Le specie animali minacciate di estinzione hanno maggiore protezione giuridica del nascituro</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/ScDKuo5Ot8I/AAAAAAAAACY/OLCkYhyMkIk/s1600-h/proteggi+la+mia+vita.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 312px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/ScDKuo5Ot8I/AAAAAAAAACY/OLCkYhyMkIk/s400/proteggi+la+mia+vita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314470462897436610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Se numerose specie animali beneficiano di una vasta protezione, compresa quella penale, perché proteggere di meno la vita degli esseri umani che stanno per nascere?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paradosso è ben sintetizzato con un bambino e una lince iberica che campeggiano vicini sul manifesto pubblicitario che dà il via alla campagna di informazione  promossa dalla Conferenza episcopale spagnola in vista della "Giornata per la vita" che si celebrerà mercoledì 25 marzo. Sul felino appare la scritta “protetto”, sopra il bambino la domanda “E io?”. Sotto entrambi lo slogan: “Proteggi la mia vita!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sconvolgente l’affermazione dei vescovi che compare in una nota intitolata "&lt;em&gt;La vera giustizia:  proteggere la vita di chi sta per nascere e aiutare le madri&lt;/em&gt;", i presuli affermano come "nella nostra società va prendendo piede un'enorme deformazione della verità riguardo all'aborto, che è presentato come una scelta giusta della madre volta a risolvere un grave problema che la tocca in maniera drammatica". Arrivando addirittura "a includere l'aborto fra i cosiddetti "diritti alla salute riproduttiva". &lt;br /&gt;Ma ci pensate, l’aborto diritto alla salute riproduttiva, mi vengono i brividi, come può definirsi giustizia questo? A quale diritto ci riferiamo? E’ accertato, l’aborto provoca grande sofferenze, per quanti tentativi si facciano di dimenticare, rimarrano le cicatrici, segni che non si cancelleranno dal cuore di ogni madre. Questo è ciò che anche le più sfegatate femministe pro-aborto hanno, con tremore, il coraggio di ammettere, per poi trovare subito dopo le giustificazioni al gesto.&lt;br /&gt;Il vero aiuto, "la giustizia autentica passa attraverso la difesa del nascituro e l'aiuto integrale alla donna affinché possa superare le difficoltà e dare alla luce suo figlio". Tutto ciò è in contrasto con una sempre più grande sensibilità che sta emergendo nella nostra società sulla necessità di proteggere gli embrioni delle diverse specie animali. &lt;br /&gt;Recentemente sono state varate leggi che tutelano la vita di queste specie animali nelle loro prime fasi di sviluppo, ricorderete senz’altro il “&lt;strong&gt;Progetto Grandi Primati&lt;/strong&gt;”, paradossalmente all’opposto accade che si disattende alla vita della persona umana che sta per nascere dove prevale sempre di più una mancanza di protezione. Il Codice penale spagnolo arriva a posizioni che rasentano l’assurdo a mio parere, sono difatti previste pene, incluso il carcere, per coloro che attentano contro la fauna e la flora protetta, ma il culmine sta nel fatto che si ribadisce che anche l'aborto è un delitto ma "che spetta al giudice, a seconda delle circostanze del caso, decidere la pena corrispondente". L’attuale normativa spagnola prevede che  l'aborto non è considerato reato quando si interrompe la gravidanza nelle prime dodici settimane, nel caso di violenza sessuale, fino alle ventidue settimane se ci sono rischi di malformazione del feto e, sempre, se sussistono pericoli per la salute fisica e psichica della madre. &lt;br /&gt;La difesa del valore assoluto del diritto alla vita, "che inizia dal momento della fecondazione",  è l’obiettivo del &lt;strong&gt;Manifesto dei 300 o Dichiarazione di Madrid &lt;/strong&gt;– presentato il 17 marzo 2009 e firmato da più di trecento fra scienziati, docenti e intellettuali impegnati nei campi della bio-medicina, delle scienze umanistiche e delle scienze sociali che nel documento si schierano con la Chiesa Cattolica e contro l’aborto libero.&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-4628869801354128097?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://graciete.splinder.com/post/17630169/La+nuova+rivoluzione+spagnola%3A' length='0'/><link rel='enclosure' type='' href='http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=30033&amp;lan=ita' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/4628869801354128097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/03/spagna-le-specie-animali-minacciate-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4628869801354128097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/4628869801354128097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2009/03/spagna-le-specie-animali-minacciate-di.html' title='Spagna: Le specie animali minacciate di estinzione hanno maggiore protezione giuridica del nascituro'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/ScDKuo5Ot8I/AAAAAAAAACY/OLCkYhyMkIk/s72-c/proteggi+la+mia+vita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-580959415654497695.post-8130122776309830744</id><published>2008-12-24T15:51:00.010+01:00</published><updated>2008-12-31T17:31:05.044+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festività religiose'/><title type='text'>L'attesa del Natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SVudHbefLRI/AAAAAAAAABQ/x3Um8FdTJwE/s1600-h/luminarie_milano.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SVudHbefLRI/AAAAAAAAABQ/x3Um8FdTJwE/s400/luminarie_milano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285991338609683730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Eccomi al mio primo post su questa piattaforma e, non è un caso, proprio nel giorno della vigilia del Santo Natale.&lt;br /&gt;Il Natale è la ri-nascita dell'umano, di quel Dio-bambino che per noi si è fatto carne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Santo Padre in settembre a Parigi nel discorso al Collège Des Bernardins ha detto che "[...] l'annuncio cristiano è la possibilità di dire a tutti i popoli: Egli si è mostrato Egli personalmente. E adesso è aperta la via verso di Lui. La novità dell'annuncio cristiano non consiste in un pensiero, ma in un fatto. Egli si è mostrato. Il fatto è ragionevole. Certamente occorre sempre l'umiltà della ragione per poter accoglierlo; occorre l'umiltà dell'uomo per poter rispondere all'umiltà di Dio.[...]"&lt;br /&gt;Ma quanti vivono veramente il Natale? In quali cuori alberga la trepida attesa di colui che viene? Fa riflettere come molti hanno ridotto il Natale ad un fatto consumistico, ci si scambia gli auguri, si fanno i doni e a volte si aspetta solo Babbo Natale (uomo o donna), ma Lui il festeggiato dov è? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ci aiuta in questa riflessione un bell'articolo di Marina Corradi pubblicato su Tempi il 17 dicembre: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.tempi.it/opinioni/004539-auguri-s-ma-auguri-di-cosa"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Auguri, sì, ma auguri di che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Se non percepiamo più il buio possiamo ancora desiderare la luce? Nei negozi del corso suona Jingle bells, ma quale attesa, quale speranza, stanno alla radice del nostro festeggiare, è memoria ampiamente smarrita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nevica a Milano, e dopo un’ora la neve è fango grigio. In corso Buenos Aires quest’anno le luci natalizie sono sottili, fioche. Nei negozi suonano Jingle bells, e le vetrine traboccano di roba ma pochi sembrano avere voglia di comprare. Si cammina veloci e intabarrati nel freddo umido, dentro alla notte che già alle quattro cala. Soltanto dieci giorni al solstizio d’inverno. Siamo nel fondo del buio.E ovunque entri canzoni di Natale, e scritte di auguri, e Babbi con la barba e il sacco colmo. Ma è come falsamente gaia, scarsamente convinta la macchina natalizia nella crisi. Buon Natale, Buone feste, ripetono gli spot dei panettoni coi bambini biondi che cantano. Auguri, ripetono. Auguri. Ma auguri, in realtà, di che cosa?Se lo si chiedesse ai passanti di corso Buenos Aires che in fretta si inabissano per le scale del metrò, alzerebbero le spalle. Si dice “auguri” a Natale, e cosa importa il perché? C’era un perché, forse, ma ce ne siamo scordati.&lt;a href="http://mmedia.kataweb.it/foto/1353801/1/luminarie-di-natale-caos-per-le-vie-della-citt"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://mmedia.kataweb.it/foto/1353801/1/luminarie-di-natale-caos-per-le-vie-della-citt"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Chissà, ti chiedi, com’erano le città quando solo le candele rischiaravano l’inverno di una luce tremante. Come doveva essere oscuro dicembre nelle strade, e che sollievo dava al passante anche il riverbero di un fuoco. Come straordinarie dovevano apparire, nella notte santa, le chiese rischiarate dalle candele della festa. Ma ora non conosciamo più il buio, e non ci stupiamo più della luce. Avendo dimenticato quanto tenebrose e fredde erano le notti a Natale, un’altra memoria ci sta venendo a mancare, che in quelle tenebre, nel muto ma evidente linguaggio dei segni, si specchiava. Benedetto XVI ha detto che «Avvento è attesa. La notte oscura del male è ancora forte». Pregava, ha ricordato il Papa, l’antico popolo di Dio in queste settimane: «Rorate coeli desuper», stillate, cieli, dall’alto. L’acqua, come la luce, metafora di Cristo, da mendicare a mano tesa nel buio. Nelle tenebre lunghe di dicembre gli uomini ritrovavano l’eco di un buio interiore di cui ancora erano consapevoli. E istintivamente desideravano una luce che rischiarasse la strada – la nordica santa Lucia è una festa di luce. Si aspettava l’annuncio portato da una stella: la morte non aveva vinto, un bambino era nato, ad annientare l’antica nemica. E già pochi giorni dopo il Natale ecco, il sole iniziava a riprendere la sua lenta salita. Ma se, dimentichi di cosa sia il peccato e ancora più inconsapevoli di un male originale da cui essere salvati, non percepiamo il buio, possiamo ancora desiderare la luce? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nei negozi del corso suona, suona, suona Jingle bells. Auguri, auguri, ma auguri di che? La giovane commessa con la imbronciata faccia da bambina truccata sembra non saperlo e non chiederselo, mentre impila pigiami rossi con le renne stampate. Si dice auguri, a Natale. Ma quale attesa, e quale speranza, stanno alla radice del nostro festeggiare, è memoria ampiamente smarrita. La coscienza del buio, l’attesa di un redentore sono per molti resti di catechismo, angoli di ricordi infantili. Auguri, auguri. Ma senza più sapere di che. Nella forzosa allegria in qualcuno preme una inconfessata tristezza. Regali, tavole imbandite, compagnia – eppure qualche cosa manca.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/580959415654497695-8130122776309830744?l=nonnainternauta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/feeds/8130122776309830744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2008/12/lattesa-del-natale_24.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8130122776309830744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/580959415654497695/posts/default/8130122776309830744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nonnainternauta.blogspot.com/2008/12/lattesa-del-natale_24.html' title='L&apos;attesa del Natale'/><author><name>Graciete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06405877903376015297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SV95_sB95PI/AAAAAAAAAB4/nEABfyUffg8/S220/gracietemarcellino.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_f_u-j_Kai2U/SVudHbefLRI/AAAAAAAAABQ/x3Um8FdTJwE/s72-c/luminarie_milano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
