Vincent Van Gogh - Notte stellata sul Rodano - particolare (Musée d’Orsay, Parigi)
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17 marzo 2015

Gioia che traspare

Carissimi, quest'oggi vi propongo una bella riflessione dell'amica Annamaria.
 
 
 
"Capita di osservare talora nel comportamento altrui - ma a volte anche in noi stessi - un'accattivante immediatezza molto simile alla spontaneità, che tuttavia si rivela poi superficiale e priva di spessore.
Si tratta in realtà di quella sbadataggine che spinge, in certe situazioni, a dire la prima parola che ci passa per la testa o fare la prima cosa che ci viene in mente così, senza pensarci troppo.
Ma c'è - al contrario - un'immediatezza affascinante come un miracolo, nella quale si percepisce che parole, azioni, gesti della persona che abbiamo davanti sono una cosa sola in profonda unità con tutto il suo essere. 
Discorsi e comportamenti sgorgano allora come acqua sorgiva che affiora limpida e altrettanto limpida scorre poi tra i ritmi della quotidianità; e non importa che si tratti - a volte - anche di minime cose, ma tutto è luminosamente e splendidamente vero.
E' un atteggiamento di semplicità, una sorridente effusione del profondo, una vera e propria trasparenza del cuore simile a quella dei bambini quando ancora non si sono conformati al mondo degli adulti. Immediatezza, del resto, significa proprio assenza di artificio perché ciò che siamo arrivi agli altri in modo diretto, non mediato da qualsivoglia condizionamento, difesa o paura. 
Siamo noi e siamo liberi." [...]
 
potete leggere tutto il post sul suo blog : Gioire in musica


 

07 marzo 2015

Al mattino




Al mattino  di Adriana Mascagni

Al mattino, Signore, al mattino
la mia anfora è vuota alla fonte
e nell’aria che vibra e traspare
so che puoi farmi grande, Signore.
La, la la ...

E le ore del giorno, al mattino
di tua gloria son tenera argilla.
Uno è l’alveo del mio desiderio:
ch’io ti veda, ed è questo il mattino.
La, la la ...



Al mattino è nata così: io sono una dormigliona e faccio fatica la mattina sempre, fin da allora, ad alzarmi. In più, a quell'epoca facevo un po' di resistenza, perché voleva dire alzarsi per preparare gli esami e non avevo molta voglia neanche di questo. Ma Giussani, in questo, mi aiutava moltissimo: mi affiancava persone gentili, che mi venivano a prendere a casa per portarmi a studiare alla biblioteca Sormani, e una di queste persone era Peppino Zola. Quella mattina venne a prendermi con la lambretta: improvvisamente mi sono accorta che il mattino presto era stupendo; c'era quell'aria fresca, pulita, e soprattutto la percezione della preziosità dell'inizio, perché nell'inizio c'è la percezione del divino, nell'inizio c'è il divino, l'inizio è gesto del Mistero, è gesto del divino, e in quel gesto divino c'è la promessa di una grandezza, di una gloria di cui tutto quello che viene dopo, le ore del giorno, sono come una tenera, fragile argilla della gloria, della Sua gloria. E allora tutti i miei desideri si riassumevano in un: "Che io ti veda, ed è questo il mattino".

29 maggio 2011

Canti popolari russi

Ieri sera ho ascoltato un concerto di canti popolari russi, ho ancora negli occhi e nel cuore la bellezza di quella triste melodia, è stata un'occasione inaspettata e non prevista ringrazio chi mi ha invitato.
Vi segnalo l'acquisto di un bellissimo cd che spesso ascolto

Spirto Gentil, n. 4 - Canti popolari russi


Spirto Gentil, n. 4 - Canti popolari russi vol. 1


I canti popolari russi appartengono a una tradizione la cui origine si perde nella notte dei tempi anche se le prime raccolte manoscritte risalgono al XVII secolo: questo divario non deve stupirci considerando il fatto che per tanti secoli tale vastissimo patrimonio è stato tramandato di padre in figlio attraverso la sola memoria, personale e collettiva.
Il canto ha da sempre accompagnato ogni gesto del popolo russo, da quello più umile e consuetudinario, come il lavoro dei campi, agli avvenimenti solenni della sua vita, come le nozze o i funerali. Attraverso il canto venivano espressi sinteticamente lo stupore, la paura, le speranze dell'uomo di fronte al mistero della realtà: tutto questo fascio di attese assunse, nei tempi pagani, caratteristiche ancestrali, magiche, mitologiche.
L'arrivo dell'annuncio cristiano (X secolo) non distrusse i tentativi precedenti, ma valorizzò la tradizione e propose un rapporto nuovo con il Mistero.(...).
La musica dei canti popolari russi riveste i testi spalancandone gli orizzonti e introducendo spesso elementi contrastanti: in questo modo emerge, anche in argomenti di per sé banali, una profondità impensata. Per questo, canti dal contenuto triste possono presentare un ritmo energico, vivace e una melodia agile che fanno guardare alle vicende dolorose con rassegnazione o con un sorriso, e viceversa, canti dal contenuto allegro hanno spesso una melodia malinconica e un ritmo lento, invitando a meditare sulla fugacità delle cose.
Le melodie, soprattutto dei canti solistici, hanno un'estensione notevole, sfruttano gli intervalli ampi, riportando alla mente la vastità dei paesaggi russi che si aprono su sterminati orizzonti: lo sguardo, invitato ad affondare nella loro profondità sconfinata, è introdotto nel presentimento della misteriosità del reale, nella nostalgia d'Infinito.(...)